Perché Eru Ilúvatar interviene nella caduta di Númenor, ma non per salvare gli Alberi, fermare Fëanor o impedire la rovina del Beleriand?
In questo nuovo episodio di Tre cose che forse non sai, proviamo ad affrontare una delle domande più profonde della cosmologia di Tolkien.
La risposta passa attraverso l’Ainulindalë, la dissonanza di Melkor, il Dono degli Uomini, la caduta di Ar-Pharazôn e il mistero della Fiamma Imperitura.
E forse arriva fino alla distruzione dell’Anello, dove il fallimento di Frodo, la misericordia verso Gollum e la Grazia sembrano intrecciarsi in uno dei momenti più misteriosi del Signore degli Anelli.
Guarda il video e leggi il testo completo qui sotto:
Che cosa distingue due grandi rovine come quella del Beleriand e quella di Númenor?
Perché Eru Ilúvatar non interviene per salvare gli Alberi, per fermare Fëanor, o per impedire che il Beleriand venga devastato, ma interviene quando Ar-Pharazôn mette piede ad Aman?
Forse, la risposta è nella Musica.
La prima cosa che forse non sai su Eru è che ciò che è stato cantato diventa parte dell’essenza del Mondo. Quando Melkor introduce la propria dissonanza nell’Ainulindalë, non crea qualcosa di davvero nuovo, ma lascia nella Musica le proprie tracce. E quando la Musica diventa Eä, quella ferita entra nella materia stessa di Arda.
Melkor agisce tirando i fili del canto fino alla loro estrema corruzione. Ar-Pharazôn, invece, tenta di forzare una legge che sta oltre Arda: una legge posta alla fine della Musica, nell’ultimo accordo, profondo come lo sguardo di Ilúvatar.
Ed è questa la seconda cosa.Quando i Númenóreani sbarcano ad Aman, non stanno soltanto dichiarando guerra ai Valar. Stanno cercando di violare il destino degli Uomini.
E i Valar si fanno da parte.
Perché spetta a Eru decidere dei propri figli.
Qualcosa di simile, forse, accade anche alla fine dell’Anello.
Eru non cancella il fallimento di Frodo. È la misericordia che aveva risparmiato Gollum a rendere ancora possibile la Grazia.
E forse non c’è solo questo. Forse è l’Anello stesso a violare un confine che non poteva essere oltrepassato: esso rende i Figli di Ilúvatar schiavi del volere del suo Padrone, piegando la loro libertà a un dominio che nessuna creatura dovrebbe possedere.
Perché i Figli sono pervasi dalla Fiamma Imperitura, che è con Ilúvatar e brucia nel cuore del Mondo: l’inchiostro stesso della creazione.
Sono liberi di agire nel mondo secondo le sue regole: sottomessi agli únati, le cose che non possono essere altrimenti, e chiamati a rispettare gli axani, le leggi morali; ma con l’arbitrio di violarle.
Come lasciano intuire Andreth e Finrod, Eru esercita il potere della creazione sul mondo come un autore sul proprio testo. Non è un personaggio della storia, eppure la storia esiste perché la sua volontà la sostiene.
Tutte le creature di questa grande storia sono libere.
Ma la storia non esce mai davvero dal disegno del suo Autore.
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