Il nome di questa foresta cambiò tre volte nel corso delle Ere, e ogni suo nome fu il racconto di ciò che vi era accaduto, come una nota tracciata sulla mappa del mondo. Era una storia antica, iniziata sin dalle prime ere del mondo.
Il Bosco Verde

In origine si chiamava Eryn Galen, il Bosco Verde, ed era forse un residuo delle grandi foreste primordiali che coprivano quasi tutta la Terra di Mezzo negli Anni degli Alberi: si narra fosse in origine collegato, al di là dell’Anduin, al bosco che sarebbe diventato Lothlórien.
Fu popolato per primi dai Nandor durante il Grande Viaggio: quei Teleri, guidati da Lenwë, che rifiutarono di attraversare le Montagne Nebbiose e si stabilirono nelle valli boscose dell’Anduin: e coloro che non si spinsero mai a Ovest, divenendo noti come Elfi Silvani, vi costruirono Regni indipendenti nel corso della Prima era del sole.

I Nani Lungobarbi vi tracciarono presto un’antica via, la Vecchia Strada Silvana, per collegare le loro terre a Erebor e ai Colli Ferrosi; gli Uomini del Nord, alleati dei Nani, vivevano lungo i margini orientali del bosco. Qui, si dice, i membri del Popolo di Durin cominciarono ad adottare la loro lingua per rivolgersi alle altre stirpi, acquisendo l’usanza di portare in pubblico un nome nella lingua di questi, tenendo segreto quello nella propria lingua.
Questi Uomini erano membri di un grande gruppo di Secondinati, anch’esso mossosi verso ovest dal luogo del Risveglio, di cui sono una piccola parte arrivò nell’Eriador e nel Beleriand. E così viene tramandato che questi Uomini del Nord fossero originariamente membri della Terza Casa degli Edain, che poi fu conosciuta dagli Eldar come il Popolo di Marach, e poi la Casa di Hador, e che ancora condividessero, nella lingua e nei costumi, il retaggio della comune origine.
Intorno al 750 della Seconda Era, Oropher, un principe sindarin scampato alla caduta di Doriath, lasciò Lindon con un piccolo seguito e si stabilì nel Bosco Verde, dove i Silvani lo accolsero come proprio signore. Costruì le sue sale ad Amon Lanc, a sud della foresta, e diede origine al Reame Boscoso.
L’ombra si posa sul bosco
Dopo la Battaglia di Dagorlad, in cui Oropher cadde, suo figlio Thranduil gli succedette e ritirò il proprio popolo, molto ridotto di numero, tra le alture chiamate Emyn Duir situate nel nord della foresta.

Il declino degli Elfi fu accompagnato dalla fioritura di molti regni umani, che si contendevano un’area che divenne nota come Rhovanion (“Terre Selvagge”). E infine, nei primi secoli del secondo millennio della Terza Era, tra loro emerse un capo, Vidugavia, che poteva fregiarsi del titolo di “Re del Rhovanion”, governando, almeno nominalmente, sulla terra che andava dalle Montagne Nebbiose al fiume Celduin, esteso dunque almeno sulla parte settentrionale del Bosco.
Ad Amon Lanc, ormai abbandonata, si era intanto stabilito, alcuni secoli prima, un essere che si faceva chiamare il Negromante: la sua fortezza, Dol Guldur, Il “Colle della stregoneria”, irradiò presto un’ombra che si allargò su tutto il bosco. Non a caso i Saggi avrebbero poi notato che l’oscurità si infittì proprio negli anni della Grande Peste che devastava Gondor e l’Eriador.

Fu allora che Bosco Verde prese il nome che porta ancora durante gli eventi della Guerra dell’Anello: reso in lingua degli Uomini come Bosco Atro, in Sindarin era detta Taur e-Ndaedelos, la “foresta della Grande Paura”. Ragni discendenti di Shelob, pipistrelli e Orchi al servizio di Dol Guldur lo resero sempre più fitto e velenoso; e nel corso degli anni, il Negromante piegò al proprio volere molti popoli a oriente.
Tra essi i Balchoth, che a lungo insidiarono Gondor finché non furono sconfitti nella Battaglia del Campo di Celebrant grazie all’intervento degli Éothéod, uno dei popoli discendenti dagli Uomini del Nord.
Thranduil arretrò ancora, fino a stabilirsi nelle sale che sarebbero rimaste sue per il resto dell’Era, oltre il Fiume della Foresta.
Il Drago e il Negromante
A nord-est del bosco, per un tempo, prosperarono i regni di Erebor e Dale, finché l’arrivo di Smaug non portò nuova desolazione, lasciando solo l’impaurita Pontelagolungo come insediamento stabile al di fuori della foresta. Nel 2850 T.E. Gandalf si introdusse in segreto a Dol Guldur e scoprì che il Negromante altri non era che Sauron, tornato in forze millenni dopo Dagorlad.

Fu attraversando questo stesso bosco, nel 2941 T.E., che Thorin e la sua compagnia raggiunsero Erebor, non senza essere imprigionati prima dai ragni e poi dagli Elfi di Thranduil. Mentre la compagnia proseguiva verso la Montagna, il Concilio Bianco costrinse Sauron ad abbandonare Dol Guldur: per qualche anno l’ombra si sollevò, ed Erebor, Dale e la confederazione degli Uomini dei Boschi guidati dai Bëorniani fiorirono di nuovo.
Ma non passarono dieci anni che Sauron, ormai tornato a Mordor, vi rimandasse tre dei Nazgûl guidati da Khamûl, a occupare di nuovo la fortezza.
La Guerra dell’Anello

Nel marzo del 3018 T.E., Aragorn attraversò Bosco Atro conducendovi Gollum prigioniero; fu qui che Gandalf lo interrogò, e da qui, mesi dopo, Gollum fuggì durante un attacco di Orchi: la notizia che Legolas portò a Gran Burrone qualche mese dopo.
Nel marzo del 3019, mentre Dol Guldur lanciava tre assalti contro Lothlórien, respinti ogni volta da Galadriel e dai Galadhrim, le stesse forze invasero anche il regno di Thranduil, il giorno stesso della Battaglia dei Campi del Pelennor: la Battaglia sotto gli Alberi durò a lungo, e il fuoco devastò gran parte del bosco prima che Thranduil avesse la meglio.
Pochi giorni dopo, gli Elfi di Lórien guidati da Celeborn attraversarono l’Anduin e conquistarono Dol Guldur: Galadriel ne abbatté le mura e ne scoperchiò le segrete, e il bosco fu finalmente purificato. Celeborn e Thranduil si incontrarono al centro della foresta e le diedero un nuovo nome, Eryn Lasgalen, il Bosco delle Foglie Verdi, dividendola tra loro e cedendo la fascia centrale ai Bëorniani e agli Uomini dei Boschi.
Dopo la guerra
Nella Quarta Era gli Elfi del Bosco delle Foglie Verdi, come quelli di ogni altro regno silvano, furono destinati a salpare per l’Ovest o a svanire nel profondo dei boschi in cui erano sempre vissuti.
E così, presto o tardi, anche la grande foresta passò infine sotto il dominio degli Uomini.




