Beleriand, 545 – 587 P.E.
“…finalmente la possanza di Valinor uscì dall’Ovest, e la sfida delle trombe di Eönwë riempì il cielo; e il Beleriand fu tutto rutilante della gloria delle loro armi, ché l’esercito dei Valar era schierato in forme nuove, belle e terribili, e i monti risuonavano al suo passo. Lo scontro tra le armate dell’Ovest e quelle del Nord è detto Grande Battaglia nonché Guerra d’Ira. L’intero potere del Trono di Morgoth fu gettato nella mischia…”Il Silmarillion, Cap. XXIV, Il viaggio di Eärendil e la Guerra d’Ira
L’ultima grande Battaglia del Beleriand e della Guerra dei Gioielli fu la Guerra d’Ira.
Così i Valar perdonarono il tradimento dei Noldor, e decisero finalmente di scendere in campo per aiutare le Due Stirpi.

E in quell’occasione si unirono alla battaglia, per la prima volta, anche i Noldor di Valinor guidati da Finarfin e i Vanyar guidati da Ingwion figlio di Ingwë, che tornarono per l’ultima volta sulla Terra di Mezzo, e tra loro alcuni di coloro che da lì erano partiti moltissimi anni prima. E loro Comandante fu Eönwë, Araldo di Manwë, con in pugno la Spada del Valar.
Morgoth, colto alla sprovvista, riversò sulla terra tutte le sue creature ammassate nei secoli ad Angband: Orchi, Balrog, Troll, Mannari e Draghi furono mandati contro l’esercito dei Valar, e lungo fu lo scontro, che si protrasse più di 40 anni del Sole, e da cui il Beleriand fu completamente distrutto.

Poco sappiamo di quanto avvenne in quegli anni di guerra, perché molto è il dolore che accompagnò lo scontro, in cui Eldar ed Edain dimostrarono nuovamente la loro forza e il loro orgoglio. E così le forze di Morgoth, nonostante l’estrema resistenza, vennero falciate dalla furia di Valinor, e le forze del nemico vennero via via annientate, mentre l’esercito dell’Ovest riconquistava ciò che rimaneva del Beleriand, stringendosi sempre più verso l’Anfauglith. E nel lungo scontro i Balrog vennero annientati, tranne pochi che fuggirono nelle profondità della Terra, mentre gli Orchi, decimati, fuggirono aldilà degli Ered-Luin.
“E quei pochi che sopravvivevano delle tre case degli amici degli Elfi, Padri degli Uomini, combatterono dalla parte dei Valar; e in quei giorni furono vendicati della perdita di Baragund e di Barahir, di Galdor e di Gundor, di Huor e di Hùrin e di molti altri dei loro signori. Ma gran parte dei figli degli Uomini, appartenessero al popolo di Uldor o fossero altri, di recente giunti dall’est, si schierarono con l’Avversario; e gli Elfi non lo dimenticarono“.
JRR Tolkien, Il Silmarillion
E fu così che, ormai assediato, Morgoth liberò la sua ultima arma: i Draghi Alati comandati dall’immenso Ancalagon il Nero, le cui ali turbinavano come tempesta, e la sua mole poteva oscurare il sole.

Per la prima volta l’esercito dei Valar indietreggiò, e per un istante sembrò che Morgoth potesse nuovamente guadagnare terreno. Ma dal cielo sopra di loro giunse Eärendil al comando di Vingilot, il Silmarilsulla sua fronte. E intorno alla sua nave si schierarono Thorondor e le Grandi Aquile di Manwë, e fu battaglie nei cieli così come sulla Terra.
Ma nel frattempo, dopo 40 anni di scontri e devastazioni, la geografia del Mondo era stata profondamente cambiata. E il Beleriand, sconquassato e distrutto dagli scontri, venne via via divorato dal Mare, che lasciò emerse poche delle terre ove per lunghi secoli Eldar e Edain avevano vissuto. Sprofondarono così sotto il mare le rovine di Nargothrond e le Mille Caverne del Doriath, i saliceti della Nan-Tathren e gli orrori della Nan Dungortheb, le alture dell’Hithlum e le valli del Thargelion, le scogliere del Nevrast e i sette fiumi dell’Ossiriand. E anche il Sirion non era più. Soli, si dice, sopravvissero Tol Morwen, il tumulo ove Morwen Eledhwen fu sepolta, il colle di Himring ove a lungo Maedhros aveva regnato, e Tol Fuin, ciò che rimase dell’altopiano del Dorthonion, ripulito dalle immonde creature che vi vivevano.
Un ampio varco si aprì negli Ered Luin ove poi sorse il Golfo di Lhûn, il fiume che scende dalle propaggini settentrionali di queste montagne. E il Lindon era tutto ciò che rimaneva del Beleriand.
Gli eventi successivi alla Guerra sono noti: Sauron fuggì all’estremo Est dopo aver rifiutato di andare a Valinor per essere giudicato, nonostante si fosse palliato di umiltà e pentimento. Morgoth fu invece scaraventato fuori dalla Porta della Notte, nel Vuoto, oltre i confini di Arda, e si dice che non potrà tornare fino alla fine dei tempi, scatenando Dagor Dagorath.
Gli Edain fedeli ai Valar furono ricompensati con l’Isola di Nùmenor dove poter vivere a metà strada tra la Terra di Mezzo e Valinor. E molti altri doni fecero loro i Valar, compresa una durata della vita molto più lunga rispetto agli Uomini Mediani rimasti sulla Terra di Mezzo, e la possibilità di crescere molto in possanza e intelletto. E loro re fu ElrosTar-Minyatur, figlio di Eärendil e fratello di ElrondMezzelfo.
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