Barbalbero con Merry e Pipino, di Matt Ferguson

“Venite piccoli amici, gli Ent andranno in guerra.”

L’ultima marcia degli Ent.

Treebeard, di Jerry Vanderstelt
Treebearddi Jerry Vanderstelt

Rithannen i geven

Thangen i harn

Na fennas i daur

Ôl dûr ristannen

Eryn echuiannen

I ngelaidh dagrar

Ristar thynd, cúa tawar

Dambedir enyd i ganed

Si linna i waew trin ylf

Isto i dur i chuiyl I ngelaidh dagrar.

La terra trema,

La pietra si spezza,

La foresta è alle tue porte.

Il sonno oscuro è interrotto,

I boschi si sono risvegliati

Gli alberi sono entrati in guerra.

Le radici si lacerano, il legno si piega,

Gli Ent hanno risposto alla chiamata.

Attraverso i rami ora canta il vento.

Senti il ​​potere degli esseri viventi.

Gli alberi sono entrati in guerra.

Il tempo degli Ent sta ormai volgendo al termine, molti di loro sono ormai dormienti, le loro compagne non ci sono più, piano piano i Pastori degli Alberi non veglieranno più, ma la venuta di Merry e Pipino, come dice Gandalf nel libro, “è comparabile alla caduta di piccoli sassi che scatenano una valanga in alta montagna.”

E’ un potere antico, quello scatenato dalla follia di Saruman,

“un potere che era sulla terra prima che l’Elfo cantasse,

prima che un martello battesse.

Prima che si scoprisse il ferro

e s’abbattesse il tronco fosco,

Quando giovane il monte era sotto la luna,

Non forgiato l’anello né scoperta sfortuna,

Lui camminava nel bosco”.

Nei giorni prima dei giorni, quando Yavanna Kementári diede vita a ciò che la sua mente aveva creato ed il suo cuore amato, era sorta “una moltitudine di cose che crescevano, grandi e piccole, muschi ed erbe e abbondanti felci, e alberi le cui cime erano coronate di nubi quasi fossero viventi montagne, ma i cui piedi erano immersi in un verde crepuscolo”

Ma il suo cuore era ansioso per ciò che amava, ansioso al pensiero dei giorni che sarebbero venuti.

Yavanna, di Nondev
Yavannadi Nondev

“Tutte le mie opere mi sono care, Tutte le cose hanno il loro valore» replicò Yavanna «e ognuna contribuisce al valore delle altre. Ma i kelvar (le cose che si muovono, gli esseri viventi) possono fuggire o difendersi, laddove gli olvar (le cose viventi che crescono nella terra) non possono farlo. E tra questi, io ho cari gli alberi. Lenti nella crescita, saranno ratti nella caduta. E, a meno che non paghino uno scotto di frutti sui rami, poco ne sarà rimpianta la morte. Così io la vedo nel mio pensiero. Vorrei che gli alberi potessero parlare a prò di tutte le cose che hanno radici, e punire chi fa loro del male!»

Ent, di Riccardo Federici
Entdi Riccardo Federici

E Yavanna pregò Manwe, e la sua preghiera giunse a Iluvatar: “Mirate! Allorché i Figli si desteranno, anche il pensiero di Yavanna si desterà, e convocherà spiriti da lungi, ed essi andranno tra i kelvar e gli olvar, e alcuni in essi dimoreranno e saranno riveriti e la loro giusta collera temuta.” Nelle foreste si aggireranno i Pastori degli alberi, la cui ira sarà pericoloso sfidare.

L’urlo di dolore di Barbalbero, la lenta adunata degli Ent e la marcia inesorabile verso Isengard sono tra i momenti più potenti e indimenticabili.

Versi di Phylippa Boyens, traduzione in elfico di David Salo

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