L'EVOLUZIONE DELLA LEGGENDA - Cartografia Tolkieniana [4] ~ “Ambarkanta: the Shape of the World”

Cari amici, ben trovati alla mini-rubrica de L’Evoluzione della Leggenda dedicata alla Cartografia Tolkieniana.

Proseguiamo il nostro percorso cronologico tra le varie mappe realizzate dal buon Tolkien nel corso della pluridecennale stesura del suo corpus di leggende.

Quest’oggi in realtà torniamo su un testo già presentato sulle nostre piattaforme, ma che è impossibile tralasciare in un novero completo, dal momento che non include soltanto carte e mappe, ma costituisce per la prima volta un trattato cosmologico e geografico del Mondo (Ilu, lett. “il tutto”). Sto parlando ovviamente dell’Ambarkanta, il cui autore in-universe è il saggio Elfo Noldo Rúmil di Tirion.

Pubblicato nel IV volume della Storia della Terra di Mezzo, “La Formazione della Terra di Mezzo”, fu composto da Tolkien negli anni ’30, e si riferisce dunque ancora ad una fase concettuale “mediana”, vale a dire né facente parte dello stesso ambito a cui sono legati – ad esempio – i Racconti Perduti, né già inclusa nella ristrutturazione che l’ambientazione subirà tra gli anni ’40 e ’50 (con un ruolo importante giocato dall’imprevisto Signore degli Anelli, chiaramente), quando essa diventerà l’Arda che tutti conosciamo.

Il manoscritto è costituito da sei pagine di scrittura nitida a inchiostro. Tolkien ebbe evidentemente pochi ripensamenti durante la stesura. Sotto il titolo e l’indicazione dell’autore (Ambarkanta – La Forma del Mondo – Rúmil) compare anche la parola “Ambarkanta” in Tengwar:

Al testo sono strettamente associati, come accennavo, tre diagrammi del Mondo (numerati I, II, III) e due mappe (IV e V). Li ho già presentati insieme al testo, ma mi sembra d’uopo riproporli qui, nella rubrica sulla cartografia, insieme ad un breve commento.

 

DIAGRAMMA I

Diagramma I

Questo diagramma mostra uno spaccato ovest-est del Mondo. Come si può osservare, rappresenta una diretta evoluzione del concept della Vene Kemen: ci sono le tre arie (Vista, Ilmen, Vaiya), di cui l’ultima avvolge completamente Ambar, anche nella parte inferiore.

Nelle annotazioni, incredibilmente sbiadite, che si possono scorgere ai margini del disegno c’è scritto (a sinistra): “Rendere il mondo da sempre un globo, ma più grande di adesso. Le montagne dell’Est e dell’Ovest impediscono a chiunque di recarsi nella Metà Nascosta.” (A destra è illeggibile tranne che per le parole “Modificare la storia del Sole”).

Si tratta senza dubbio di aggiunte posteriori. Queste note risultano incredibilmente affascinanti, in quanto segnano, probabilmente, una delle prime circostanze in cui Tolkien introduce la versione cosmologica successiva di Arda. A quanto pare aveva giàin animo di avvicinare la propria mitologia alla reale storia del mondo, accantonando l’idea di una terra piatta che diventa sferica in seguito all’inabissamento di Númenor, all’emersione di nuove terre e al distacco dal Mondo di Aman e Tol Eressëa. Se pensiamo che la Round World Version (il manoscritto Ainulindalë C*, così come è denominato e pubblicato da Christopher ne L’Anello di Morgoth, vol. X della StdM) risale almeno a un decennio più tardi rispetto all’Ambarkanta, questa anticipazione riveste un interesse notevole.

 

DIAGRAMMA II

Questo secondo diagramma mostra uno spaccato nord-sud, come testimoniano le indicazioni cardinali alle estremità ([Tormen >] Formen e [Harmen >] Hyarmen).

Diagramma II

 

DIAGRAMMA III

Diagramma III

Questo terzo diagramma mostra invece un mondo già “sconvolto” nella forma, e reso sferico. Un secondo emisfero (New land) è stato aggiunto al vecchio (Old land), ricavato dall’incurvatura del Mondo, con conseguente assestamento delle tre arie (adesso Ilmen e Vista avvolgono completamente il globo come già faceva Vaiya). È indicato anche il Sentiero Diritto (“The Straight Path”), che percorre la tangente del Mondo verso occidente, laddove infatti figurano le indicazioni Valinor e Tol Eressëa. Questo diagramma rappresenta lo stato del Mondo in cui si colloca il mito della Strada Perduta.

 

MAPPA IV

Mappa IV

Questa mappa è cronologicamente collocata ancora allo stato del mondo precedente, quando la terra è ancora non incurvata. Ne mostra la forma simmetrica originaria, già posteriore a quell’era del mondo che Tolkien avrebbe in seguito denominato “Primavera di Arda” (infatti il Grande Lago con al centro l’Isola di Almaren è già assente), ma comunque antecedente al conflitto in seguito noto come “Seconda Guerra delle Potenze”, infatti si possono ancora osservare i due mari interni, Helkar e Ringil, formatisi dallo scioglimento dei pilastri di ghiaccio delle Lampade, come racconta la prima versione della mitologia.

La simmetria non è data soltanto dai due mari, vestigia delle posizioni originarie delle Lampade (all’epoca ancora chiamate con i nomi che saranno poi affibbiati ai mari interni; i nomi di Illuin e Ormal sarebbero comparsi molto più tardi), ma anche dalla disposizione delle catene montuose: i Monti di Ferro a nord (dove si trova Utumna > Utumno), i Monti Azzurri che formano una catena costiera a nord-ovest, i Monti Rossi (Orocarni) speculari a nord-est, i Monti Grigi a sud-ovest nel subcontinente meridionale, i dirimpettai Monti Gialli a sud-est. A rompere questo schema è la doppia catena delle Montagne del Vento, che cinge a ovest Hildórien, la terra dove si risveglieranno gli Uomini, delimitata a est dal Mare Orientale.

Nel “Grande Mare Occidentale Belegaer” le isole hanno raggiunto lo stadio concettuale più semplificato che sarà ripreso nel Silmarillion: sono spariti gli arcipelaghi evocati nei Racconti Perduti (le “Isole Senzaporto” e le “Isole del Crepuscolo”) e le “Isole Magiche” vengono corrette in “Isole Incantate”. Fanno comparsa anche le “Isole Ombrose” a nord.

In una nota in alto a destra del foglio figura anche un’indicazione temporale precisa: “Il Mondo intorno al V.Y. 500 [Anno di Valinor 500] [appena] dopo la caduta delle Lampade Helkar e Ringil e la prima fortificazione del Nord a opera di Melko”.

 

MAPPA V

In questa mappa Tolkien illustra il mondo come appare dopo lo sconvolgimento causato dal conflitto tra i Valar e Melko all’epoca della distruzione di Utumno e dell’inizio della Grande Marcia degli Elfi: il mare interno di Ringil si è esteso e congiunto ai grandi mari di occidente e oriente, rompendo la simmetria precedente e dando luogo alla forma caratteristica del continente centrale.

Questa seconda mappa non è del tutto coerente con la IV, ma probabilmente è stata tracciata solo come schizzo approssimativo per fornire una visione d’insieme del nuovo aspetto del mondo.

Compaiono anche alcuni dettagli geografici e toponimi (molto minuti e scarsamente leggibili) riferiti alla parte nord-occidentale delle Terre Citeriori (“Hither Lands”), dove si svolge il grosso dell’azione del Quenta: Hithlum, Angband, Thangorodrim, Daidelos, Beleriand.

Chiaramente vi sono indicazioni e toponimi anche del Continente Beato: Eruman [> Araman], Terre Esterne (Valinor), Alflon [che sarebbe un vecchio nome di Alqualondë, da alph “cigno” + lond (lonn) “porto”], Due Alberi, Tún, Valmar, Taniquetil, Baia di Faery, Arvalin, Aman.

Inoltre vi sono didascalie anche per le misteriose terre (mai comparse nei racconti o nei romanzi, in quanto località remote dell’estremo sud o est) al di là dei mari orientali: la “Terra Oscura (Terra del Sud)” è quel lembo di terra che si protende a sud-est, e la “Terra Bruciata dal Sole” all’estremo est, al di là dei “Muri del Sole”.

In alto a destra si trova un’altra nota: “Dopo la Guerra degli Dèi (Arvalin fu sollevata dal Grande Mare ai piedi delle Montagne” [la parentesi non è chiusa, e la frase incompleta]. Probabilmente “dopo la Guerra degli Dèi” è una sorta di titolazione della mappa, che ne conferma la collocazione temporale; “Arvalin” sarebbe uno dei nomi (appartenenti a quella fase concettuale) della regione di Avathar, ovvero quella compresa tra i Monti Pelóri e il Grande Mare. In questa mappa l’area, che era sempre stato uno stretto braccio di terra, ha una dimensione e una forma abbastanza atipiche, come se appunto si trattasse del frutto di qualche sommovimento tellurico che ha fatto emergere delle terre ai piedi dei monti di Aman.

Il Grande Mare è delimitato a nord dallo stretto ghiacciato di Helkaraksë, ed è denominato anche tra parentesi Belegar, mentre il golfo di nuova formazione che spezza la precedente linea costiera occidentale delle Grandi Terre, accanto a “il G[rand]e Golfo”, riporta un nome che occorre solo in questa immagine, e che pertanto risulta incerto: Beleglo[rn].

Vi sono anche dei nomi in anglosassone: Ingarsecg e Utgarsecg [-ecg si legge come l’inglese -edge], che si riferiscono rispettivamente al Grande Mare Occidentale e ai Mari Esterni (che circondano il mondo tanto a ovest quanto a est).

Mappa V (versione originale di Tolkien B/N e versione colorata)

 

 

***

PAROLE COSMOLOGICHE

Altresì associato al testo dell’Ambarkanta è anche un elenco di parole cosmologiche, con occasionali note linguistiche e glossario dei termini elfici. Lo riporto in quanto di grande interesse:

Ilu

Ilurambar

ramba

Il mondo

I Muri del Mondo

muro

Mondo
Kúma

ava

oscurità, vuoto

esterno, esteriore; Avakúma

Oscuro
Vaiya contenitore, involucro.

In natura simile all’acqua, ma meno denso dell’aria, circonda [la frase è incompleta]. Il Mare Esterno.

Mare Esterno, o Oceano Circondante, o Oceano Avvolgente
Ilmen Luogo di luce.

La regione al di sopra dell’aria, rispetto alla quale è più sottile e più limpida. Quivi possono trascorrere solo le stelle, la Luna e il Sole.

È chiamata anche Tinwë-mallë, la Via delle Stelle, ed Elenarda, Regno stellare.

Cielo. I Cieli
Vista Aria.

Dove gli uccelli possono volare e le nuvole trascorrere. La sua regione superiore è Fanyamar o Casa delle Nuvole, e quella inferiore Aiwenorë o Landa degli Uccelli.

Aria
Ambar Terra, ambar-endya o Terra di Mezzo, di cui Endor costituisce il punto centrale. Terra
Ëar acqua; mare. Mare
Le radici della Terra sono Mar-talmar, o Talmar Ambaren.
Ando porta, cancello.
Löme Notte.

Ando Lómen la Porta della Notte, attraverso la quale Melko fu scagliato dopo la Seconda Guerra degli Dèi.

Tutta la terra che si trova al di sopra dell’acqua, tra i mari dell’Ovest e dell’Est e le montagne del Nord e del Sud, è Pelmar, la Dimora Chiusa.

***

È interessante notare un elemento, assente dal testo dell’Ambarkanta ma presente in questa lista, ovvero la parola Endor. Nel Silmarillion questo termine Quenya è la forma abbreviata di Endóre (in Sindarin sarebbe Ennor; cfr. ennorath, pl. class. “tutte le terre centrali” all’interno dell’Inno a Elbereth), ed è semplicemente il nome della “Terra di Mezzo”, che ne è la traduzione letterale.

Sia dai diagrammi sia dalla lista sembra che Endor ancora in questa fase identifichi la regione centrale del continente centrale, anziché riferirsi alla sua totalità; mentre Ambar-endya e Pelmar sembrano essere sostanzialmente sinonimi, o comunque riferirsi al complesso delle terre centrali delimitato dagli Oceani. Forse Pelmar si riferisce specificamente alla parte abitabile, mentre Ambar-endya ha un’accezione più morfologica, riferita alla parte centrale e rialzata di Ambar.

Le “radici della Terra” cui si fa riferimento nell’elenco (Martalmar) sono le “vene nel mondo”, secondo quanto detto nel testo dell’Ambarkanta e mostrato nei primi due diagrammi attraverso le linee che percorrono Ambar, ovvero i canali delle acque interne che irrorano la Terra, e attraverso cui Ulmo esercita la sua influenza benevola sul creato, collegando le acque interne e quelle esterne.

Come abbiamo potuto osservare analizzando nel dettaglio questi materiali, siamo in presenza di qualcosa di più complesso e articolato rispetto ad una semplice carta geografica: Tolkien iniziava, negli anni ’30, a esplorare le possibilità della propria ambientazione attraverso la forma trattatistica.

Cominciava, insomma, a fare sul serio!

È molto affascinante osservare questo livello di dettaglio su una fase concettuale antecedente al Signore degli Anelli e ai testi del Later Quenta Silmarillion (1951-52/1958), che ci è ovviamente più familiare. Dimostra che Tolkien ha sempre evoluto l’approccio, ma che ogni sua fase è stata accuratamente pensata ed elaborata.

Nel prossimo appuntamento vedremo insieme un altro tassello della storia cartografica del “Silmarillion”, ovvero la seconda mappa della parte di Terra di Mezzo a ovest dei Monti Azzurri nei Giorni Antichi. La sua funzione di palinsesto farà sì che questo documento accompagnerà Tolkien per lungo tempo, aggiungendo o modificando caratteri già presenti per adeguarli alle nuove idee o ai nuovi elementi narrativi che emergeranno in corso d’opera.

Alla prossima!

 

Fonti

Ambarkanta, tratto da La Formazione della Terra di Mezzo, vol. IV della Storia della Terra di Mezzo

 

 

– Rúmil

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