Terra di Brea, XVI sec. T.E. – Contea, XVII sec. T.E.
Marcho e Blanco erano fratelli, Hobbit di Brea della stirpe dei Paloidi.
Un popolo, quello dei Paloidi, che era a quel tempo ormai stanziale nell’Eriador da più di mezzo millennio: giunti a Ovest delle Montagne per fuggire al risveglio dell’Ombra a Dol Guldur, si riunirono ai propri parenti Pelopiedi, già noti alle cronache di Arnor vergate nell’anno 1050 della Terza Era. In questa occasione, per la prima volta fu utilizzato il termine Periannath (Mezzuomini) per descrivere gli Hobbit.

Nel 1601 della Terza Era Marcho e Blanco guidarono verso occidente un gruppo composto in gran parte da Pelopedi, attraversarono il fiume Baranduin al Ponte degli Archi di Pietra, e ottennero dal re Argeleb II di Arthedain il permesso di stabilirsi nelle terre che erano state riserve di caccia reali. Nacque così la Contea.
Il permesso di Argeleb non fu un gesto isolato: gli ultimi Re di Arthedain, sempre più deboli davanti alla pressione di Angmar, avevano interesse a popolare le terre di confine con popoli pacifici e leali. Attorno al 1630, ai Paloidi e i Pelopiedi già insediati si unirono gli Sturoi, risaliti dalle terre di Dunland. Le tre stirpi hobbit, fino ad allora divise lungo rotte migratorie distinte, si trovarono per la prima volta riunite in un solo territorio.
I nomi dei due fratelli sono un indizio interessante per approfondire al contempo sia le tracce del passato, sia l’evoluzione subita dalla cultura Hobbit in questo torno di tempo. Marcho contiene l’elemento inglese antico marh, “cavallo”; Blanco viene da blanca, “cavallo bianco” o “grigio”. Nella Terra di Mezzo, i popoli che utilizzano questi idiomi – o meglio, i cui idiomi vengono tradotti dall’autore attraverso l’Old English – sono gli Uomini del Nord abitanti le valli dell’Anduin, antenati degli Éothéod che, molti secoli dopo, si sarebbero chiamati Rohirrim. Questo perché, prima della loro migrazione a Ovest, gli Hobbit vivevano lungo il corso del grande fiume e con ogni probabilità mantenevano legami con queste popolazioni, assimilandone la lingua.
Ma l’origine dei nomi di Marcho e Blanco è interessante anche da un punto di vista extratestuale. Diversi studiosi tolkieniani hanno infatti accostato i due nomi a quelli di Hengest e Horsa, i fratelli semi-leggendari a cui la tradizione anglosassone attribuisce l’arrivo di Angli, Sassoni e Juti in Britannia, i cui nom in inglese antico significano rispettivamente “stallone” e “cavallo”. Un parallelo onomastico che sottolinea le similitudini tra la Contea e l’Inghilterra.

Per secoli dopo la fondazione, gli Hobbit vissero appartati dal resto della Terra di Mezzo. I Raminghi del Nord — discendenti di Argeleb tramite Aranarth, primo capitano dei Dúnedain — vegliarono sui confini della Contea senza che i suoi abitanti lo sapessero.
E in questa marginalità, forse cercata ma certamente mai rivendicata, la Contea divenne il luogo in cui sarebbe risieduto per anni l’Anello del Potere, e da cui, intorno ad esso, sarebbero emersi Bilbo e Frodo: Sauron non guardò mai in quella direzione, perché nessuno aveva motivo di farlo.




