

Cari amici, ben ritrovati alla mini-rubrica dedicata a The Road Goes Ever On – a song cycle, la raccolta di canzoni legata all’universo di Arda.
Quest’oggi affrontiamo il nono e ultimo brano della raccolta, Lúthien Tinúviel. Si tratta del secondo “extra”, incluso a partire dalla terza edizione (1993; seconda stampa in hardcover nel 2002) di The Road Goes Ever On, sebbene già precedentemente apparso in The Songs of Donald Swann: Volume I.
Questo brano costituisce un arrangiamento di una canzone presente nel Silmarillion, capitolo XIX “Di Beren e Lúthien”, intonata da Beren nel momento in cui, distaccatosi dalla sua amata, si volge a nord, oltre Taur-nu-Fuin e verso Angband, in procinto di avviarsi verso il periglio finale della sua missione: recuperare il silmaril dalla Corona Ferrea. Il narratore si riferisce a questo canto come Canto della Dipartita (“Song of Parting” in originale). Beren, solo e disperato, ma intenzionato a percorrere la strada pericolosa che gli si stende dinanzi senza più mettere a repentaglio la vita di Lúthien, che aveva lasciato ancora nel sonno in mezzo all’erba, eleva la sua voce, incurante del pericolo di essere udito. Ciò che non sa è che la fanciulla elfica lo ha seguito con l’aiuto del cane Huan, per accompagnarlo e assisterlo, e ha frattanto recuperato da Tol Sirion le pelli di Draugluin e di Thuringwethil, che saranno la chiave della loro riuscita nel penetrare nella fortezza dell’oscuro Morgoth. Proprio mentre canta, ode la voce di Lúthien in risposta, e resta sgomento pensando ad un fantasma. Non riuscirà a dissuadere più Lúthien a tornare indietro, e così affronteranno insieme il prosieguo della loro quest.
Presento il testo senz’altro:
Farewell sweet earth and northern sky,
for ever blest, since here did lie
and here with lissom limbs did run
beneath the Moon, beneath the Sun,
Lúthien Tinúviel
more fair than mortal tongue can tell.
Though all to ruin fell the world
and were dissolved and backward hurled
unmade into the old abyss,
yet were its making good, for this —
the dawn, the dusk, the earth, the sea —
that Lúthien on a time should be!
Al di là del meraviglioso contesto narrativo di questo struggente canto d’addio all’interno della mitologia tolkieniana, ovvero la vicenda di Beren e Lúthien (probabilmente uno degli episodi più iconici e amati dell’intero Legendarium), il brano ha un valore speciale anche in virtù della storia personale di Tolkien e del suo forte coinvolgimento emotivo verso questa storia d’amore, in cui, come è noto, si è sempre rivisto insieme alla moglie e compagna di una vita Edith.
La nota che accompagna il brano in RGEO recita:
Una canzone d’amore e di dipartita. Come J. R. R. Tolkien dice, “un addio sia all’amore che alla luce”. Nel Silmarillion, Lúthien Tinúviel è una principessa elfica, ma questo nome era anche il soprannome della moglie di Tolkien, Edith. Le parti per voce in un tempo di 3/4 rendono sorprendentemente bene a contrasto con l’accompagnamento in 6/8. Per coloro che desiderassero incorporare questa canzone nell’esecuzione della sequenza già pubblicata, Swann suggerisce il Re maggiore come tonalità più baritonale.

A complemento di quanto si dice, vorrei riportare anche le celebri parole di Tolkien tratte dalla Lettera 340 al figlio Christopher, iniziata l’11 luglio 1972, in cui commenta la propria scelta di far iscrivere “LÚTHIEN” sulla tomba di Edith, scomparsa l’anno prima:
Finalmente ho cominciato a occuparmi della tomba della mamma. […] L’iscrizione che mi piacerebbe è:
EDITH MARY TOLKIEN
1889-1971
Lúthien
Breve e semplice, tranne che per “Lúthien”, che per me significa molto più di un lungo discorso: perché lei era (e sapeva di esserlo) la mia Lúthien. * [* Lei conosceva la prima versione della leggenda (scritta quand’ero in ospedale) e anche la poesia che venne poi stampata come la Canzone di Aragorn nel Signore degli Anelli]
13 luglio. Dimmi pure quello che pensi, senza riserve, di questa aggiunta. Ho iniziato questa lettera spinto da una grande commozione e un grande rimpianto – e in ogni caso sono afflitto di quando in quando (sempre di più) da un enorme senso di perdita. Ho bisogno di consiglio. Tuttavia spero che nessuno dei miei figli penserà che usare questo nome sia una fantasia sentimentale. Non è paragonabile all’uso che nei cimiteri si fa di nomignoli. Non ho mai chiamato Edith Lúthien – ma lei era l’ispiratrice della storia che poi è diventata la parte principale del Silmarillion. È stata concepita per la prima volta in una piccola radura piena di cicuta a Roos nello Yorkshire (dove per qualche tempo fui comandato in una base della Guarnigione Humber nel 1917, e lei riuscì a venire a stare con me per un po’). In quei giorni i suoi capelli erano corvini, la sua pelle chiara, gli occhi più brillanti di quanto voi li abbiate mai visti, e sapeva cantare e ballare. Ma la storia è finita male, e io sono stato abbandonato e non posso invocare l’inesorabile Mandos.
Purtroppo non sono riuscito a trovare online una risorsa audio di questo brano, ma è possibile ascoltarlo appunto dal CD di The Road Goes Ever On, in tutte le edizioni attualmente in commercio.
Tuttavia lascio di seguito, letta dalla voce dello stesso Tolkien, la registrazione della Canzone di Beren e Lúthien cantata da Aragorn nel Signore degli Anelli (e da lui citata anche nella lettera che abbiamo appena riportato). Mi sembra consono terminare questo appuntamento con la voce del Professore.
https://www.youtube.com/watch?v=i917V3R76Uo
Nel prossimo appuntamento inizieremo un breve resoconto e disamina delle Notes and Translations che compaiono in appendice a The Road Goes Ever On. Sarà per lo più un approfondimento linguistico, preziosissimo in quanto per molti anni una delle pochissime fonti di informazioni disponibili sulla costruzione linguistica di Quenya e Sindarin applicata ai canti e alle poesie presenti nel Signore degli Anelli.
-Rúmil




