Lungo gli ultimi secoli della sua esistenza, il Beleriand fu diviso come una scacchiera di luce e d’ombra, e su una casella si ergeva un trono o una torre, e in un’altra invece si nascondeva una città celata, o sotto di essa risiedeva un regno segreto o un rifugio sconosciuto. Per più di cinquecento anni i Noldor, esuli per scelta, da se stessi condannati, costruirono sul continente un sistema di regni che fu insieme rifugio e prigione, palazzo e caserma.
Nessuno di essi sarebbe durato fino a vedere la fine della Prima Era.
Ma al tempo dell’Assedio di Angband, disegnavano una geografia del potere disposta a corona intorno al nemico comune: a ovest le rocche di Fingolfin, al centro la guardia di Finrod, a est i presidi dei figli di Fëanor, e nel cuore di tutto, intoccato e diverso da tutti, l’antico regno dei Sindar che i Noldor trovarono già fiorente quando vi giunsero.
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Gli anni delle Stelle: Doriath e le Falas

Prima che un Noldor toccasse di nuovo le coste del Beleriand, il continente aveva già un re. Thingol, Elwë Singollo, e Melian la Maia era la sua regina. Insieme guidavano il Doriath fin dai tempi in cui la luce veniva ancora dagli Alberi di Valinor: un regno intessuto nelle radici delle foreste di Neldoreth e Region, protetto da una Cintura che nessuna volontà ostile poteva varcare.
Era a Nan Elmoth, nel folto dei suoi tronchi neri, che Thingol aveva incontrato Melian e si era smarrito in un incanto che ne fiaccò la volontà, e riempì il cuore; e quella foresta, come più tardi i boschi di Brethil oltre il Teiglin, rimase parte della sfera d’influenza e di protezione doriathrin, sebbene ai margini, prima contesa e poi infeudata. Il Doriath sopravvisse a quasi tutta la storia del Beleriand, e si spense solo nel 506 P.E., quando i figli di Fëanor calarono su Menegroth per il Silmaril incastonato nella Nauglamír, dopo che alcuni anni prima i Nani avevano ucciso il Re nelle profondità della sua Capitale, mentre gli contendevano il medesimo gioiello. L’unico regno non guidato da un Noldor, e l’unico a non cadere tra le fiamme di Morgoth, ma distrutto dai suoi stessi alleati.

Sulle coste occidentali, ancora più antiche, sorgevano le città dei Falmari: Brithombar ed Eglarest, fondate da Círdan il Carpentiere come estrema vedetta verso l’Ovest. Furono tra i pochi luoghi a non conoscere la furia della Dagor Bragollach, e caddero soltanto nel 473 della Prima Era, dopo la successiva Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, quando Círdan dovette infine cedere le Falas e fuggire per mare portando con sé il giovane Gil-galad, figlio di Orodreth figlio di Finarfin.
La Casa di Fingolfin: Hithlum, Nevrast, Gondolin
Hithlum e Mithrim
dall’Anno 1 P.E. alla Nirnaeth Arnoediad, 472 P.E.

Quando le schiere di Fingolfin superarono l’agonia dell’Helcaraxë e calarono nel Beleriand al levarsi del primo Sole, fu sulle alture dell’Hithlum che posero il proprio regno: una terra alta, racchiusa dai Monti dell’Ombra e dai Monti del Ferro, con il lago Mithrim a specchiarne i cieli.
Vi regnò Fingolfin, e dopo di lui Fingon, dalla fortezza di Eithel Sirion, presso le sorgenti del grande fiume — un luogo da cui, guardando a sud lungo la valle, si poteva forse scorgere in lontananza la Minas Tirith, la Torre di Guardia che Finrod Felagund aveva innalzato su Tol Sirion, sentinella gemella a presidio del medesimo confine — prima che Sauron la prendesse e la volgesse in Tol-in-Gaurhoth, isola di lupi e di tormento, ove il suo primo proprietario un giorno trovò la propria eroica morte.
Hithlum fu il più resistente dei regni del nord, perché era anche il più protetto: un bastione naturale contro Angband. E così, quando cadde, lo fece in una sera sola, quella della Nirnaeth Arnoediad. Quando l’intero esercito del nord fu spezzato e Fingon trovò la morte sotto la mannaia di Gothmog, Signore dei Balrog. Da allora Hithlum non fu più un regno, ma una terra occupata: gli Uomini dell’Est, alleati di Morgoth, vi si insediarono come padroni, e gli Edain superstiti vi furono ridotti quasi in schiavitù.

A questo regno apparteneva, come feudo meridionale, il Dor-lómin: terra concessa nel 416 P.E. da Fingolfin alla Casa di Hador in segno di alleanza e fiducia per i servigi a loro resi. Fu nel Dor-lómin che nacquero Húrin e Huor, ed è nel Dor-lómin che la storia degli Edain del nord raggiunse il proprio apice e la propria rovina: dopo la Nirnaeth, quando Húrin fu incatenato sul Thangorodrim, la terra che Hador aveva governato passò sotto il giogo degli invasori, e Morwen dovette mandare lontano il giovane Túrin perché non ne condividesse la sorte. E fu tra i Sindar del Doriath che divenne Uomo, ed eroe.
Nevrast
dall’Anno 1 P.E. al 116 P.E.

Prima che a Gondolin, Turgon dimorò nel Nevrast, nella pianura erbosa tra i Monti dell’Ombra e il mare, presso il lago di Linaewen. Qui, in vista del Monte Taras, costruì Vinyamar, la nuova casa. La prima città dei Noldor del Beleriand, che fu poi abbandonata su invito di Ulmo Signore delle Acque — e che pure non disertò mai del tutto, perché vi lasciò armi e istruzioni per un giorno lontano, quello in cui Tuor sarebbe giunto a riceverle.
Nevrast non cadde: fu lasciata quando, nel 116 della Prima Era, Turgon condusse il suo popolo verso un luogo che nessun occhio ostile avrebbe più trovato, e di cui molto, nelle Cronache della Prima Era, si canta e si piange.
Gondolin
dal 116 P.E. al 510 P.E.

Quel luogo era la valle di Tumladen, cinta dai Monti Cerchianti, dove Ulmo stesso aveva guidato in sogno i passi di Turgon. Gondolin fu la città più segreta e più bella che i Noldor abbiano mai costruito nella Terra di Mezzo: rimase invisibile per quasi quattro secoli, mentre il resto del Beleriand progressivamente bruciava. Cadde infine nel 510 P.E., ultimo baluardo degli Elfi dell’Ovest, e non solo per la grande battaglia che vi si combattè, ma per il tradimento del cuore di Maeglin, che svelò a Morgoth la via che nessuna spia avrebbe mai trovato da sola, perché protetta dalle Aquile che risiedevano sulle vette invalicabili dell’Echoriath.
Con Gondolin, si spense anche l’ultima illusione che la segretezza potesse essere, da sola, una difesa sufficiente.
La Casa di Finarfin: Nargothrond e Dorthonion
Nargothrond
fondata nel 52 P.E., completata nel 102 P.E., caduta nel 495 P.E.

Sulle rive del Narog, Finrod Felagund trovò le caverne che i Nani di Belegost lo aiutarono a scavare in un regno sotterraneo: cinquant’anni di lavoro per nascondere sotto la pietra ciò che in superficie nessuna muraglia avrebbe potuto proteggere con la stessa forza: la furia di un Vala.
Nargothrond fu il più ricco e il più segreto dei regni dei Noldor, e per quasi quattro secoli rimase quasi assente dalle cronache delle guerre, per una scelta di prudenza che i suoi stessi sudditi, quando il dubbio e il tradimento cominciarono a serpeggiare anche nelle profonde sale di Felagund, avrebbero poi rimproverato al loro re.
A presidiarne il confine settentrionale, come propaggine avanzata del regno, sorgeva la torre di Minas Tirith su Tol Sirion nella valle che il Sirion disegnava scendendo dalla Torre di Fingolfin, prima che Sauron la conquistasse nel 456 P.E. e la mutasse in Tol-in-Gaurhoth.
Quando Finrod lasciò Nargothrond per accompagnare Beren nella ricerca del Silmaril, cedette il trono a Orodreth, suo parente, che resse il regno con una prudenza che appariva sempre più simile al timore. E questo finché l’arrivo di Túrin Turambar non lo convinse ad abbandonare la segretezza per la guerra aperta. Fu costruito un ponte sul Narog, perché gli eserciti potessero uscire più in fretta; e fu proprio quel ponte a indicare a Glaurung la strada per entrare. Nel 495 P.E. il drago distrusse Nargothrond, Orodreth cadde a Tumhalad, e il regno più segreto del Beleriand si rivelò, alla fine, anche il più vulnerabile non appena smise di nascondersi.

C’è un’ultima vicenda, nelle antiche cronache, ambientata nelle dirute sale di Nargothrond. Perché lì, si racconta, prese residenza Mîm il Nanerottolo dopo la partenza di Glaurung. E lì trovo la sua sorte, quando Húrin vi giunse, obnubilato dalla maledizione di Morgoth, con l’intento di trarre la Nauglamír con cui rinfacciare a Thingol la scarsa protezione offerta alla sua famiglia. E le spoglie del Nano, i cui antenati avevano scavato quelle grotte, rimasero nella Grande Sala finché il Beleriand non fu sommerso.
Dorthonion
dall’Anno 1 P.E. alla Dagor Bragollach, 455 P.E.

Sull’altopiano boscoso a nord del Doriath, vassalli di Finrod e fratelli minori della sua stessa casata, governavano Aegnor e Angrod, figli di Finarfin. Dorthonion era terra di confine, affacciata sulla pianura di Ard-Galen e sui presidi di Angband: una sentinella permanente più che un regno nel senso pieno della parola. Quando la Dagor Bragollach travolse il nord nel 455 P.E., Dorthonion fu tra i primi luoghi a cadere: Angrod e Aegnor perirono entrambi in quella notte di fuoco, e l’altopiano che avevano governato divenne Taur-nu-Fuin, la Foresta sotto la notte, dove nulla più cresceva se non l’ombra. Qui Beren cominciò la propria epopea, poiché la sua casata teneva un tempo la marca di Ladros, che lo avrebbe portato a Sud. E qui presero residenza oscuri orrori che continuarono a tormentare il mondo per lunghi secoli.
Le vette più alte dell’altopiano sopravvissero alla rovina del Beleriand e rimasero sulle carte del mondo per oltre la Quarta Era, divenendo l’Isola di Tol Fuin, al largo della parte nordoccidentale della Terra di Mezzo.
La Casa di Fëanor: le Marche Orientali
Lungo il confine orientale del Beleriand, dove le terre si aprivano verso i Monti Azzurri, i figli di Fëanor costruirono non un regno unico ma una catena di presidi: un sistema difensivo pensato per chiudere ogni varco che Morgoth potesse trovare a est.
Himring
dall’Anno 1 P.E. alla Nirnaeth Arnoediad, 472 P.E.

Sulla collina di Himring, la più alta e la più solida del confine, Maedhros innalzò la fortezza che resse meglio di ogni altra agli assalti del nord. Vi si rifugiarono anche i fratelli dopo la Dagor Bragollach, quando le loro terre più basse erano già perdute: Himring divenne così l’ultimo baluardo della Casa di Fëanor, fino a quando la disfatta della Nirnaeth, nel 472 P.E., la rese indifendibile e i suoi difensori dovettero infine abbandonarla.

Tra Himring e il Monte Rerir si apriva un varco più basso e più debole, sorvegliato da Maglor: e l’omonima Breccia era il punto di minor resistenza in tutta la catena orientale. Fu proprio lì, secondo le cronache, che durante la Dagor Bragollach il primo dei grandi vermi di Morgoth ruppe la linea — un presagio di ciò che, decenni dopo, Glaurung avrebbe compiuto altrove con esito ben più tragico.
Anche Himring, come il Dorthonion, sembra essere sopravvissuto all’inabissamento del Beleriand, divenendo un’isola montuosa a nord del Forlindon, chiamata Himling nelle Carte vergate al tempo della Guerra dell’Anello.
Himlad e il Passo di Aglon
dall’Anno 1 P.E. alla Dagor Bragollach, 455 P.E.

A sud di Himring, nella pianura di Himlad, governavano insieme Celegorm e Curufin, fratelli per indole quanto per sangue: l’uno cacciatore impetuoso, l’altro sottile affabulatore. Difendevano il passo di Aglon, una delle vie più dirette verso il cuore del Beleriand. Quando la Dagor Bragollach travolse anche questo fronte, i due fratelli persero le proprie terre e furono costretti a rifugiarsi a Nargothrond. E lì la loro influenza, e poi il loro tradimento verso Beren e Finrod, avrebbe lasciato un segno ben più amaro della semplice perdita di un territorio.
Thargelion
dall’Anno 1 P.E. alla Dagor Bragollach, 455 P.E.

Più a sud ancora, presso il lago Helevorn ai piedi del Monte Rerir, Caranthir governava il Thargelion: il più aspro tra i figli di Fëanor, ma anche il più pragmatico, capace di stringere dal 150 P.E. un’alleanza duratura con i Nani di Nogrod e Belegost, da cui i Noldor del confine orientale trassero armi e lavorazioni che nessun altro popolo del Beleriand possedeva.
Anche il Thargelion cadde nella Dagor Bragollach; quel che ne restò fu spazzato via del tutto, decenni più tardi, dalla Guerra d’Ira.
Le piane del Gelion
dall’Anno 1 P.E. alla Dagor Bragollach, 455 P.E.

I più silenziosi tra i figli di Fëanor, Amrod e Amras, vegliavano sulle pianure più meridionali delle Marche, lungo la riva orientale del Celon, a sud di Nan Elmoth e ai confini di Doriath. Fu proprio in quelle terre, lasciate scarsamente popolate dai due fratelli, che gli Uomini della Casa di Bëor trovarono per la prima volta rifugio stabile nel Beleriand: il loro accampamento divenne Estolad, la “Terra dell’Accampamento”, primo luogo in cui Noldor, Sindar ed Edain si conobbero davvero. Come le altre Marche, anche queste pianure furono travolte dalla Dagor Bragollach — sebbene la storia personale dei due fratelli, a differenza delle loro terre, sarebbe continuata fino al tradimento finale ai Porti del Sirion, molti decenni più tardi.
A oriente: i Nani

Oltre questi regni, lungo le pendici occidentali dei Monti Azzurri, prosperavano le città dei Nani — Nogrod e Belegost — alleate ora di questo ora di quel regno noldorin, fornitrici di armi e di pietre lavorate, di manodopera e di un sapere manuale diverso da quello che i Noldor riportarono da Valinor.

Gli abitanti di queste città, appartenenti alle stirpi naniche dei Vastifasci e dei Barbafiamma, ebbero parte in molte delle vicende della Prima Era, contribuendo ai momenti più gloriosi, come la morte di Azaghâl Re di Belegost, che mise Glaurung in fuga dal campo della Nirnaeth prima di spirare, e a quelli più nefasti, come l’uccisione di Thingol e il saccheggio del Doriath operato dai Nani di Nogrod.
Nessuno di questi regni fu pensato per durare in eterno: ognuno fu costruito come argine contro un nemico che non si poteva sconfiggere, solo contenere. E quando, uno dopo l’altro, gli argini si spezzarono — non sempre per la forza del Nemico, spesso per il tradimento, per l’orgoglio, per la fiducia mal riposta in un ponte, in un passo, in un cuore — il Beleriand stesso rimase alla mercè del Nemico, eccetto il piccolo presidio alle Bocche del Sirion, ancora protetto dall’influenza di Ulmo. Da qui partì Eärendil per recare il messaggio di Elfi e Uomini ai Valar, che segnò la sconfitta di Morgoth, e la distruzione del Beleriand, la terra del ricordo, del dolore, del riscatto.
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