Draugluin, di Angel Falto

Draugluindi Angel Falto

 Angband (?), inizio P.E. – Tol-in-Gaurhoth, 454 P.E.

 

Tra le molte creature corrotte e trasformate da Melkor negli oscuri tempi prima della nascita del Sole e della Luna, e della sua prigionia in Mandos, ve ne sono due la cui eredità ha superato i tempi e le ere generando leggende e racconti che perdurano ancora oggi. E non casualmente entrambi i capostipiti di queste stirpi malvagie erano entrambi servitori di Morgoth, sotto il comando di Sauron, nel corso della Prima Era, quando molti di questi abomini vennero alla luce, nutriti di crudeli cibi nella profondità della Terra.

Stiamo parlando naturalmente di Thuringwethil, la Signora dei Vampiri, e di Draugluin il Lupo, padre dei Mannari. Abbiamo trattato di lei qualche tempo fa, e oggi ci concentriamo sul mannaro.

 

Figlio degli antichi lupi della Terra di Mezzo, e pasciuto in Angband ove Morgoth vi infuso un malvagio spirito oscuro, Draugluin era un’abominazione antica e spaventosa, armata di zanne e artigli, padre e signore dei Mannari che controllavano gli alti passi degli Ered Wethrin e della Taur-nu-Fuin e che, dopo la Dagor Bragollach, sciamarono a Sud e a Ovest, insidiando il Mithrim, il Dor-lómin e le propaggini settentrionali del Doriath.

Come detto, Draugluin era al servizio di Sauron in persona, dopo che questi aveva preso possesso dell’Isola di Tol-Sirion trasformandola in un luogo di terrore e dolore noto da allora in poi come Tol-in-Gaurhoth, l’Isola dei Lupi Mannari al servizio del Lupo. Era questa l’antica torre di guardia di Finrod Felagund, che egli aveva contribuito a conquistare durante la Dagor Bragollach.

 

Un giorno, com’è narrato nel Lai di Leithian, davanti alla porta della Fortezza si presentarono una fanciulla elfica accompagna da un grande mastino. Ignaro della sua identità, Sauron scagliò loro contro i propri mannari, e uno dopo l’altro caddero sotto le fauci del mastino.

Così infine si risolse a inviare Draugluin stesso, che era forte e crudele, e imbarbarito dalla vista di molti suoi figli caduti davanti all’ingresso della Torre. Grande era la sua forza, e il duello tra il mastino e Draugluin fu lungo e feroce sotto lo sguardo di Sauron e della fanciulla. “Alla fine, però, Draugluin volse le terga e, corso a rifugiarsi nella torre, crepò ai piedi di Sauron; ed esalando l’ultimo respiro disse al suo padrone: «Huan è qui!»”.

 

Vi è chi, osservando la storia e i poteri di Draugluin, sostiene che egli non si tratti di uno spirito corrotto da Melkor, ma di un Maia decaduto che prese la forma di un nero Lupo anziché divenire un demone di fiamma come i Balrog. Riteniamo però che non sia questo il caso, perché – se ciò fosse vero – sarebbe un’impresa ancora più memorabile quella compiuta da Huan, che nel caso di Sauron riuscì sì a immobilizzarlo, ma non aveva il potere per “uccidere” (privandolo cioè del corpo fisico) un Maia.

 

Racconta infatti il Lai di Leithian che, in quel momento, Sauron rimembrò l’antica leggenda secondo la quale Huan di Valinor, Mastino donato a Celegorm figlio di Fëanor, sarebbe morto in uno scontro con il più grande e feroce lupo mai esistito. Così Sauron pensò di far avverare questa profezia, trasformandosi egli stesso in un grande lupo. Ma così non era scritto nel destino. E anch’egli fu sconfitto come Draugluin prima di lui. E più tardi, quando Lúthien e Beren si risolsero a entrare insieme in Angband, Huan prese la pelle di Draugluin e la utilizzò per palliare Beren, di modo che egli sembrasse il servitore di Morgoth e potesse avvicinarsi non visto ai cancelli.

 

Per quanto riguarda la profezia, nel Lai è narrato anche il suo compimento. Perché tra le molte e orrende creature che Draugluin generò in quegli anni, ve ne fu una che più di altre crebbe nell’odio e nella forza, terribile a vedersi e temuto dai servi stessi del Nemico. Ed era costui chiamato Carcaroth, Zanna Rossa, e fu con lui che Huan combatté il suo ultimo duello nelle Foreste del Doriath, quando insieme a Beren, Thingol. Beleg e Mablung diede vita a una delle più perigliose cacce al lupo che la Storia ricordi.

 

Il suo nome significa Lupo (“Draug”) blu (“luin”) in lingua Sindarin.

Come ultima nota, si tramanda che i Warg della Terza Era, i Mannari che hanno combattuto nella Battaglia delle Cinque Armate e poi durante la Guerra dell’Anello, discendessero da lui, poiché questi lupi possedevano il dono della parola, segno del fatto che possedeva un fëa, un’anima, al pari di tutte le creature parlanti della Terra di Mezzo.

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