Hithlum, di Peter Xavier Price

L’Hithlum è un altopiano posto a Nord del Beleriand, perennemente velato da nebbie fredde, dove il sole non scaldava mai del tutto e con un solo orizzonte a cui volgersi: il Nord, verso Angband, verso il Nemico.

Fu la prima terra che i Noldor di Fingolfin calpestarono quando, usciti dall’agonia dei ghiacci, videro sorgere il primo Sole sul mondo; e fu l’ultima soglia oltre la quale, nel nord del Beleriand, cominciava il dominio del Nemico.

 

Hithlum fu la culla nascosta di una grandezza che il mondo non avrebbe dimenticato, e insieme il velo dietro cui quella grandezza fu spezzata in una sola sera. Da questa terra di brume vennero i dolori più cupi e le speranze più alte di tutta la Prima Era. È difficile trovare, nelle antiche cronache, un luogo che tenga insieme, così strettamente, la rovina e la salvezza.

 

Hithlum era una terra alta, racchiusa come in una conca dalle montagne. A oriente e a meridione la cingevano le Ered Wethrin, i Monti dell’Ombra, una barriera che la separava dal resto del Beleriand; a occidente le Ered Lómin, i Monti dell’Eco, la dividevano dal mare. Nel suo cuore si specchiava il lago di Mithrim, le cui acque grigie raccoglievano i cieli bassi e cangianti. Da quelle nebbie permanenti venne il nome stesso della regione: “terra di bruma”, la terra dove l’aria era sempre umida e il confine tra il giorno e la notte sfumato da un lungo imbrunire.

 

Barad Eithel, di David Greset
Barad Eitheldi David Greset

Quella foschia, però, era anche una forma di difesa. Chiusa dai monti, avvolta dalle brume, difficile da spiare e difficile da attraversare, Hithlum era un bastione naturale: il più settentrionale e il più esposto dei regni dei Noldor, ma anche il più riparato dalla sua stessa geografia.

 

A guardia del varco orientale, là dove nasceva il grande fiume Sirion, sorgeva la fortezza di Barad Eithel, l’occhio vigile di Hithlum puntato verso le pianure di Angband. Da lì il regno scrutava il Nemico, e per lunghi anni lo tenne lontano.

 

Fu qui che Fingolfin, Re Supremo dei Noldor, pose il proprio trono dopo la traversata dell’Helcaraxë. Hithlum divenne il cuore del potere noldorin nel nord: la sede del re più alto degli Esuli, il punto da cui si organizzava la difesa contro Morgoth. Per quasi quattro secoli, durante il lungo Assedio di Angband, fu da queste alture che partirono le sentinelle e le sortite che tennero il Nemico chiuso nelle sue fortezze.

 

Alla morte di Fingolfin, caduto in singolar tenzone davanti alle porte di Angband dopo la Dagor Bragollach, la corona passò al figlio Fingon, che da Hithlum continuò a reggere il regno e l’intera causa dei Noldor. Era un dominio severo, di confine, costruito sulla vigilanza più che sullo splendore: non aveva la segretezza scintillante di Nargothrond né la bellezza nascosta di Gondolin, ma una solidità di roccia e di nebbia. Un baluardo di resistenza in vista del Nemico.

 

Sotto l’ala di Hithlum, nella sua parte meridionale, si estendeva il Dor-lómin: e fu lì che la storia di questa terra si legò per sempre a quella degli Uomini. Quando gli Edain giunsero nel Beleriand, fedeli alla causa degli Elfi contro l’Ombra, i Re dei Noldor concessero alla Casa di Hador il governo di quella regione, in segno di alleanza e di fiducia. Lì quella stirpe alta e bionda crebbe in forza e in onore, e divenne la più nobile delle case mortali.

 

Dal Dor-lómin vennero Húrin e suo fratello Huor: due nomi destinati a pesare sul destino di Arda più di interi eserciti. Lì Morwen attese un marito che non sarebbe più tornato; lì trascorse l’infanzia Túrin, prima di essere mandato lontano. La terra delle nebbie fu così, oltre che baluardo elfico, la culla degli Uomini del Nord: il luogo dove una grandezza mortale, breve e ardente, prese forma all’ombra della grandezza più antica degli Eldar.

 

Nirnaeth Arnoediad, autore sconosciuto
Nirnaeth Arnoediad, autore sconosciuto

Hithlum fu il più resistente dei regni del nord proprio perché era il più chiuso in se stesso. E forse per questo la sua fine fu così brusca: non un lento sgretolarsi, ma un crollo improvviso. Cadde in una sera sola, quella della Nirnaeth Arnoediad, la Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, nel 472 della Prima Era.

 

Quando l’intero esercito del nord fu spezzato e Fingon trovò la morte sotto la mannaia di Gothmog, Signore dei Balrog, la difesa che reggeva da secoli si dissolse in poche ore.

Da quel giorno Hithlum non fu più un regno, ma una terra occupata. Morgoth vi insediò gli Uomini dell’Est, suoi alleati, come padroni; e gli Edain superstiti della Casa di Hador, che avevano dato tutto alla causa degli Elfi, furono ridotti quasi in schiavitù nella loro stessa terra. Fu in questo crepuscolo che Húrin, catturato sul campo, venne incatenato sulle vette del Thangorodrim a guardare di lontano la rovina dei suoi; e che Morwen, rimasta sola in una terra ostile, dovette mandare via il giovane Túrin perché non ne condividesse la sorte. La terra delle nebbie, che era stata cuore e rifugio, divenne prigione.

 

L'educazione di Tuor, di Anke Eißmann
L’educazione di Tuordi Anke Eißmann

Eppure Hithlum non è solo il luogo di una sconfitta. È, forse più di ogni altro, il luogo da cui partono i due fili opposti che intessono la fine della Prima Era.

 

Dalla stessa terra di brume, dalla stessa Casa di Hador, discendono il dolore più nero e la speranza più luminosa: da Húrin e Morwen nacque Túrin, la cui storia è la più tragica che le cronache ricordino; da Huor e Rían nacque Tuor, che giunse a Gondolin, sposò Idril Celebrindal, figlia di Turgon, e generò Eärendil — colui che avrebbe portato la luce di un Silmaril fino ai Valar, e la cui stirpe avrebbe fondato Númenor e i regni degli Uomini delle Ere a venire.

 

È questo, forse, il senso ultimo della terra di bruma.

Hithlum cadde, e con essa cadde la grandezza dei suoi re e dei suoi Uomini; ma proprio da quella caduta, attraverso un bambino mandato via e un altro nato nella tempesta, passò il sottile filo di luce che avrebbe portato salvezza al mondo.

 

 

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