LINGUE ELFICHE/31 IL CORPUS SINDARIN (POESIA) - PARTE I ~ Aerlinn’ in Edhil o Imladris (1/2)

Uno dei testi in Sindarin più iconici di tutto il Legendarium tolkieniano è senza dubbio l’Inno degli Elfi di Gran Burrone, meglio conosciuto come A Elbereth Gilthoniel.

Compare nel Signore degli Anelli in quattro occasioni diverse, con diverse formulazioni:

  • nel capitolo “In tre si è in compagnia” gli Elfi della compagnia di Gildor Inglorion incontrati da Frodo Sam e Pipino intonano un canto che include al suo interno l’invocazione a Elbereth (Gilthoniel!

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/34 IL CORPUS SINDARIN (POESIA) - PARTE IV ~ EXTRA – i generi della poesia elfica

Approfitto di aver chiamato in causa, nello scorso appuntamento, il saggio di Wynne/Hostetter sulla poesia Elfica, in riferimento al linnod, per menzionare brevemente gli altri due costrutti poetici presi in esame dai due studiosi: ann-thennath e minlamad thent/estent.

Forse stupirò qualcuno (ma, conoscendo ormai la maniacalità e la passione sub-creatrice del Professore, probabilmente nessuno resterà granché sorpreso) dicendo che Tolkien aveva in mente per ciascuno di questi metri una sorta di codifica formale.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/35 EXTRA - LE MUTAZIONI DEL SINDARIN (PARTE II: Consonanti) ~ (1/2) Introduzione. La mutazione blanda

Terminata infine la sezione di questa rubrica dedicata a una selezione del corpus Quenya e Sindarin, prima di spostarci verso argomenti totalmente nuovi (contributo della community; riviste specializzate; sistemi di scrittura; cenni di grammatica, etc), vorrei continuare il discorso sulle mutazioni del Sindarin, e proporre uno schema estremamente semplificato delle mutazioni della consonante iniziale, in assoluto uno dei fenomeni più caratteristici e ricorrenti di questo idioma.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/36 EXTRA - LE MUTAZIONI DEL SINDARIN (PARTE II: Consonanti) ~ (2/2) La mutazione nasale, la mutazione mista. Altri tipi.

In questo ultimo appuntamento dedicato alle mutazioni della consonante iniziale del Sindarin cercheremo di compendiare gli altri tipi rimasti, meno frequenti rispetto alla lenizione e tuttavia di non minore importanza.

Mutazione nasale:

È il risultato di una -n precedente la parola in questione, la cui consonante iniziale va incontro a una serie di processi di mutazione.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/37 - GLI STUDI LINGUISTICI TOLKIENIANI (Parte I) ~ Il contributo dei testi divulgativi, delle riviste specializzate, della community online

Dopo aver passato in rassegna la storia delle Lingue Elfiche (tanto in-universe quanto extra-universe), e un campione parziale del corpus di Quenya e Sindarin, vorrei ora proporre un resoconto di come tutto questo materiale e questa creazione linguistica è stata recepita, studiata, rielaborata, a volte perfino ampliata.

Leggi tutta la voce
La storia di Túrin, di Rúmil

LINGUE ELFICHE/39 - SISTEMI DI SCRITTURA – Parte I ~ Sarati: le lettere di Rúmil

La creazione linguistica di Tolkien è rinomata non solo per la cura estetica e la musicalità di Quenya e Sindarin, non solo per l’acribia filologica, non solo per l’estrema complementarità con la narrazione all’interno delle sue opere, ma anche per il fascino che esercitano gli alfabeti di sua invenzione, i sistemi di scrittura concepiti per dare a queste lingue ancora più verosimiglianza e profondità.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/40 - SISTEMI DI SCRITTURA – Parte II ~ Tengwar: le lettere di Fëanor

Fëanor è uno dei personaggi più iconici e controversi del Legendarium tolkieniano. Elfo Noldo sapiente e focoso, il più versato e celebrato fabbro e orefice della storia di Arda (artefice dei Silmaril, gli straordinari gioielli ai quali è legato il destino del mondo, come ci racconta Il Silmarillion), è rinomato anche per essere stato l’inventore e fautore di un nuovo modo di scrittura Quenya, derivante dalle lettere di Rúmil, utilizzato a Valinor e in seguito diffuso in tutta la Terra di Mezzo e adoperato anche per altri idiomi elfici: le tengwar.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/43 - EXTRA. Le rune di Erebor, l’Ovestron, il Rohanese: la questione dell’adattamento

Nello scorso appuntamento abbiamo citato una risposta di Tolkien a Miss Beare riguardo alla somiglianza tra le rune di Daeron che compaiono nel Signore degli Anelli e le rune germaniche antiche dell’alfabeto fuþark.

Questo spunto ci introduce a un argomento fondamentale per la comprensione dell’approccio del Professore alla propria creazione linguistica: la questione della traduzione e dell’adattamento delle lingue di Arda alla lingua del Signore degli Anelli e dello Hobbit.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/44 - Lo Shibboleth di Fëanor

Uno degli aspetti più affascinanti del costrutto linguistico tolkieniano è la sua profonda integrazione con la componente più strettamente narrativa del Legendarium. Linguistica, storia interna, racconto, delineazione di personaggi, tutti questi elementi interagiscono in maniera viva e palpitante.

Il livello di meticolosità con cui fattori così distanti vengono conciliati (a volte retroattivamente, magari in seguito a retcon o cambi di concezione) è tale che risulta perfino ingeneroso definire tutto ciò un mero “costrutto”.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/45 - Grammatica Quenya ~ Introduzione. Cenni sulle declinazioni del Quenya: Plotz e Bodleian

Inauguro una breve sezione di questa rubrica dedicata a un’infarinatura di grammatica (morfologia e sintassi) e fonologia del Quenya.

Come già detto, laddove il Sindarin presenta una grammatica decisamente più basilare del Quenya e risulta invece ostico dal punto di vista della pronuncia e a causa delle mutazioni (cui abbiamo dedicato alcuni appuntamenti), il Quenya ha un rapporto rovesciato tra questi due elementi: a fronte di una fonologia relativamente semplice (almeno per il lettore italiano), presenta una grammatica molto ricca, e soprattutto non sviscerata al 100% da Tolkien.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/46 - EXTRA: Formazione dei sostantivi – cenni di fonologia ~ Regole fonetiche nella formazione di sostantivi composti e nomi propri

Uno degli aspetti più riconoscibili e iconici delle Lingue Elfiche è il modo in cui Tolkien ha adoperato queste costruzioni linguistiche per coniare parole nuove (partendo dalle radici, come √KWENED, √ELED, stilate fin dai tempi del Qenya Lexicon), tra cui ovviamente nomi propri per personaggi, luoghi, concetti dell’ambientazione di Arda.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/48 - Grammatica Quenya ~ Sistema verbale del Quenya (parte 1: classi verbali)

Dopo aver trattato sommariamente la flessione dei sostantivi del Quenya (e aver fornito qualche cenno sulle regole fonologiche e morfologiche che intervengono nella loro formazione), diamo adesso qualche riferimento sul sistema verbale.

Trattandosi di uno degli argomenti più articolati dell’intera struttura grammaticale Quenya non pretendo di sviscerarlo come meriterebbe.

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/49 - Grammatica Quenya ~ Sistema verbale del Quenya (parte 2: persona e numero)

Abbiamo introdotto nello scorso appuntamento il macro-argomento dei verbi. Esattamente come nella nostra lingua, il Quenya utilizza i verbi come vettori dell’azione espressa dal discorso.

Pertanto, le categorie tipiche di qualunque sistema verbale sono osservate anche in Quenya, con qualche particolarità da considerare:

PERSONA E NUMERO

  • persona (1ª, 2ª, 3ª; inclusiva, esclusiva; familiare, formale).

Leggi tutta la voce

LINGUE ELFICHE/51 - Grammatica Quenya ~ Sistema verbale del Quenya (parte 4: modi verbali finiti)

Per continuare nella disamina sugli elementi costitutivi della coniugazione, introduciamo adesso la categoria dei modi.

A differenza dei tempi, che collocano temporalmente l’azione rispetto al momento in cui il soggetto la esprime, i modi qualificano il rapporto tra il soggetto e il suo interlocutore, o come il soggetto si pone rispetto alla propria comunicazione, ovvero l’atteggiamento con cui l’azione viene presentata (se reale, eventuale, soggetta a condizioni, desiderata, demandata ad altri, etc).

Leggi tutta la voce

LINGUE TOLKIENIANE – EXTRA (intro della seconda “stagione”) - Riepilogo e progetti futuri

Cari amici, ben ritrovati dopo tanto tempo ad un nuovo appuntamento con la nostra rubrica di Lingue Tolkieniane!

Per recuperare comodamente gli scorsi episodi, in cui abbiamo trattato ad ampio raggio di questo vastissimo e complesso argomento, legato ad uno dei tratti distintivi e centrali dell’attività del Professore di Oxford, vi rimando direttamente al nostro sito, dove trovate la rubrica al completo:

https://www.raccontiditolkien.it/serie/lingue-tolkieniane/

Leggi tutta la voce

LINGUE TOLKIENIANE / EXTRA - La Centralità della Glossopoiesi nell’opera di J. R. R. Tolkien

Cari amici, ben ritrovati alla rubrica dedicata alle Lingue Tolkieniane. Come annunciato al termine dello scorso appuntamento, vorrei oggi compiere qualche riflessione di ampio respiro sul tema della nostra rassegna.

Lo farei provando a rispondere ad una domanda, che alcuni potrebbero porsi leggendo il titolo di questo post: “Ma davvero la creazione di linguaggi inventati è così centrale nell’opera di Tolkien?

Leggi tutta la voce

LINGUE TOLKIENIANE / Stagione 2, Ep. 1 - Animalic

Cari amici, ben ritrovati alla rubrica sulle Lingue Tolkieniane.

Come annunciato negli scorsi episodi, ripercorreremo in questa sezione della nostra serie le parti più interessanti della conferenza tenuta da Tolkien nel 1931, al club letterario del Pembroke College di Oxford, e alla presenza di un pubblico di filologi.

Leggi tutta la voce

LINGUE TOLKIENIANE / Stagione 2, Ep. 3 - Naffarin

Cari amici, ben ritrovati alla rubrica sulle Lingue Tolkieniane.

Negli scorsi episodi abbiamo introdotto le riflessioni che Tolkien compie nel saggio-conferenza A Secret Vice sulle “lingue artificiali / artistiche”, traendo spunto dalle prime forme (a suo dire ancora grezze) di lingue fittizie che gli era capitato di incontrare (o di coniare egli stesso) negli anni della sua giovinezza.

Leggi tutta la voce

LINGUE TOLKIENIANE / Stagione 2, Ep. 4 - Conclusione del saggio A Secret Vice: esempi di poesia elfica

Cari amici, ben ritrovati alla rubrica sulle Lingue Tolkieniane.

Ci apprestiamo a concludere la disamina sul saggio A Secret Vice, che come si è visto è pregno di informazioni sulle origini dell’attitudine di Tolkien alla creazione di lingue inventate e sui suoi primi esperimenti, ancora rudimentali e “pre-elfici”, ma contiene anche una serie di interessantissime riflessioni sulla facoltà linguistica, sull’artisticità del comporre lingue, e su come esista una certa continuità tra le lingue tradizionali e le lingue artistiche, in merito al procedimento seguito per codificarle.

Leggi tutta la voce
Back To Top