Thranduildi Elena Kukanova

Il Re degli Elfi di Bosco Atro

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Il Re degli Elfi di Bosco Atro

Ne Lo Hobbit non viene fatto il nome di Thranduil, che è sempre chiamato “re degli elfi”, perché il libro nacque come racconto per i figli di Tolkien e non faceva parte della mitologia che lui stava scrivendo, (nonostante qualcosa filtrò lo stesso nella stesura, come lui stesso ebbe a dire più avanti).

Fu soltanto mentre scriveva il Signore degli Anelli che Tolkien diede al Re il nome di Thranduil, quando decise di inserire il personaggio di Legolas nella Compagnia dell’Anello, rendendolo figlio del re degli Elfi di Bosco Atro, per collegare la nuova avventura a quella precedente precedente e unire le due storie.

“Erano diversi dagli Elfi Alti dell’Ovest, ed erano più pericolosi e meno saggi. Infatti la maggior parte di loro (assieme a quei loro parenti che vivevano sparsi qua e la sulle colline e sulle montagne) discendeva da antiche tribù che non andarono mai nel Paese Incantato, a Occidente.

Gli Elfi Luminosi, gli Elfi Sotterranei e gli Elfi Marini invece ci andarono e ci vissero a lungo, e divennero sempre più belli, più saggi, più colti e perfezionarono le loro arti magiche e la loro abilità manuale nel fare cose belle e mirabili, prima che alcuni ritornassero nel Vasto Mondo.

Nel Vasto Mondo gli Elfi Silvani indugiavano ai raggi più miti del nostro Sole e della nostra Luna, anche se preferivano le stelle; ed erravano per le grandi foreste che si ergevano alte in terre che ora sono andate perdute.

Per lo più dimoravano ai margini dei boschi, da cui talvolta potevano uscire per cacciare, correre o cavalcare sulle terre aperte alla luce della luna o delle stelle; e dopo l’arrivo degli Uomini si assuefecero sempre di più al crepuscolo e alla penombra.

Tuttavia elfi erano e rimanevano, vale a dire Gente Buona.”

(…)

“In una grande sala dai pilastri scolpiti nella viva roccia il re degli Elfi sedeva su un trono di legno intagliato. Sulla testa aveva una corona di bacche e di foglie rosse, poiché l’autunno era di nuovo alle porte. In primavera portava una corona di fiori di bosco. In mano aveva uno scettro di quercia intagliata.”

Thranduildi Elena Kukanova

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