Sulle Colline Settentrionali di Arnor, a nord del Lago Nenuial, sorgeva Fornost Erain, “Città Fortificata dei Re”: l’ultima capitale che i discendenti di Elendil ebbero nell’Eriador, e l’ultima che persero.
Quando nell’861 della Terza Era il regno, diviso alla morte di Eärendur, si spezzò in tre, il primo re di Arthedain, Amlaith trasferì la sede regale da Annúminas a Fornost. Per oltre mille anni la città resse il peso della corona del Nord, mentre gli altri due regni sorti dalla stessa divisione, Cardolan e Rhudaur, cadevano l’uno dopo l’altro sotto i colpi di Angmar.
La caduta

Nel 1974 T.E., il Re Stregone rivolse contro Arthedain l’intera forza del proprio regno. Fornost cadde prima della fine dell’inverno, e Arvedui, ultimo Re del Nord, fuggì con la propria gente oltre il Lhûn: sarebbe morto l’anno seguente nel naufragio al largo di Forochel, senza mai fare ritorno.
L’anno successivo, un esercito raccolto da Lindon, da Gran Burrone e da Gondor mosse contro Angmar. Fu in quello scontro, la Battaglia di Fornost, che Glorfindel pronunciò la profezia sul destino del Re Stregone, mentre Eärnur guidava dal sud le schiere di Gondor.

Angmar fu distrutta e Fornost liberata, ma nessuno tornò più ad abitarla: si preferì lasciarla vuota sulle sue colline, un monito più che una casa. Della stirpe dei Re del Nord non restò che il titolo di Capo dei Dúnedain, tramandato in segreto fino ad Aragorn.




