
Cari amici, ben ritrovati alla mini-rubrica dedicata a The Road Goes Ever On – a song cycle, la raccolta di canzoni legata all’universo di Arda.
Quest’oggi affrontiamo il terzo brano della raccolta, In the Willow-meads of Tasarinan. Si tratta della canzone che Barbalbero recita alla presenza dei due hobbit Merry e Pippin, quando, accompagnandoli alla sua dimora a Wellinghall (Salimpozzo o Salafonte nelle traduzioni italiane), rimembra con nostalgia i Tempi Antichi e le incontaminate foreste del Beleriand, ormai inabissato in seguito alla Guerra dell’Ira.
Ecco il testo:
In the willow-meads of Tasarinan I walked in the Spring.
Ah! the sight and the smell of the Spring in Nan-tasarion!
And I said that was good.
I wandered in Summer in the elm-woods of Ossiriand.
Ah! the light and the music in the Summer by the Seven Rivers of Ossir!
And I thought that was best.
To the beeches of Neldoreth I came in the Autumn.
Ah! the gold and the red and the sighing of leaves in the Autumn in Taur-na-neldor!
It was more than my desire.
To the pine-trees upon the highland of Dorthonion I climbed in the Winter.
Ah! the wind and the whiteness and the black branches of Winter upon Orod-na-Thôn!
My voice went up and sang in the sky.
And now all those lands lie under the wave,
And I walk in Ambarona, in Tauremorna, in Aldalómë,
In my own land, in the country of Fangorn,
Where the roots are long,
And the years lie thicker than the leaves
In Tauremornalómë.
Si tratta di una poesia estremamente particolare, come è ovvio dato che parliamo di “poesia entesca”! Ciascuna stanza (tranne l’ultima) è dedicata a una delle magnifiche foreste del Beleriand evocate dai ricordi di Barbalbero:
- Tasarinan è il nome Quenya di Nan-tathren, la Valle dei Salici tanto decantata da Voronwë nei Racconti Incompiuti, e ultimo rifugio dei profughi di Gondolin. Nei testi di Tolkien viene sempre descritta come un luogo estremamente idilliaco, con fiori variopinti e meravigliosi, e immersa nella pace e nel soporifero ronzio degli insetti.
- Ossiriand è la Terra dei Sette Fiumi, patria dei Laiquendi (gli Elfi Verdi) e ultima dimora terrena di Beren e Lúthien (a Tol Galen, “Isola Verde”). Un lembo di terra dell’Ossiriand, sopravvissuto alla rovina, divenne il Lindon, dove fu fondato un regno elfico da Gil-galad, all’inizio della Seconda Era.
- Neldoreth è la più piccola delle due foreste (l’altra è la grande foresta di Region) comprese nella Cintura di Melian e facenti dunque pare del Reame del Doriath, nonché luogo di nascita di Lúthien e del suo incontro con Beren.
- Il Dorthonion è l’altopiano, caratterizzato da ampie foreste di pini, dove si erano insediati Angrod e Aegnor figli di Finarfin, e dove in seguito fecero loro da vassalli gli Uomini della stirpe di Bëor. Successivamente alla Dagor Bragollach e alla cacciata di Uomini ed Elfi da quelle terre, divenne un luogo di terrore e di oscure foreste, e dunque cambiò nome in Taur-nu-Fuin (“Foresta sotto la Notte”).
- Ambarona, Tauremorna, Aldalómë sono nomi Quenya per la foresta di Fangorn (che è un nome Sindarin, che significa proprio Barbalbero). Significano rispettivamente “Terra d’Oriente”, “Foresta Nera” e “Albero-crepuscolo”. È evidente che Barbalbero sia consapevole di vivere in un mondo decadente, null’altro che l’ombra di ciò che era in passato, e lo stato e l’estensione delle foreste nella Terra di Mezzo è uno dei segnali più amari di questo crepuscolo.
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Una nota di colore: Donald Swann racconta, a proposito di questo brano, della difficoltà di far comprendere al pubblico delle sue performance dell’epoca (decisamente meno alfabetizzato nei confronti dei racconti di Tolkien rispetto a come lo siamo noi oggi) alcune nuance della narrativa legate a quelle canzoni. “Spiegare che In the Willow-meads of Tasarinan fosse una canzone intonata da un albero che cammina sembrava impossibile”. Dunque pare che, sotto il consiglio di Roger Cleverdon, un cantante basso che aveva eseguito splendidamente la canzone di Barbalbero, usasse introdurre il brano con una battuta scherzosa: “Cercate di immaginarvi uno di quei cartelli stradali che recitano: CAUTION HEAVY PLANTS CROSSING”.
Come sempre, vi lascio qualche media in allegato, per l’approfondimento:
AUDIO:
1). J. R. R. Tolkien recita il brano di Barbalbero e la poesia
2). Brano tratto dal song cycle: Donald Swann al piano, William Elvin alla voce
IMMAGINI:
Spartito del brano (1-7). Si possono notare le decorazioni in Tengwar realizzate da Tolkien e applicate come fregi per incorniciare le pagine del libro, con ghirigoro finale.
-Rúmil











