Isildur, di Bohemian Weasel

Númenor, 3.209 S.E. – Campi Iridati, 2 T.E.

 

Isildur figlio di Elendil, Alto Re di Gondor e di Arnor, conquistatore dell’Anello e dall’Anello tradito, è una figura cruciale nelle Antiche Saghe: racchiude in sé la forza e la fede dei Grandi Re degli Uomini e, al tempo stesso, lascia intravedere in nuce le ragioni della loro rovina, e il perché così facilmente possano essere corrotti dal Male.

 

I giovani Isildur e Anárion, di Billy Mosig
I giovani Isildur e Anáriondi Billy Mosig

Isildur nacque a Númenor nel 3209 della Seconda Era, primogenito di Elendil, figlio di Amandil, ultimo Signore di Andúnië. Aveva un fratello minore, Anárion. Sposatosi negli anni giovanili dell’isola, ebbe il suo primogenito, Elendur, nel 3299.

Isildur venne cresciuto dal padre e dal nonno in rispetto alle antiche tradizioni, educato all’amore per gli Eldar e per i Valar: una fede da coltivare in segreto da quando gli Uomini del Re avevano iniziato a spadroneggiare sull’Isola, e da tenere nascosta negli Anni bui della prigionia di Sauron a Númenor.

 

Quando Isildur seppe da Amandil che il re Ar-Pharazôn, traviato da Sauron, aveva decretato l’abbattimento di Nimloth, l’Albero Bianco di Númenor, decise di intraprendere un’impresa degna dei padri antichi: una notte, in incognito, si introdusse ad Armenelos e, nei cortili del Re, strappò un frutto dall’albero prima che fosse tagliato, salvandone la discendenza. Fu scoperto e dovette combattere per trovare una via d’uscita. Fu ferito gravemente, ma, a quanto dicono le cronache, ogni piaga si rimarginò quando sulla giovane pianta, nata da quel frutto, spuntò la prima foglia.

Quando Ar-Pharazôn allestì il Grande Armamento per assalire la terra di Aman, ormai terrorizzato dall’idea della Morte e ammannito dalle parole di Sauron, Elendil e i suoi prepararono le navi della fuga; sulla nave di Isildur fu custodita la giovane pianta dell’Albero Bianco.

Come narrato nell’Akallabêth, terribile fu la collera dei Valar, e Eru in persona intervenne per modificare la forma del Mondo. E l’Isola non era più.

 

La Caduta di Númenor, di Ted Nasmith
La Caduta di Númenordi Ted Nasmith

Alla Caduta di Númenor nel 3319 della Seconda Era, Elendil e i figli si salvarono su nove navi: quattro per Elendil, tre per Isildur, due per Anárion.

Nella grande tempesta che accompagnò il sommergimento di Númenor, le navi degli Esuli furono sospinte a levante e disperse. Elendil fu gettato alle rive di Lindon, ove incontrò Círdan e Gil-Galad, stringendo con loro una grande amicizia. Poi risalì il Lhûn e fondò il regno di Arnor.

Isildur e Anárion furono portati a sud: giunti alle Foci dell’Anduin, risalirono il grande fiume e fondarono il regno di Gondor nel 3320 della Seconda Era, con al centro l’ampia pianura tracciata dall’Anduin tra il Monte Mindolluin e le propaggini dell’Ithilien.

Isildur stabilì la sua casa a Minas Ithil, dove piantò l’Albero Bianco; Anárion pose la sua dimora a Minas Anor. Il regno, però, fu retto congiuntamente: nella Grande Sala di Osgiliath i due fratelli sedevano su troni affiancati. In quegli anni Isildur e la moglie ebbero altri due figli: Aratan (3339) e Ciryon (3379).

 

Le navi dei Fedeli, di Ted Nasmith
Le navi dei Fedelidi Ted Nasmith

Ma anche Sauron era scampato al disastro, e presto ristabilì il suo potere in Mordor, ove i suoi servi avevano nel frattempo preparato la guerra. Nel 3429, Sauron espugnò Minas Ithil e diede alle fiamme l’Albero Bianco. Isildur riuscì a fuggire con la famiglia e con una nuova piantina dell’Albero; mentre Anárion teneva Osgiliath, Isildur discese l’Anduin e poi volse a nord-ovest verso il padre in Arnor e verso Gil-galad in Lindon, portando notizie della guerra alle porte.

 

Nel S.E. 3430, lo stesso anno in cui nacque il suo quarto figlio Valandil, Elendil e Gil-galad strinsero la Ultima Alleanza tra Elfi e Uomini. L’esercito dell’Alleanza marciò a Gran Burrone nel 3431; lì Isildur lasciò la moglie e il piccolo Valandil prima che l’armata muovesse oltre le Montagne Nebbiose. Nel 3434 gli eserciti congiunti attraversarono le montagne e dilagarono nella piana di Dagorlad: e tale era la forza delle schiere di Gil-Galad, e così forte il braccio dei Figli di Númenor, che gli eserciti di Sauron furono schiantati, e il Nemico fu costretto a chiudersi a Barad-dûr per sostenere l’assedio.

Questa fase della guerra durò sette anni, durante i quali le armate di Mordor si assottigliarono costantemente. Ma anche gli assedianti subirono molte perdite: morti erano infatti Oropher e Amdír, rispettivamente Re del Reame Boscoso e di Lórien, e lo stesso Anárion venne ucciso da un proiettile inviato dalla Torre Nera, che lo colpì in un occhio.

 

Isildur prende l'Anello a Sauron, di Denis Gordeev
Isildur prende l’Anello a Saurondi Denis Gordeev

Tale era l’impeto degli assedianti, però, che Sauron stesso dovette scendere in battaglia, e una grande tenzone si verificò sulle pendici dell’Orodruin tra i Re e l’Oscuro Signore.

Infine Elendil e Gil-galad sconfissero Sauron, e la battaglia fu vinta, ma entrambi caddero; sotto il corpo di Elendil si spezzò Narsil. Isildur trasse il pezzo d’elsa della spada del padre e recise l’Unico Anello dal dito del Nemico.

 

Isildur e Saurondi Ralph Damiani

Elrond e Círdan, i luogotenenti di Gil-galad, lo esortarono a distruggere l’Anello; Isildur però lo rivendicò come pegno per la morte del padre e del fratello, un guidrigildo per ripagare la loro morte, e decise di conservarlo come eredità della sua Casa.

 

 

Una storia secondaria, ambientata ai tempi dell’Ultima Alleanza, vale la pensa di essere qui menzionata. È noto a tutti che, nei primissimi anni di Gondor, per volontà di Isildur fu portata da Númenor una grande pietra nera e posta sulla collina di Erech. Su quella pietra gli Uomini delle Montagne di Dunclivo, prima dell’inizio della Guerra, avevano giurato fedeltà a Isildur. Ma quando venne l’ora di combattere Sauron essi non marciarono: perché temevano l’Oscuro Signore a cui, durante gli Anni Oscuri, avevano rivolto la propria venerazione. E allora Isildur li maledisse, condannandoli a non trovare pace finché il giuramento non fosse compiuto. Una Maledizione che gravò su di loro e sul loro Re per tutta la Terza Era, finché un suo erede non li avrebbe finalmente chiamati a combattere, ed essi avessero combattuto riconquistando il proprio onore.

 

Isildur e l'Anello, di Abe Papakhian
Isildur e l’Anellodi Abe Papakhian

Grande fu il trionfo degli Alleati dopo la caduta di Sauron.

Isildur tornò a Gondor e assunse l’Elendilmir, proclamando la sua sovranità in Arnor e il signorato sui Dúnedain del Nord e del Sud. Rimase un anno nelle Terre del Sud: piantò un pollone dell’Albero Bianco a Minas Anor in memoria di Anárion, riordinò il regno e istruì il nipote Meneldil, figlio del fratello, al governo del paese. Con Meneldil e pochi fidati, cavalcò ai confini di Gondor e, una volta individuato un luogo adatto, posto esattamente al centro del Paese, innalzò tomba e memoriale di Elendil sul colle di Eilenaer, poi detto Amon Anwar. In quei giorni scrisse la pergamena che divenne nota come la Tradizione di Isildur: il racconto di come avesse ottenuto l’Anello, del suo significato per la Casa di Elendil, e trascrisse il verso apparso sulla sua superficie quand’era ancora ardente dal calore del dito di Sauron, pur non conoscendone il significato.

Quando si ritenne libero di partire, affidò il governo di Gondor a Meneldil e, con tre dei suoi figli, lasciò il Sud il 5 del mese di Ivanneth, nel secondo anno della Terza Era. Invece di volgersi a ovest e poi a nord, risalì direttamente il Grande Fiume Anduin per prendere il Cancello Cornorosso e giungere anzitutto a Gran Burrone, dove lo attendevano la moglie e il quarto figlio Valandil.

 

La morte di Isildur, di Anke Eißmann
La morte di Isildurdi Anke Eißmann

Al trentesimo giorno di cammino, 5 Narbeleth, il Re, i figli e la Guardia — duecento cavalieri e fanti —raggiunsero i confini settentrionali dei Campi Iridati. Credendo che ogni guerriero del Nemico fosse perito, non pose sentinelle. E nella notte furono assaliti da una grande banda di orchi, dieci volte più numerosi, che erano discesi dalle montagne ove si erano nascosti.

Audacemente combatterono i Dúnedain, ma il cerchio intorno a loro e al Re si stringeva sempre più. Così Isildur affidò al suo scudiero Ohtar le schegge di Narsil, perché fuggisse. Gli orchi caricarono a ondate. I figli di Isildur caddero uno dopo l’altro; Elendur fu l’ultimo e supplicò il padre di indossare l’Anello e fuggire. E Isildur lo ascoltò: si pose l’Anello al dito e svanì alla vista.

Gli orchi ne fiutarono l’odore, pur non vedendolo. Isildur raggiunse l’Anduin, attraversando a nuoto. Ma l’Anello ha una volontà propria, e già attendeva il momento per ottenere vendetta per la fine del proprio Signore. Quando Isildur fu nel mezzo della corrente, l’Unico gli scivolò dal dito. Riemerso tra canneti e giunchi della riva opposta, fu scorto da un piccolo drappello di orchi, che lo trafissero con le frecce. Isildur ricadde nell’acqua; e nessuna traccia di lui fu più trovata da Elfi o Uomini.

Così fu compiuto quello che, negli anni seguenti, fu chiamato Disastro dei Campi Iridati. Non l’ultima ma certamente uno delle più dolorose conseguenze della malvagità insita nell’Anello del Potere.

Non casualmente, nella visione profetica raccontata da Boromir — “Cerca la Spada che fu Rotta, a Imladris la troverai…” — l’Anello è chiamato il Flagello di Isildur.

 

La linea di Isildur tuttavia non si estinse: Valandil divenne re di Arnor, e la discendenza rimase ininterrotta lungo tutta la Terza Era, attraverso le vicissitudini del Regno del Nord e poi della stirpe dei Dúnedain fino ad Aragorn Elessar, che poté rivendicare il trono di Arnor e Gondor dopo la distruzione dell’Anello e la definitiva caduta di Sauron.

Un ultimo elemento vale la pena di essere qui raccontato: dopo la Guerra dell’Anello, aperta la torre di Orthanc per volere del re Elessar dopo che fu abbandonata da Saruman, si scoprì dietro una porta nascosta, in un armadio d’acciaio, nientemeno l’Elendilmir di Isildur, segno ultimo che le tracce del Re perduto erano giunte sin lì. È possibile che Saruman, nella sua indefessa ricerca dell’Anello per tutti gli ultimi decenni della Terza Era, sia riuscito a rinvenire i resti del Grande Re, orami consunti dalle acque dell’Anduin, con l’Elendilmir ancora sul capo. Ma il fatto che non siano state trovate le ossa, mostra come lo Stregone Bianco avesse già al tempo in grande disprezzo la stirpe degli Uomini.

 

Isildur rappresenta così un personaggio la cui Eredità permea completamente la Terza Era del Mondo. E benché molti siano stati i regnanti a succedersi dopo di lui, sia a Gondor che ad Arnor, è degno di nota come molti dei simboli della regalità poi ripresi da Elessar discendessero direttamente da lui: Aragorn riceverà Andúril riforgiata dalle schegge di Narsil che egli aveva conservato, raccoglierà l’Elendilmir e riunirà il Regno del Nord e del Sud come solo Isildur ed Elendil erano stati in grado di fare; e Frodo, le cui azioni scandiscono l’effettiva chiusura della Terza Era, ha di fatto portato a compimento ciò che Isildur non fece, distruggendo l’Anello.

Così l’inizio e la fine dell’Era si richiamano: la spada spezzata e la stella dei re da un lato, e dall’altro, il Flagello di Isildur finalmente distrutto nel Fuoco dell’Orodruin.

 

Le genealogie di ArdaI Re di ArnorLa linea di Isildur, dai Campi Iridati al Regno Riunito
Elendur1S.E. 3299° – 2 T.E.AratanS.E. 3339° – 2 T.E.CiryonS.E. 3379° – 2 T.E.IIEldacarT.E. 87° – 339IValandil2S.E. 3430° – 249 T.E.IsildurS.E. 3209° – 2 T.E.AnárionS.E. 3219° – 3440ElendilS.E. 3119° – 3441

Ramo di Isildur — 8 persone. Vedi l’albero completo di I Re di Arnor →

Note

  1. 1Elendur re di Arnor non è Elendur figlio di Isildur: fra i due corrono otto generazioni. Il primo cadde ai Campi Iridati nel T.E. 2, il secondo morì nel 777.
  2. 2Ai Campi Iridati, nel T.E. 2, caddero Isildur e tre dei suoi quattro figli. Valandil non c'era: fanciullo, era rimasto a Imladris. Sua madre, che gli sopravvisse, non è mai nominata.
  3. 3Le Appendici danno gli anni di MORTE, non quelli di regno: la lista «Elendil †3441, Isildur 2, Valandil 249…» è una successione di morti. Gli anni di regno di questa tavola sono derivati concatenandole.
  4. 4Nessuna data di nascita compare nel Signore degli Anelli. Tutte quelle di questa tavola vengono da «Gli eredi di Elendil», in HoMe XII, cioè da materiale postumo, e portano il segno °.

 

 

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