Minas Tirith, di Ted Nasmith

Minas Tirith at Dawndi Ted Nasmith

 

Ma Minas Anor sopravvisse, e fu rinominata Minas Tirith, la Torre di Guardia; perché lì, nella cittadella, i re ordinarono di costruire una Bianca Torre, alta e slanciata, e il suo occhio spaziava su molte terre. Orgogliosa e forte era ancora la città, e in essa l’Albero Bianco fiorì ancora per un poco davanti alle Case dei Re.
JRR Tolkien, Gli Anelli del Potere e la Terza Era

 

La città dei Re nacque poco dopo la fondazione di Gondor con il nome di Minas Anor, la “Torre del Sole”: una fortezza costruita sulla sommità di Amon Anor per proteggere Rath Dínen, le Tombe dei Re. Era la controparte occidentale di Minas Ithil, la “Torre della Luna”, ed era di minore importanza rispetto a questa. Da Osgiliath i figli di Elendil governavano insieme il regno appena fondato, ma Minas Anor era la casa della stirpe di Anárion, mentre Minas Ithil apparteneva a quella di Isildur: fu per questo che, quando i sette Palantíri furono divisi tra i Regni in Esilio, uno di essi trovò posto proprio a Minas Anor.

 

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Minas Tirith sulla tavola della Terra di Mezzo, nella Terza Era

 

Quando Sauron attaccò Gondor nel 3429 S.E. e conquistò Minas Ithil, Isildur fu costretto a fuggire a nord, presso il padre in Arnor, mentre Anárion resisteva assediato a Osgiliath e a Minas Anor, finché l’esercito dell’Ultima Alleanza non lo liberò. Nel 2 T.E., Isildur piantò a Minas Anor il secondo Albero Bianco di Gondor, in memoria del fratello caduto durante l’Assedio di Barad-dûr: da allora la regalità di Gondor appartenne soltanto agli eredi di Anárion, che continuarono comunque a governare da Osgiliath.

 

La seconda città del regno

Nel 420 T.E. Minas Anor fu ricostruita da Ostoher, settimo Re di Gondor, e da allora i Re vi si trasferivano ogni estate da Osgiliath. Rimase la seconda città del regno per un migliaio d’anni, mentre Gondor raggiungeva l’apice della propria potenza sotto i Re Navigatori, per poi entrare nel lungo declino.

 

Durante la Lotta delle Stirpi, Osgiliath fu incendiata e il suo Palantír perduto, ma le mura di Minas Anor non furono mai violate dalle forze di Castamir: il suo popolo, inasprito dalla crudeltà del Re verso Osgiliath, si schierò probabilmente con Eldacar al suo ritorno da nord, nel 1447 T.E. Sconfitto Castamir, l’importanza di Minas Anor crebbe ulteriormente.

 

La peste e il trasferimento della capitale

Nel 1636 T.E. la Grande Peste devastò Gondor, spopolando Osgiliath e riducendola in rovina. Il Re Telemnar morì insieme ai suoi figli e a molti altri Dúnedain, e con loro morì anche il secondo Albero Bianco. Poco dopo, suo nipote Tarondor trasferì definitivamente a Minas Anor la Casa del Re, e vi piantò il terzo Albero Bianco, nel 1640 T.E.

Per un tempo, sotto Tarondor e i suoi eredi, il declino di Gondor rallentò, sebbene le guerre contro gli Esterling continuassero a logorare il regno. Nel 1900 T.E. Calimehtar fece costruire nella Cittadella la prima Torre Bianca, per custodirvi il Palantír della città.

 

Poco più di un secolo dopo, nel 2002 T.E., Minas Ithil — ormai da tempo mal sorvegliata verso Mordor — fu presa dai Nazgûl e divenne Minas Morgul: fu allora che Minas Anor prese il nome che avrebbe conservato per sempre, Minas Tirith, la Torre della Guardia. Poco dopo, Eärnur, l’ultimo Re di Gondor, trovò la morte nella Valle di Morgul, e il governo del regno passò ai Sovrintendenti.

 

L’era dei Sovrintendenti

Minas Tirith, di Ralph Damiani
Minas Tirithdi Ralph Damiani

Dopo una breve tregua nota come la Pace Vigile, Gondor si trovò sempre più assediata dai propri nemici: il controllo dell’Ithilien e dei ponti in rovina di Osgiliath passava di continuo tra Minas Tirith e Minas Morgul, le coste erano depredate dai Corsari di Umbar, e gli Esterling premevano da nord.

 

La Cittadella fu rafforzata sotto Ecthelion I, che ricostruì la Torre Bianca che da allora portò il suo nome. Il terzo Albero Bianco morì nello stesso anno del ventunesimo Sovrintendente, Belecthor II: questa volta nessun nuovo germoglio fu trovato, e l’albero secco fu lasciato in piedi nella Cittadella.

Sotto Ecthelion II, mentre Sauron si dichiarava ormai apertamente a Mordor, Minas Tirith fu ulteriormente fortificata. Fu in quegli anni che Aragorn, non ancora conosciuto come tale, giunse per la prima volta alla città sotto il nome di Thorongil, e vi compì grandi imprese.

 

La Guerra dell’Anello

Gandalf cavalca a Minas Tirith, di Alan Lee
Gandalf cavalca a Minas Tirithdi Alan Lee

Cair Andros cadde il 10 marzo 3019 T.E., e due giorni dopo una compagnia guidata da Faramir fu costretta a ritirarsi dalla difesa di Osgiliath. Il tentativo di riparare il Rammas Echor giunse troppo tardi: presi i guadi dell’Anduin, il Pelennor fu invaso, e Minas Tirith si trovò assediata da un grande esercito di Orchi di Morgul ed Esterling, guidato dal Re Stregone.

 

La città, scarsamente difesa, sembrava ormai perduta: il 15 marzo la Grande Porta fu abbattuta, e l’ultimo Sovrintendente reggente, Denethor II, si diede alle fiamme nella disperazione. Ma Gandalf era presente: sottratto Faramir al padre, assunse il comando della difesa. Giunsero allora, insperati, i Cavalieri di Rohan guidati da Théoden, mentre Aragorn risaliva il fiume da Pelargir con un proprio esercito. Vistolo, Imrahil, Principe di Dol Amroth, guidò una sortita dalla città, e le tre forze riunite spezzarono l’assedio nella decisiva Battaglia dei Campi del Pelennor.

 

Il ritorno del Re e la Quarta Era

L'incoronazione di Aragorn, dei Fratelli Hildebrandt
L’incoronazione di Aragorn, dei Fratelli Hildebrandt

Il 1° maggio 3019 T.E., di ritorno vittorioso dalla Battaglia del Morannon, Aragorn fu incoronato nella piana davanti a Minas Tirith, ed entrò nella città come Re Elessar. Il 25 giugno trovò, in un luogo nascosto del Monte Mindolluin, un germoglio della stirpe di Nimloth: lo piantò nella Corte della Fontana, quarto Albero Bianco di Gondor.

 

Sotto Re Elessar, Minas Tirith fu restaurata e resa più bella che mai: la Grande Porta fu riforgiata in mithril e acciaio dai Nani delle Caverne Scintillanti guidati da Gimli, le strade furono lastricate di marmo bianco, e la città si riempì di alberi e fontane.

 

I Nani vi lavoravano, e gli Elfi vi giungevano volentieri in visita: la Città Guardiana, dopo secoli di assedio, tornava finalmente a essere quello per cui era stata costruita.

 

 

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