LE LINGUE TOLKIENIANE / INTRODUZIONE

Cari amici, benvenuti alla rubrica di LINGUE TOLKIENIANE, gestita da Rúmil della redazione di Where Once Was Light Now Darkness Falls.

Si tratterà di una rubrica il più possibile ricca ma senza alcuna pretesa di esaustività (impossibile compendiare oltre 3000 pagine di appunti manoscritti, diagrammi, dizionari, alfabeti in post di poche righe).

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LINGUE ELFICHE/1 - QUENYA. UNA PANORAMICA

J. R. R. Tolkien ha ideato numerose lingue fittizie, parlate da ciascuno dei popoli facenti parte del suo Legendarium (Elfi, Uomini, Nani, Hobbit, Orchi, etc). Di quasi ognuna di queste lingue sono attestati dizionari, costrutti linguistici più o meno sviluppati, corpus in prosa o in poesia… è stato calcolato (così scrive Lisa Star in Tyalië Tyelelliéva # 6, altra rivista specializzata sull’argomento, pubblicata tra il 1994 e il 2001) che la lista di vocaboli pubblicati conta circa dodicimila voci. 

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LINGUE ELFICHE/2 - SINDARIN. UNA PANORAMICA

Abbiamo dato un primo sguardo al Quenya, la lingua degli Alti Elfi (o Calaquendi, vale a dire “Elfi della Luce”, coloro che videro la luce degli Alberi di Valinor prima della loro scomparsa).

Forniamo adesso un veloce sommario sul Sindarin, la lingua degli Elfi Grigi, ovvero parte di coloro che, pur avendo intrapreso la Grande Marcia che gli Elfi furono invitati a compiere per raggiungere i Valar in Aman, non riuscirono mai ad attraversare il Mare, ma si dispersero in molte tribù e gruppi (che subirono a loro volta un’evoluzione linguistica e una “frammentazione” delle caratteristiche dell’idioma originario, ovvero l’Eldarin Comune).

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LINGUE ELFICHE/5 L'EVOLUZIONE DELLE LINGUE ELFICHE (STORIA INTERNA) - PARTE III ~ Le Tre Stirpi degli Eldar. L’Eldarin Comune

Nel nostro scorso appuntamento abbiamo cominciato a vedere come le lingue Elfiche abbiano attraversato un articolato processo evolutivo, prima di arrivare al livello di “maturità linguistica” che ritroviamo in Quenya e Sindarin.

Processo che riflette in larga parte meccanismi realmente osservati nel Mondo Primario, per esempio nel modo in cui le lingue si differenziano a partire da una radice comune (così come avviene per esempio per le lingue del ramo indo-europeo).…

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LINGUE ELFICHE/6 L'EVOLUZIONE DELLE LINGUE ELFICHE (STORIA INTERNA) - PARTE IV ~ La seconda scissione: I Nandor

Il viaggio degli Elfi da Cuiviénen fino al Grande Mare durò più di 250 anni solari (Anni Valiani 1105-1132), coprendo una distanza approssimativa di 2000 miglia. Come abbiamo visto la scorsa volta, in questo lasso di tempo l’idioma di questo popolo ebbe tempo di evolversi da Quendiano Primitivo a Eldarin Comune e, laddove alcuni gruppi si staccassero dal grosso della carovana, di differenziarsi ulteriormente in varianti e ramificazioni secondarie.…

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LINGUE ELFICHE/7 L'EVOLUZIONE DELLE LINGUE ELFICHE (STORIA INTERNA) - PARTE V ~ La terza scissione: i Sindar del Beleriand. I Teleri di Alqualondë. Conclusione

Percorrendo il cammino degli Elfi nel corso dei primi secoli della loro presenza in Arda, stiamo di pari passo facendo un viaggio nella loro storia linguistica. Dopo aver visto, la scorsa volta, come un folto gruppo di Eldar si fosse staccato, formando la schiera dei Nandor, torniamo ora al gruppo principale: come i Teleri, ritardatari rispetto a Vanyar e Noldor, avendo superato gli Hithaeglir (le Montagne Nebbiose) con molti anni di stacco, giunsero infine nel Beleriand, ecco che avvenne la terza scissione.

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LINGUE ELFICHE/8 L'EVOLUZIONE DELLE LINGUE ELFICHE (STORIA ESTERNA) - PARTE I ~ Introduzione

Nel corso dei post precedenti abbiamo illustrato il percorso evolutivo delle lingue Elfiche nel corso della progressiva frammentazione di questo popolo. Questi due aspetti, come spesso accade in Tolkien, non sono analizzabili singolarmente, e ciò può spingerci a una riflessione: come nel Mondo Primario, la lingua riflette sempre le vicende di chi la parla, le sue azioni, la sua storia.

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LINGUE ELFICHE/9 L'EVOLUZIONE DELLE LINGUE ELFICHE (STORIA ESTERNA) - PARTE II ~ Le prime lingue delle fate

La scorsa volta abbiamo introdotto il processo evolutivo delle lingue Elfiche, non più dal punto di vista interno, integrato nella narrazione, ma dal punto di vista dei passaggi creativi attraversati da Tolkien, il quale non ha ovviamente sviluppato questi costrutti dall’oggi al domani, ma ha vagliato e scartato molte possibilità prima di arrivare al risultato definitivo, rappresentato in particolar modo da Quenya e Sindarin.

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LINGUE ELFICHE/10 STORIA ESTERNA - PARTE II.1 ~ Lo Gnomico

Lo Gnomico era la lingua parlata dai Noldoli (Gnomi) nella prima forma immaginata del Legendarium tolkieniano. Sviluppatasi in seguito alla fuga dei Noldoli da Valinor, come conseguenza del distacco dal resto degli Elfi della Luce, si allontanò e differenziò sempre più dal Qenya, andando a interagire con gli Elfi Ilkorin e i loro dialetti, che i Noldoli ritrovarono al ritorno nella Terra di Mezzo.

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LINGUE ELFICHE/13 STORIA ESTERNA - PARTE III ~ I saggi linguistici e le Etymologies

Abbiamo esaminato nel corso degli scorsi appuntamenti il primo periodo della concettualizzazione delle lingue Elfiche da parte di Tolkien, vediamo adesso come la concezione evolve a partire dagli anni ’30, ovvero da quando Tolkien comincia sistematicamente un processo di rielaborazione (narrativa e linguistica a un tempo) del materiale prodotto al tempo dei due lessici e dei Racconti.

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LINGUE ELFICHE/14 - EXTRA ~ L’ILKORIN

Gli anni ’30 sono anche il periodo in cui Tolkien codifica più sistematicamente l’Ilkorin, la lingua degli Elfi rimasti nelle Grandi Terre, e man mano soppiantata dal Noldorin con il ritorno dei Noldor nel Beleriand.

A questo punto della concezione narrativa/linguistica di Tolkien, entrambe le lingue “principali” (Qenya e Noldorin) sono prerogativa degli Elfi che hanno portato a termine il viaggio per Valinor, rispettivamente della prima (Teleri > Lindar > infine Vanyar nel Silmarillion) e della seconda stirpe (Noldoli [o Gnomi] > Noldor); mentre gli Elfi rimasti nella Terra-di-Mezzo, quasi tutti provenienti dalla stirpe dei Solosimpi (> Teleri), avevano una lingua tutta loro, certamente derivata dallo stesso ceppo originario (il Quendiano), ma staccatasi quasi subito ed evolutasi autonomamente: l’Ilkorin appunto.

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LINGUE ELFICHE/17 IL CORPUS QUENYA (PROSA) - PARTE I ~ elen síla lúmenn’ omentielvo

Dopo aver compiuto un excursus storico generale (interno, esterno, editoriale) sull’evoluzione delle lingue Elfiche, vorrei ora affrontare finalmente qualche esempio concreto, partendo da quelli già introdotti nella panoramica introduttiva, di corpus Quenya.

Per “corpus Quenya” intendo l’insieme di tutti i testi composti in lingua Quenya presenti all’interno delle opere narrative di J.

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LINGUE ELFICHE/22 IL CORPUS QUENYA (POESIA) - PARTE I ~ Namárië, il Lamento di Galadriel (1/3)

Il Quenya è una lingua perfetta per l’espressione poetica (accompagnata al canto e alla musica), dal momento che è l’espressione più profonda (abbiamo già discusso di come il linguaggio articolato sia per i Quendi qualcosa di estremamente viscerale e innato, ancor più che per gli Uomini) di un popolo che più di ogni altro ha tra i suoi valori fondanti l’arte e la bellezza.…

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LINGUE ELFICHE/24 IL CORPUS QUENYA (POESIA) - PARTE III ~ EXTRA ~ La metrica del Quenya, un’analisi metrica del Namárië (3/3)

Prima di passare all’altro componimento in versi che intendo portare come esempio di Quenya in versi, una digressione molto laterale sull’aspetto musicale/ritmico del Namárië.

Tolkien, da grande appassionato di letteratura medievale, era anche un attento studioso di poesia antica e dei suoi aspetti anche i più squisitamente tecnici.

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LINGUE ELFICHE/26 IL CORPUS SINDARIN (PROSA) - PARTE I ~ Mae govannen!

Dopo aver esaminato una selezione di testi in Quenya, passiamo al corpus Sindarin, tratto principalmente dal Signore degli Anelli, ma non solo, come vedremo. Anche in questo caso tracceremo una distinzione tra estratti in prosa e in poesia, per consentirci più avanti alcune riflessioni sulle tre modalità della poesia elfica (linnod, ann-thennath, minlamad thent/estent), quando affronteremo il linnod di Gilraen.

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LINGUE ELFICHE/27 IL CORPUS SINDARIN (PROSA) - PARTE II ~ Gli incantesimi di Gandalf

Altri due importanti esempi di corpus Sindarin sono indubbiamente le due formule pronunciate da Gandalf nel corso dell’avventura della Compagnia dell’Anello, entrambe nel capitolo “Viaggio nell’oscurità”.

La prima contro i lupi che assaltano il gruppo nell’Agrifogliere (in realtà la prima parte dell’incantesimo di fuoco che adopera qui si è sentita anche nel capitolo precedente, quando lo stregone brucia un fascio di legna per riscaldare i viandanti nel corso della traversata fallimentare del gelido passo di Cornorosso); la seconda quando tenta di trovare le parole magiche per far aprire le Porte di Durin, i Cancelli Occidentali di Moria.

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