La storia del Beleriand è la storia di una perdita: quella del luogo in cui si sono realizzati alcuni tra gli atti di più grande eroismo, orgoglio e giustizia della Storia dei Figli di Ilúvatar, e al contempo consumati i loro più gravi dolori, tra meschine sorti, sconfitte e tradimenti. Un continente a lungo abitato che cessò di esistere al termine della Prima Era, travolto dai tumulti della Guerra d’Ira.

 

Le leggende dei Noldor sopravvissuti, e dei Sindar che con loro si erano stabiliti nel Lindon, parlavano del Beleriand come si parla di qualcosa che appartiene al tempo precedente al tempo. Un passato sottratto, coperto dal mare, che qualcuno forse si potrebbe paragonare a quello che i Dúnedain provano per Númenor. Ma senza colpa. Solo ricordi.

 

Il nome Beleriand è Sindarin, e per una ragione.

Le cronache elfiche lo fanno derivare da Balar — il nome dell’isola che sorgeva nella grande baia meridionale del continente, chiamata poi Baia di Balar, dove spesso dimorava Ossë, il Maiar delle acque agitate. La desinenza -iand indica un paese, una regione: Beleriand era dunque la “Terra di Balar”, il paese di coloro che si erano espansi da quella costa meridionale verso l’interno.

Fu un nome che crebbe con l’espansione dei Sindar. In origine designava solo le rive intorno alla Baia di Balar; poi si estese verso nord e verso est, finché non indicò l’intera distesa di terra che occupava il nord-ovest della Terra di Mezzo durante la Prima Era — un continente largo quasi novecento chilometri dai Monti Azzurri alle coste occidentali, divido in senso nord-sud dal grande fiume Sirion.

In Quenya, le cronache dei Noldor lo chiamarono Valariandë: la Terra degli Elfi. Ma è un nome poco noto, poiché presto Thingol Mantogrigio vietò agli esuli di utilizzare il Quenya, la lingua degli assassini dei suoi consanguinei.

 

La geografia

Come detto, il Beleriand era attraversato da nord a sud dal Sirion, il più grande dei fiumi della Prima Era, che aveva le sue sorgenti nell’altopiano di Dorthonion e sfociava nella Baia di Balar dopo un cammino di quasi cinquecento chilometri. Il Sirion non era solo un confine geografico, ma un asse, che divideva due diversi panorami. A ovest le pianure di Nevrast, le città elfiche delle Falas — Brithombar ed Eglarest — e a nord le mura di roccia che separavano la piana del Narog dal Dor-Lómin, propaggine meridionale delle alte terre dello Hithlum . A est, la grande distesa aperta verso i Monti Azzurri, le valli di Dorthonion e del Doriath, la terra boscosa di Ossiriand con i suoi sette fiumi.

 

Le Porte del Sirion, di Ted Nasmith
Le Porte del Sirion, di Ted Nasmith

A tagliare trasversalmente il continente era la cresta dell’Andram, il Lungo Muro: una sequenza di colline e di bassi monti che separavano il Beleriand settentrionale da quello meridionale. Dove il Sirion incontrava l’Andram, scendeva sottoterra attraverso le Paludi del Sirion e l’Aelin-Uial, per riemergere più a sud alle Porte del Sirion, formando una delle meraviglie geografiche di quel continente perduto.

 

A nord, oltre il Beleriand propriamente detto, si alzavano da ovest a est l’Hithlum, con i suoi laghi e le sue pianure difese dai Monti d’Ombra e dai Monti del Ferro, la Terra dei Pini del Dorthonion, e le pianure di Lothlann che si estendevano verso est. A Nord, fino alla Dagor Bragollach, era la verde pianura di Ard-Galen, minacciata all’orizzonte dagli alti picchi di Thangorodrim, eretti da Morgoth sopra Angband.

 

I Sindar e l’era prima dell’arrivo dei Noldor

Prima che i Noldor varcassero l’Helcaraxë e portassero con sé le storie del Reame Benedetto, del Giuramento e della guerra, il Beleriand era già antico. Era il paese dei Sindar, gli Elfi Grigi, coloro che avevano intrapreso il Grande Viaggio verso ovest ma si erano fermati prima di attraversare il mare, e lì avevano vissuto per millenni, fin dai tempi in cui le stelle avevano fatto crescere le foreste e increspato i fiumi.

Il loro re era Thingol, un tempo Elwë Singollo, il più alto tra tutti gli Elfi che avessero camminato nella Terra di Mezzo, che aveva incontrato la Maia Melian nei boschi di Nan Elmoth ed era rimasto immobile con lei per secoli, preso in un incanto più forte di qualunque volontà. Quando si era riscosso, i suoi parenti erano salpati verso Aman senza di lui, tranne coloro che per amore trovarono la forza di resistere al richiamo di Valinor. E furono costoro detti appunto Sindar, gli Elfi Grigi, detti anche Elfi del Crepuscolo o ancora Eglath, “i Dimenticati”.

 

Making the Girdle, di Steamey
Making the Girdle, di Steamey

Ma essi, nel Beleriand privato della malizia di Melkor, crebbero a propria volta. Thingol creò il regno del Doriath, protetto dalla Cintura di Melian, una difesa invisibile e insuperabile che nessun essere ostile poteva attraversare senza permesso.

 

Il Beleriand dei Sindar era un paese di foreste e fiumi, di musica e di memoria. I Nandor di Ossiriand, i Sindar delle Falas sotto il governo di Círdan il Carpentiere — questi erano i popoli del continente prima che la grande guerra cambiasse tutto. Morgoth aveva già lanciato il suo primo attacco contro di loro prima ancora che i Noldor arrivassero: nell’Anno 60 della Prima Era, una grande armata di Orchi aveva irrotto nel Beleriand da nord. Inizialmente, i Sindar avevano combattuto e resistito a fatica; ma Thingol aveva chiamato in aiuto i Nani di Belegost e Nogrod, e insieme avevano sconfitto le armate del Nemico, fiaccate da lunghi decenni di attesa.

 

I regni dei Noldor

L’arrivo dei Noldor — prima l’esercito di Fëanor per mare, poi le schiere di Fingolfin attraverso l’Helcaraxë — cambiò il volto del Beleriand. I nuovi venuti erano portatori di luce e di conoscenza, di armi forgiate in Valinor e di una volontà di guerra che i Sindar non possedevano. Ma portavano anche il sangue di Alqualondë, la maledizione di Mandos, e il Giuramento che avrebbe lavorato come un verme nel cuore di ogni alleanza.

Tra le grandi pianure e le valli del continente sorsero i regni dei Noldor, ciascuno con la propria architettura e il proprio destino — di cui le cronache trattano in modo approfondito nell’articolo dedicato I Regni Noldor nel Beleriand:

  • Hithlum — regno di Fingolfin, poi di Fingon: le pianure protette a nord e a ovest dalle catene montuose, chiave della difesa settentrionale
  • Nevrast — la prima dimora di Turgon, nella capitale Vinyamar, prima che egli fondasse la città nascosta
  • Gondolin — la Città Nascosta di Turgon, fondata nel cuore dei Monti Cerchianti su invito di Ulmo, invisibile ai nemici, ultima a cadere tra i grandi regni
  • Nargothrond — il regno sotterraneo di Finrod Felagund sulle rive del Narog, il più ricco e il più segreto, fino a che Túrin lo aprì al mondo e Glaurung lo distrusse
  • Le Marche Orientali — il sistema di presidio dei figli di Fëanor lungo il confine orientale, dal forte di Himring di Maedhros fino a Thargelion e alle terre di Ossiriand

In mezzo il Doriath, il regno sindarin di Thingol e Melian, centro del continente, geograficamente, spiritualmente, narrativamente.

 

The Realms of the Noldor and the Sindar #1, di Sirielle
The Realms of the Noldor and the Sindar #1, di Sirielle

 

Le storie

Elencare le grandi storie che si svolsero nel Beleriand è come elencare i fiumi di un continente: si può farlo, ma non si rende mai conto della portata dell’acqua.

Nel Beleriand Beren incontrò Lúthien nei boschi di Neldoreth, e insieme compirono l’impresa che le cronache ricordano come la più grande tra quelle degli Elfi e degli Uomini: entrare in Angband, sopravvivere, e riportare un Silmaril dalla corona di Morgoth. Nel Beleriand Húrin combatté l’ultima resistenza alla Nirnaeth Arnoediad, e fu catturato e incatenato sul Thangorodrim a guardare la rovina della sua casa. Nel Beleriand Túrin Turambar visse la sua vita segnata da questa maledizione, ma riuscì a uccidere Glaurung il Verme ai guadi del Teiglin. Nel Beleriand sorsero e caddero Nargothrond e Gondolin, le due città che più di tutte avevano incarnato la speranza della resistenza dei Noldor.

Il Beleriand fu anche il lo scenario della grande cavalcata di Fingolfin fino alle porte di Angband ove sfidò Morgotha singolar tenzone, e ferì il Nemico di sette ferite, e cadde, e le Aquile portarono il suo corpo lontano, sui monti sopra Gndolin. Fu il paese dove Thingol in tempi ancestrali costruì Menegroth, le Mille Grotte, e dove poi morì per mano dei Nani per la follia di un gioiello. Fu il paese dove Eärendil nacque da Tuor figlio di Huor e da Idril figlia di Turgon, e da cui salpò portando sul mare la speranza di tutti i sopravvissuti.

 

La caduta

Nell’Anno 545 della Prima Era, Eärendil approdò a Valinor. La sua supplica fu ascoltata. I Valar mossero guerra.

La Guerra d’Ira durò più di quarant’anni. Gli eserciti dei Valar avanzarono dal mare; Morgoth scatenò i suoi draghi alati. Fu Eärendil su Vingilot, con il Silmaril sulla fronte, a uccidere Ancalagon il Nero, il più grande dei draghi, il cui corpo precipitando distrusse le tre cime del Thangorodrim. Morgoth fu catturato, incatenato, gettato oltre le Porte della Notte.

Ma il Beleriand non sopravvisse alla vittoria. Le forze liberate in quarant’anni di guerra — draghi, eserciti, la caduta del Thangorodrim stesso — avevano destabilizzato le fondamenta del continente. Nell’Anno 587 della Prima Era, il mare inghiottì quasi tutto ciò che era stato il Beleriand. Le pianure di Hithlum, le rive del Sirion, i siti di Menegroth e Nargothrond, i campi dell’Anfauglith dove erano state combattute le grandi battaglie — tutto sotto le acque.

Una trasformazione irreversibile della forma del mondo.

 

Ciò che rimase

Poco sopravvisse. La parte più orientale del continente — l’antica Ossiriand, la Terra dei Sette Fiumi — non fu del tutto inghiottita, e divenne il Lindon, dove Gil-galad fondò il regno degli Elfi della Seconda Era, a ovest dei Monti Azzurri. E sulle sponde sponde del Golfo che si creò dal Lune, si insediò il porto di Círdan.

Di tutto il resto, emersero come isole solitarie tre reliquie:

  • Tol Morwen, l’isola dove il mare aveva risparmiato la tomba di Túrin Turambar e della madre Morwen — adempimento di una profezia, memoria pietrificata in mezzo all’oceano
  • Tol Fuin, ciò che restava di Dorthonion, l’altopiano di pini che era stato delle casate di Angrod e Aegnor prima che la Dagor Bragollach lo trasformasse in una landa di oscurità e paura
  • Himling, l’isola che era stata la collina di Himring, la fortezza di Maedhros nella Prima Era, ora un isolotto senza nome nel mare

 

Frammenti di un continente scomparso che fece da scenario alle grandi epopee della Prima Era.

 

 

 

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