Auguri di Buon Natale… in Alfabeto Goblin!

Cari amici,
Anche Rúmil di Tirion si unisce agli auguri di buone feste a tutti voi!

In calce vi lascio (per chi volesse cimentarsi nell’interpretarla!) la lettera scritta dall’Orso Bianco del Nord, uno degli amici di Father Christmas in “Lettere di Babbo Natale”, con l’alfabeto da lui inventato sulla base dei segni tracciati dai Goblin sulle pareti delle grotte vicino al Polo.…

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MYTHOPOEIA

MYTHOPOEIA

To one who said that myths were lies and therefore worthless, even though ‘breathed through silver’.

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Philomythus to Misomythus

.

You look at trees and label them just so,

(for trees are ‘trees’, and growing is ‘to grow’);

you walk the earth and tread with solemn pace

one of the many minor globes of Space:

a star’s a star, some matter in a ball

compelled to courses mathematical

amid the regimented, cold, Inane,

where destined atoms are each moment slain.

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DA A SECRET VICE (1931)

“Non dimenticherò mai il giorno in cui un ometto – più piccolo rispetto a me -, il cui nome ho dimenticato, durante un momento di grande ennui mi si è casualmente rivelato come adepto dell’arte: sotto un tendone lurido e soffocante di umidità, ingombro di tavolini a cavalletto che puzzavano di grasso di montone rancido e gremito di personaggi (in maggioranza) depressi e bagnati fradici.

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DA A SECRET VICE (1931) – [2]

L’istinto all’«invenzione linguistica», l’adeguare concetto a simbolo fonetico, e soprattutto il piacere insito nel contemplare il nuovo rapporto che si viene a creare sono del tutto razionali, non perversioni. Nei linguaggi inventati come questo [il Nevbosh], il piacere è più spiccato di quanto possa mai esserci addirittura nell’imparare una lingua nuova, per quanto forte sia per alcuni, e questo perché più spontaneo e personale, più aperto alla possibilità del miglioramento per tentativi.

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Testo manoscritto in elfico su pergamena, Dozza 2018, foto di Luca Lorenzelli

DA A SECRET VICE (1931) – [3]

[…] mi sono dedicato a un argomento bizzarro come questo perché mi è parso d’intuirvi l’urgenza di varie questioni interessanti non solo per gli studiosi delle lingue, ma anche per chi vuole puntare l’attenzione sulla mitologia, la poesia o l’arte. Come primo spunto, mi permetterei di azzardare l’idea che per la costruzione di una lingua artistica veramente perfetta sia necessario elaborare, quantomeno a grandi linee, una mitologia a essa concomitante.…

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Da ENGLISH AND WELSH (21 ottobre 1955) [1]

[…] nessuna lingua si studia giustamente solo come aiuto per altri scopi. In effetti servirà meglio ad altri fini, filologici o storici, se viene studiata per amore, per se stessa. […]
Per quanto mi riguarda, direi che più che il desiderio del linguista pratico di acquisire la conoscenza del gallese per ampliare la propria esperienza, più ancora dell’interesse e del valore della letteratura antica e recente, che in esso è custodita, mi sembrano importanti questi due aspetti: il gallese è di questa terra, di quest’isola, è la lingua più vecchia degli uomini di Britannia; e il gallese è bello.
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Auguri di Buon Natale… in Angerthas e Tengwar!

Lettera 118
Biglietto di auguri di Natale a Hugh Brogan (non datato, probabilmente Natale 1948).

 

Tolkien scrisse questo biglietto al suo ex studente (e corrispondente e amico) Hugh Brogan, e per traslitterare il testo (in inglese) adoperò tre diversi script, rispettivamente:
• una forma di Angerthas, leggermente diversa da quella presente nel Signore degli Anelli (Appendice E e CdA, Libro 2, Cap.…

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Da LETTERE DA BABBO NATALE [1]

Natale 1926
Casa fra le Vette, Cima del Mondo, vicino al Polo Nord
Lunedì 20 dicembre 1926

Miei cari ragazzi,
Quest’anno tremo più del solito. Colpa dell’Orso Bianco del Nord! È stata la più grande esplosione del mondo e il fuoco d’artificio più incredibile che si sia mai visto.…

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Dalle LETTERE DI J. R. R. TOLKIEN (1914-1973) [1] - Dalla Lettera 195

Da una lettera ad Amy Ronald, 15 dicembre 1956

Un punto: l’attitudine di Frodo per le armi era personale. Non era, in termini moderni, un «pacifista». Naturalmente, provava orrore di fronte alla prospettiva di una guerra civile fra gli hobbit; ma aveva (credo) anche raggiunto la conclusione che il combattimento fisico ha in realtà meno conseguenze di quello che la maggior parte degli uomini (buoni) pensa!…

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“Goblin Feet” [Piedi di folletto]

I am off down the road
Where the fairy lanterns glowed
And the little pretty flittermice are flying:
A slender band of grey
It runs creepily away
And the hedges and the grasses are a-sighing.
The air is full of wings
And of blundering beetle-things
That warn you with their whirring and their humming.

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Da BEOWULF: I MOSTRI E I CRITICI (1936) [1]

Quasi tutte le censure, e gran parte delle lodi, che il Beowulf si è meritato sono dovute sia alla convinzione che esso fosse qualcosa che non era – per esempio primitivo, pagano, teutonico, un’allegoria (politica o mitica) o, più spesso, un poema epico – ; sia alla delusione susseguente alla scoperta che esso era ciò che era, e non quel che lo studioso avrebbe preferito fosse – per esempio,
una ballata eroica pagana, una storia della Svezia, un manuale di antichità germaniche, o una nordica Summa Theologica.…

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Estratti da ON FAIRY-STORIES (1947)

[1]

SULLE FIABE
Mi sono prefisso di parlare delle fiabe, sebbene mi renda conto che si tratti di un’impresa azzardata.
Il Paese delle Fate è una terra pericolosa; vi sono trabocchetti per gli incauti e prigioni per i temerari. E io posso ben essere annoverato fra i temerari perché, sebbene sia stato un appassionato di fiabe sin da quando ho imparato a leggere, e abbia qualche volta riflettuto su di esse, non le ho studiate professionalmente.…

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