Gil-galad sugli Elfi soleva regnare:
Tristi cantano ora i menestrelli
I giorni ancor liberi e belli
Del suo regno tra i Monti e il Mare.
JRR Tolkien, La Caduta di Gil-galad (trad. it. Vittoria Alliata)
Lindon fu, prima di tutto, un nome che sopravvisse alla terra a cui era stato dato per primo. I Noldor esuli lo usavano già per indicare l’Ossiriand, “terra della musica”, la regione dei Sette Fiumi dove gli Elfi Verdi cantavano tra gli alberi. Quando la Guerra d’Ira inghiottì il resto del Beleriand, fu proprio l’Ossiriand l’unica porzione di quella terra a restare sopra il livello del mare. Il Grande Mare, infrangendosi contro la catena degli Ered Luin, vi aprì un varco profondo, in cui trovo sede un fiume, che venne a creare il Golfo di Lhûn. E il nome Lindon, che un tempo indicava una regione tra molte, rimase a indicare tutto ciò che di Beleriand era rimasto.
Il regno di Gil-galad
Nell’anno 1 della Seconda Era, gli Elfi guidati da Círdan il Carpentiere costruirono i Porti Grigi sulle rive del nuovo golfo, punto di imbarco per la Retta Via verso Occidente. Molti, pur potendo salpare, scelsero di restare ancora: fu questo, più che un atto fondativo formale, l’inizio di Lindon come regno. Gil-galad, ultimo erede dei Re dei Noldor in esilio, ne fu riconosciuto sovrano, e Alto Re di tutti gli Elfi dell’Ovest.

Non tutti gli Elfi di Lindon vi restarono a lungo. Prima dell’anno 1000, molti tra i Teleri superstiti del Doriath e dell’Ossiriand lasciarono il regno per stabilirsi più a est, tra i Silvani: una migrazione di cui si dirà più avanti. Altri Noldor, guidati da Celebrimbor, fondarono nel 750 il regno di Eregion presso la porta occidentale di Khazad-dûm, attratti dalla scoperta del mithril.
Nel 600, la nave numenoreana Entulessë raggiunse Mithlond: Gil-galad accolse i marinai di Númenor e rinnovò così il contatto con la stirpe umana lontana degli Edain. Fu un’amicizia che sarebbe tornata utile presto.
Quando un essere di meraviglioso aspetto, che si faceva chiamare Annatar, giunse chiedendo di essere accolto come inviato dei Valar, Gil-galad ed Elrond intuirono che non era ciò che diceva di essere, e gli negarono l’ingresso a Lindon. I loro messaggeri portarono l’avviso a Eregion, ma non furono ascoltati: Annatar era Sauron, e Eregion lo accolse a braccia aperte. La guerra che ne seguì devastò l’Eriador. Elrond guidò le forze di Lindon in soccorso di Eregion, e con i superstiti della sua caduta fondò, nel 1697, Imladris.

Furono, quelli, gli Anni della Fuga: molti ripararono a Lindon e da lì presero il mare verso l’Ovest. Ma a Lindon Gil-galad mantenne il proprio potere, e Sauron non osò ancora attraversare gli Ered Luin né assalire i Porti, anche perché i Númenóreani sostenevano la resistenza degli Elfi. Negli Anni Bui che seguirono, Sauron conquistò gran parte delle terre occidentali; ma nel 1700 Tar-Minastir inviò da Númenor una flotta in soccorso di Lindon, e l’esercito congiunto scacciò le forze di Sauron dall’Eriador.
Per un tempo, dopo che Ar-Pharazôn portò lo stesso Sauron prigioniero a Númenor, le terre occidentali conobbero pace, e Gil-galad estese la propria influenza fino ai confini del Bosco Atro. Ma con la Caduta di Númenor, Sauron tornò nella Terra di Mezzo, e Lindon ne pagò il prezzo: il mare stesso invase la costa, e il regno si ridusse ai confini che avrebbe mantenuto per il resto dell’Era.
La Terza Era

Dopo la caduta di Gil-galad, un residuo del suo popolo continuò a vivere presso i Porti Grigi, i più numerosi tra i Noldor rimasti nella Terra di Mezzo insieme a quelli di Imladris. Círdan restò Signore dei Porti e resse il Lindon da allora per tutta l’Era che seguì.
Il Lindon sostenne Arnor nella lunga guerra contro Angmar: aiutò Arveleg I e il Cardolan a respingere gli Uomini delle Colline, e più tardi, con l’aiuto di Círdan, il giovane Araphor scacciò gli eserciti di Angmar da Fornost e dalle Colline Settentrionali. Unite le forze con Gran Burrone e con i Galadhrim giunti da oltre le Montagne Nebbiose, tennero a bada Angmar per alcuni secoli. Fu in questo torno di tempo che Círdan accolse alcuni emissari giunti da Ovest, dei quali Olórin fu quello con cui egli strinse maggiormente amicizia, e a cui consegnò il proprio Anello.
Lindon affiancò ancora re Araval in una coalizione con Gran Burrone nel 1851. Nel 1975, gli Elfi di Lindon inviarono una nave a Forochel per salvare Arvedui, ultimo Re del Nord: l’equipaggio sopravvisse a un viaggio pericoloso, ma Arvedui volle affrontare il ritorno nel cuore dell’inverno. La nave fu colta da una violenta tempesta e colò a picco insieme a due Palantiri. Nessuno a bordo sopravvisse. L’anno seguente, le forze di Lindon si unirono all’Esercito dell’Ovest, e Círdan le guidò alla vittoria nella Battaglia di Fornost.
Entro il 171 della Quarta Era restavano pochi Noldor a Lindon, forse nessuno. Uomini non vi si stabilirono mai.
Chi restò e chi partì
Non tutti gli Elfi di Lindon scelsero di restarvi, né di attendere le navi verso Occidente. Prima ancora che Eregion fosse fondata, alcuni dei Sindar lasciarono il regno di Gil-galad e si spinsero a est, oltre le Montagne Nebbiose, dove fondarono piccoli domini tra i Silvani. Oropher fu uno di questi: si stabilì a nord del Bosco Atro, e suo figlio Thranduil ne ereditò il regno. Amdír fece lo stesso più a sud, a Lothlórien.
Le cronache non spiegano mai del tutto le loro ragioni, ma alcune tradizioni suggeriscono un disagio verso il dominio dei Noldor su Lindon, e il desiderio di tornare a una vita più semplice, simile a quella che gli Elfi avevano condotto prima ancora dell’invito dei Valar a Valinor. Si è avanzata anche un’ipotesi più incerta: che questi Sindar in cerca d’Oriente discendessero, almeno in parte, dagli Elfi Verdi d’Ossiriand rimasti senza un re dopo la morte di Denethor, alcuni dei quali furono accolti come ospiti nel Doriath di Thingol. Nessuna cronaca lo conferma con certezza, ma se fosse vero, il loro ritorno a est non sarebbe stata una fuga verso l’ignoto, quanto un ritorno a casa.
Il nome
Lindon significa “terra della musica”, dalla radice lin-, “cantare”. I Sindar la chiamavano anche Dor Lindon, i Noldor Lindóne, e alcuni linguisti hanno proposto che il nome derivi in origine dal Nandorin, la lingua degli Elfi Verdi: un’ultima traccia, nel nome stesso della terra, di chi l’aveva abitata per primo.




