Erendis, di David Greset

Númenor, 771 S.E. – Rómenna, 985 S.E.

 

Questa è la storia di colei che sposò il più grande navigatore di Númenor e passò gran parte della vita ad aspettarlo. Il nome con cui la ricordiamo, però, potrebbe non essere quello con cui nacque.

 

Erendis, di Anke Eißmann
Erendisdi Anke Eißmann

Erendis, in Quenya, sembra infatti voler dire “Sposa Solitaria”, e difficilmente lo si dà a una neonata. Somiglia piuttosto al titolo che una storia assegna alla propria protagonista, quando costei si trova stretta tra l’amore per il marito, l’amore di costui per il Mare.

Erendis nacque nel 771 della Seconda Era, figlia di Beregar, discendente della Casa di Bëor. Da lui ereditò i capelli scuri e gli occhi grigi. Crebbe tra i possedimenti agresti del Padre, in terre di campi e armenti, e nulla conosceva del grande mondo intorno all’Isola. Amava Númenor e soprattutto Emerië, la sua regione.

 

Un giorno il padre la portò alla festa in cui Aldarion fu proclamato Erede del Re. Lei restò colpita dalla bellezza e dallo splendore del principe. La regina Almarian si accorse di lei e la accolse nella propria casa, dove Erendis fu tenuta in grande stima. Ma Aldarion non la notò finché non partì per la Terra di Mezzo, in uno dei suoi tanti viaggi.

 

Egli seppe che era Erendis. di Peter Xavier Price
Egli seppe che era Erendis. di Peter Xavier Price

Trascorsero alcuni anni, e per evitare i pericoli della navigazione, il Re suo padre vietò ad Aldarion di salpare di nuovo, e alle donne della sua famiglia non fu permesso di porgergli il ramo di oiolairë, la tradizionale benedizione dei Númenóreani che oggi è conosciuta come il verde ramo del Ritorno.

 

Erendis porta il ramo di Oiolairë, di Alan Lee
Erendis porta il ramo di Oiolairëdi Alan Lee

Erendis, che non amava il porto né le acque, venne comunque alla nave con il ramo per salutare Aldarion. E fu da quel momento che anche lui cominciò ad amarla.

Al ritorno le donò un diamante. Quando fu annunciato il fidanzamento, le offrì altri gioielli, ma lei disse di volere soltanto quello. Lo fece incastonare in un cerchietto d’argento e si fece legare il cerchietto sulla fronte da Aldarion. Da allora tutta la terra la chiamò Tar-Elestirnë, la Signora della Fronte di Stella.

 

I due si fidanzarono nella primavera del 858, ma un altro viaggio di Aldarion prolungò l’attesa, e si sposarono dodici anni dopo. Erendis non accettava i viaggi nella Terra di Mezzo, e Aldarion, con la febbre del mare che gli aveva trasmesso il nonno Vëantur, non rinunciò agli Avventurieri. Tra i due si aprì una frattura.

Erendis prese la figlia Ancalimë e andò a vivere da sola nella sua fattoria. Quando Aldarion tornò e pretese la bambina, lei la restituì a malincuore, ma l’orgoglio le impedì di rientrare a corte. Come Ancalimë crebbe lontano da entrambi i genitori è altrove raccontato, e le conseguenze che questa distanza lasciò sul suo rapporto con le altre persone, e gli uomini in particolare.

 

La moglie del Marinaio, di Turner Mohan
La moglie del Marinaiodi Turner Mohan

Erendis visse gli ultimi anni a Emerië. Quando seppe che Tar-Aldarion stava tornando dall’ultimo viaggio, andò in incognito al porto di Rómenna. Lì, dicono le cronache, morì nell’acqua, nel 985. Come finì davvero la loro storia non è chiaro: i testi non spiegano perché andò a Rómenna né come morì.

Come detto, il significato del nome Erendis non è certo. Potrebbe essere Quenya, da er (“uno, solo”) e indis (“moglie, sposa”), cioè “Sposa Solitaria”. Non sappiamo se fosse un nome profetico o se le fu dato dopo il fallimento del suo matrimonio, ma propendiamo per questa seconda possibilità, perché nella stessa vicenda sappiamo che a Erendis fu dato un nome a partire da un fatto della sua vita: Tar-Elestirnë, a seguito del diamante sulla sua fronte. E, inoltre, il racconto che tramanda la sua storai è noto con il sottotitolo La Moglie del Marinaio, che la definisce attraverso il marito.

 

Così, il nome con cui nacque potrebbe essersi perso, sostituito da quello che la memoria collettiva le attribuì quando la sua storia si fissò.

Dopo Erendis, portare un gioiello bianco sulla fronte divenne tradizione dei re e delle regine di Númenor, che lo indossavano al posto della corona. Più tardi, nella Terra di Mezzo, la tradizione continuò in Arnor con l’Elendilmir, la gemma a forma di stella che Elendil e i suoi discendenti portavano sulla fronte.

Di Erendis restano dunque un gioiello, una terra di pascoli e un nome che sembra scritto dopo di lei.

 

 

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One thought on “Erendis”

  1. Mi è sempre sembrato ovvio che Erendis si sia tolta la vita.
    Forse ho troppa fantasia, ma immagino una scena del genere: Erendis che si reca sul molo al sorgere del sole, guarda l’orizzonte e dice: “Mare! Mi hai portato via tutto, ora prenditi anche la mia vita.” poi si getta giù e annega.

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