il nemico nella Camera di Mazarbul

Abbiamo visto in un post precedente che, contrariamente al film, Gandalf insiste per passare attraverso le miniere di Moria, è chiaro quindi, nonostante l’incertezza sulla sorte di Balin e degli altri nani, che Gandalf non si aspettava certo di trovarsi di fronte ad un Balrog. Ma sapeva che cosa fosse il Flagello di Durin?
“Un Balrog! Ora capisco. Che sorte malefica! Ed io sono già stanco” queste le parole di Gandalf alla vista del demone.
Quando la compagnia fugge dalla camera di Mazarbul, Gandalf resta indietro per porre sulla porta un incantesimo che la tenesse chiusa e all’improvviso sente la presenza di qualcosa di spaventoso e potente e a sua volta viene percepito dal misterioso avversario.
Raccontandolo agli altri dice che dall’altra parte della porta c’era un degno rivale, che lo ha quasi distrutto.
Ecco quindi il motivo delle sue parole appena il Balrog appare davanti ai nove viandanti. Cosa realizza in quell’istante? L’essere che era entrato nella Camera di Mazarbul e aveva lottato con lui per la supremazia attraverso la porta chiusa era un Balrog? O aveva finalmente capito cosa avesse distrutto Durin?
Forse entrambe le cose; perché se avesse saputo da prima cos’era il Flagello di Durin, non avrebbe forse intuito immediatamente, con orrore, cosa ci fosse dall’altra parte della porta?

Nella prima versione di questo capitolo Tolkien descrive il Balrog come una figura “non più alta di un uomo, ma il terrore sembrava precederlo. Potevano vedere da lontano il fuoco di fornace dei suoi occhi gialli; le sue braccia erano molto lunghe; Le fiamme salirono ad accoglierlo e lo avvolsero. I suoi capelli fluenti sembravano prendere fuoco e la spada che teneva in mano diventava una fiamma”.
Ma vicino a questo brano questo scrisse: “Modificare la descrizione del Balrog così: Sembrava avere forma d’uomo, ma la sua forma non poteva essere chiaramente distinta. Sembrava più grande di quanto sembrasse”
Il Balrog ne Il Signore degli Anelli è certamente un essere di fuoco e di tenebra, e
l’ombra che lo circondava si protendeva come due vaste ali – Questo e l’affermazione due paragrafi dopo, che “si eresse ad un’altezza immensa, estendendo le sue ali da una parete all’altra”, hanno portato a molte discussioni tra i lettori sul fatto che i Balrog abbiano le ali. “Come due vaste ali” nel primo brano descrive l’ombra che circonda il Balrog, e il secondo sembra ancora applicabile alla sua ombra: come il Balrog aumenta la sua altezza, così la sua ombra si allarga.

passi di A reader’s companion, a cura di Hammond & Scull

– Stella del Vespro

Art: Leoncio Harmr

 

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