L'EVOLUZIONE DELLA LEGGENDA - Cartografia Tolkieniana [4] ~ “Ambarkanta: the Shape of the World”

Cari amici, ben trovati alla mini-rubrica de L’Evoluzione della Leggenda dedicata alla Cartografia Tolkieniana.

Proseguiamo il nostro percorso cronologico tra le varie mappe realizzate dal buon Tolkien nel corso della pluridecennale stesura del suo corpus di leggende.

Quest’oggi in realtà torniamo su un testo già presentato sulle nostre piattaforme, ma che è impossibile tralasciare in un novero completo, dal momento che non include soltanto carte e mappe, ma costituisce per la prima volta un trattato cosmologico e geografico del Mondo (Ilu, lett.…

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LINGUE TOLKIENIANE / Stagione 2, Ep. 9 - Corpus Medio Quenya: Koivienéni Manuscript (2/2): The Two Trees

Cari amici, ben ritrovati alla rubrica sulle Lingue Tolkieniane.

Completiamo l’analisi del Koivienéni Manuscript presentando la frase denominata The Two Trees.

Nella parte inferiore del manoscritto si trova una frase, con parecchie cancellature (alcune delle quali rendono illeggibili le parole sottostanti), indizio di numerosi ripensamenti riguardo a singole parole, specialmente nella prima parte.…

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L'EVOLUZIONE DELLA LEGGENDA - I. Poesia dalla History of Middle Earth [18] The Song of Eriol

Il canto di Eriol

Eriol compose una canzone nella Stanza del Fuoco dei Racconti, dove narrava di come avesse preso a viaggiare così da trovare alla fine l’Isola Solitaria e la bellissima città di Kortirion.

1

In giorni ignoti i padri dei miei padri
vennero, e di figlio in figlio misero radici
tra i frutteti e i prati accanto al fiume,
e le alte erbe della piana ch’è fragrante;

molte estati videro essi accender fuochi gialli
di giaggioli tra le inchinanti canne
e molti mari di fiori mutarsi in frutti d’oro
nei giardini cinti di mura dell’ampia campagna.…

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L'EVOLUZIONE DELLA LEGGENDA - I. Poesia dalla History of Middle Earth [15] Tha Eadigan Saelidan: The Happy Mariners

I felici marinai

(1)

Conosco una finestra in una torre a occidente:
s’apre essa su mari celestiali,
e il vento che ha soffiato attorno alle stelle
s’accomoda tra i suoi smossi arazzi.
È una torre bianca edificata sulle Isole del Crepuscolo,
ove la Sera per sempre siede nell’ombra;
balugina come una guglia di solinga perla
che riflette raggi smarriti e luci che fievoli si fanno;
e il mare sciaborda attorno alla scura roccia ove essa s’erge
e navi fatate vi passano innanzi dirette a terre brune
che, accoste l’una all’altra, brillano nel buio
con tesori di scintille d’orientale fuoco
che i tuffatori vinsero nelle acque dell’ignoto Sole –
e, forse, è una vibrante arpa d’argento
o l’eco delle voci di grigi marinai
che galleggia tra le ombre del mondo
in una barca senza remi e con le vele non distese;
ché, spesso, pare là risuonino passi e canti,
o il crepuscolare baluginio di un gong che trema.…

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