fotogramma da Il Ritorno del Re di Peter Jackson

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Pipino: Non credevo sarebbe finita così…

Gandalf: Finita? No, il viaggio non finisce qui. La morte è soltanto un’altra via, dovremo prenderla tutti. La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre, e tutto si trasforma in vetro argentato… E poi lo vedi…

Pipino: Cosa, Gandalf? Vedi cosa?

Gandalf: Bianche sponde, e al di là di queste un verde paesaggio sotto una lesta aurora.

Pipino: Beh, non è così male!

Gandalf: No… No, non lo è…

fotogramma da Il Ritorno del Re di Peter Jackson

 

Una delle scene più belle dell’intera trilogia cinematografica, che potete trovare qui

Pipino e Gandalf sono a Minas Tirith, mentre le difese stanno per cedere, Pipino vede ormai arrivare la fine della sua giovane vita e Gandalf lo conforta. Pipino è tutti noi, spaventati di fronte all’ignoto, alla paura e alla morte e Gandalf lo conforta, non gli dice che andrà tutto bene, come potrebbe sembrare giusto fare di fronte a un ragazzo spaventato, ma che tutto può essere affrontato, un momento di profonda umanità che rende indimenticabile questa scena.

Questo episodio, uno dei più riusciti esempi di ricollocazione narrativa, non è presente nel libro, ma la descrizione di quella visione è presente in due diversi momenti:

La prima volta nel Capitolo “Nebbia sui Tumuli” quando gli Hobbit sono a casa di Tom Bombadil,

“Quella notte non udirono alcun rumore. Soltanto Frodo sentì, non sapeva se in sogno o no, fluire armoniosamente un dolce canto: sembrava una fioca luce dietro una grigia tenda di pioggia, una luce che diventava sempre più forte e intensa, fino a trasformare tutto il velo in una coltre di vetro e d’argento. E quando infine la tenda si sollevò, gli apparve lontano una campagna verdeggiante cosparsa del rosa dell’aurora. e Frodo fa un sogno in cui avverte una dolce melodia e vede la cortina di pioggia grigia trasformarsi in vetro d’argento, rivelando una rapida aurora e un verde paese.”

Si tratta a tutti gli effetti di un sogno premonitore, che anticipa la sua partenza dalla Terra di Mezzo, alla fine del libro, nel capitolo “I Porti Grigi”. La visione si avvera alla lettera: Frodo sale sulla nave elfica per lasciare la Terra di Mezzo e, mentre si allontana in mare in una notte di pioggia, sperimenta fisicamente ciò che aveva sognato, vedendo per la prima volta le sponde di Valinor.

“Allora Frodo baciò Merry e Pipino e per ultimo Sam, e salì a bordo; le vele furono issate, il vento soffiò, e lentamente la nave scivolò via lungo il grigio estuario; e la luce della fiala di Galadriel che Frodo teneva alta scintillò e svanì. La nave veleggiò nell’Alto Mare e passò a ovest, e infine, in una notte di pioggia, Frodo sentì nell’aria una fresca fragranza, e udì dei canti giungere da oltre i flutti. Allora gli parve che, come quando sognava nella casa di Bombadil, la grigia cortina di pioggia si trasformasse in vetro argentato e venisse aperta, svelando candide rive e una terra verde al lume dell’alba.”

La partenza di Frodo ne Il ritorno del Re di Peter Jackson

Tolkien non spiega esattamente perché Frodo faccia quel sogno (aveva sognato anche Gandalf a Orthanc, nel momento in cui viene salvato da Gwaihir), ma i sogni veritieri non sono un caso unico negli scritti, è qualcosa che conforta: oltre al pericolo di Mordor e all’oscurità che incombe, può ancora essere speranza.

Perché proprio in quel momento? Tom Bombadil può essere definito a tutti gli effetti il Genius Loci della Vecchia Foresta e delle Colline dei Tumuli, uno spirito della natura legato a un territorio ben delimitato, ed è proprio questo legame esclusivo a renderlo immune all’Anello e del tutto indifferente al resto del mondo. Nella casa di Tom il male non entra, in questi spazi protetti, il velo tra il mondo fisico e quello spirituale si assottiglia e c’è poi l’Acqua, e l’Acqua è regno di Ulmo, il Vala che inviava sogni profetici agli eroi (come Turgon e Tuor o Finrod) per guidarli o spingerli verso il mare o verso una missione necessaria. Nel Silmarillion, viene spiegato che Ulmo non ha abbandonato la Terra di Mezzo e il suo potere scorre in ogni rivolo, fiume, oceano e persino nella pioggia.

La casa di Tom si trova sul fiume Sinuosalice e la notte del sogno è caratterizzata proprio dal suono dell’acqua. Usare la pioggia e la musica dell’acqua per inviare visioni di speranza o premonizioni oltre l’orizzonte è proprio il modo in cui agisce Ulmo.

Una melodia che giunge dietro a una “cortina di pioggia grigia”, la quale poi si solleva, è la promessa di una guarigione finale, che contribuisce a dare a Frodo la forza spirituale per sopportare il peso dell’Anello fino all’ultima prova.

Frodo e Gandalf ne Il Ritorno del Re di Peter Jackson

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