Una foto torna in circolo a intervalli regolari. Un uomo anziano in giacca di tweed, i capelli bianchi in disordine, si china su un bancale di piantine in vaso dentro una serra. Tiene in mano la pipa, e dal collo gli pende un cordino con una lente rotonda. Chi la condivide, in diversi casi, la presenta come un ritratto di J.R.R. Tolkien.
Non è Tolkien. David Rowe lo ha raccontato nella sua rubrica Tolkien Stuff that Ain’t Tolkien, che cura nel gruppo Facebook Tolkien’s Amazing Middle-earth: The Hobbit, Lord of the Rings, Silmarillion. Traduciamo il suo testo con il suo permesso:
«Questa immagine di tanto in tanto torna a girare regolarmente, spacciata per una foto di Tolkien, con tanto di anello al collo, nella sua serra! Ehm… e perché mai J.R.R.T. avrebbe dovuto portare un anello in quel modo? Quella è la sua storia, non la sua vita! In realtà si tratta di Clarence Elliott, esperto di piante alpine, nato nel 1881, undici anni più vecchio di J.R.R.T. Ma visto che J.R.R.T. ed Edith erano giardinieri appassionati, e visto che di mezzo c’è pure Sam, credo che la cosa lo avrebbe divertito!»
Chi è l’uomo nella serra
Clarence Elliott (1881-1969) fu uno dei vivaisti inglesi più noti per le piante alpine. Fondò il Six Hills Nursery a Stevenage e fu tra i soci fondatori dell’Alpine Garden Society.
La foto è di Valerie Finnis, giardiniera e fotografa che documentò il giardinaggio inglese del dopoguerra. Ursula Buchan l’ha pubblicata nel 2007 in Garden People, la raccolta delle fotografie di Finnis uscita da Thames & Hudson.
A ricostruire l’identità dell’uomo fu Marcel Aubron-Bülles, che dal 2013 raccoglie sul suo sito The Tolkienist le cose attribuite a Tolkien senza fondamento; la foto di Elliott è la prima puntata della sua serie. Bülles scrisse a Buchan, e alcune didascalie sbagliate furono corrette. Molte altre no: anche il New York Botanical Garden pubblicò la foto con il nome sbagliato.
La lente al collo
Sul punto dell’anello Rowe ha ragione per due motivi. Il primo è il suo: Tolkien non aveva ragioni per portare un anello appeso al collo. Il secondo si vede ingrandendo la foto. Dal cordino pende una lente.
Bülles la identifica come un monocolo, e aggiunge due dettagli: per quanto se ne sa, Tolkien non portò mai il monocolo, e nel giardino di casa Tolkien non c’era una serra di quelle dimensioni. Per un vivaista che passava le giornate a esaminare fiori alpini di pochi millimetri, quella lente potrebbe anche essere una lente d’ingrandimento da campo. È una nostra ipotesi, e la foto da sola non basta a deciderla.
Il libro che li unisce
Rowe chiude dicendo che a Tolkien la confusione sarebbe piaciuta. C’è una ragione in più per crederlo, emersa soltanto nel 2025.
Nel 1968 Evelyn Byrne chiese a vari scrittori quali libri li avessero formati da ragazzi; le risposte uscirono nel 1971 nel volumetto Attacks of Taste. Tolkien rispose il 1° marzo 1968:
«L’adolescenza è un periodo lungo, e c’è un abisso fra il tredicesimo compleanno e il ventesimo. Non saprei indicare nessun libro che mi abbia influenzato profondamente in quanto libro. […] Per buona parte di quel periodo la “Letteratura” non mi interessava. Nella prima parte, le cose che leggevo con più piacere erano di argomento scientifico, soprattutto botanica e astronomia. Il volume che avevo più caro era Flowers of the Field del Johns, una descrizione della flora delle Isole Britanniche.»
Flowers of the Field è il manuale di botanica del reverendo Charles Alexander Johns, ristampato per decenni. L’esemplare rimasto nella famiglia Tolkien, oggi fra i libri di Simon figlio di Christopher, è l’edizione Routledge del 1908, «riveduta da cima a fondo e curata da Clarence Elliott». Lo ha segnalato Bülles in un aggiornamento dell’ottobre 2025, grazie a Laura Blanchard.
L’uomo scambiato per Tolkien aveva curato il libro di botanica che Tolkien, da ragazzo, aveva più caro.
Il Tolkien vero, fra le piante
Rowe ricorda che Tolkien ed Edith amavano il giardino. Tolkien stesso lo scrisse nel 1958 a una lettrice, Deborah Webster, in una lettera in cui elenca i propri gusti:
«Sono di fatto uno Hobbit (in tutto tranne che nella statura). Amo i giardini, gli alberi e le campagne non meccanizzate; fumo la pipa, e mi piace il cibo semplice e buono (non refrigerato), ma detesto la cucina francese.»
Una foto di Tolkien fra le piante esiste, ed è l’ultima che gli fu scattata. Il 9 agosto 1973 il nipote Michael lo fotografò all’Orto botanico di Oxford accanto a un pino nero, uno dei suoi alberi preferiti; Humphrey Carpenter la pubblicò nella biografia. Tolkien morì ventiquattro giorni dopo. Il pino perse due grossi rami nel luglio 2014 e fu abbattuto quell’estate per ragioni di sicurezza.
- David Rowe, Tolkien Stuff that Ain’t Tolkien, parte 1, nel gruppo Facebook Tolkien’s Amazing Middle-earth. Traduzione nostra, con il permesso dell’autore.
- Ursula Buchan, Garden People: The Photographs of Valerie Finnis, Thames & Hudson, 2007.
- Marcel R. Aubron-Bülles, How to misappropriate a gardening picture. Enter: Clarence Elliott. Exit: J.R.R. Tolkien, The Tolkienist, 2013, aggiornato nel 2025.
- Lettera di Tolkien a Evelyn Byrne, 1° marzo 1968, in E.B. Byrne e O.M. Penzler (a cura di), Attacks of Taste, Gotham Book Mart, 1971, p. 43.
- The Letters of J.R.R. Tolkien, lettera 213 a Deborah Webster, 25 ottobre 1958.
- Humphrey Carpenter, J.R.R. Tolkien: A Biography, per l’ultima fotografia; Tolkien Society, Tolkien’s favourite tree to be cut down, 2014.
- Traduzioni dall’inglese nostre.





