Così la gente di Elwë che lo cercava non lo trovò, e Olwë assunse la signoria dei Teleri e si dipartì, come si dirà in seguito. Elwë Singollo mai più, finché visse, tornò di là dal mare in Valinor, né Melian vi rimise più piede finché durò il loro congiunto regno; ma da essa discese, sia tra gli Elfi che tra gli Uomini, una stirpe di Ainur che era con Ilùvatar prima di Eä. In tempi successivi, Elwë Singollo divenne un re famoso, e le sue genti erano tutti gli Eldar del Beleriand; Sindar erano detti, cioè Elfi Grigi, gli Elfi del Crepuscolo, ed egli era re Mantogrigio, Elu Thingol nella lingua di quel paese. E Melian era la sua Regina, più saggia di ogni figlia della Terra di Mezzo; e le loro aule celate si aprivano in Menegroth, le Mille Caverne, nel Doriath. Grande potere Melian conferì a Thingol, che fu a sua volta grande tra gli Eldar; che egli, unico di tutti i Sindar, aveva visto con i propri occhi gli Alberi nel giorno della loro fioritura e, sebbene fosse re degli Ùmanyar, non era annoverato tra i Moriquendi, bensì tra gli Elfi della Luce, possenti nella Terra di Mezzo. E dall’amore di Thingol e Melian venne al mondo il più bello di tutti i Figli di Ilùvatar che mai vi fu o che vi sarà.
J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion Quenta Silmarillion.
Immagine di Tom Loback
-Beleg Cùthalion




