Dol Guldur, di John Howe

 

Il suo stesso nome ne raccontava la natura: Dol Guldur, in Sindarin “il Colle della Stregoneria”.

 

Amon Lanc, di Cajlabel
Amon Lancdi Cajlabel

Ma prima ancora di essere questo, era soltanto Amon Lanc, la “Collina Spoglia”, chiamata così perché nessun albero cresceva sulla sua cima, alta sui margini meridionali di Bosco Atro.

 

Gli Elfi Silvani di Oropher avevano un tempo dimore proprio nei pressi di Amon Lanc, ma le abbandonarono per ritirarsi più a nord quando, ben prima della Guerra dell’Ultima Alleanza, cominciarono a correre voci inquietanti sul crescere di un nuovo potere.

 

Il Negromante

Poco dopo il 1000 T.E., una presenza malvagia si impadronì di Amon Lanc, e nel 1050 un’ombra calò sul Bosco Verde, che da allora fu chiamato Bosco Atro. I popoli conobbero quella presenza come “il Negromante”.

Gli Elfi Silvani di Thranduil, succeduto al padre Oropher caduto nella Guerra dell’Ultima Alleanza, si ritirarono ancora più a nord-est, lontano dall’ombra che si allargava.

 

Attraverso le Porte di Dol Guldur, di John Howe
Attraverso le Porte di Dol Guldurdi John Howe

Verso il 1100 T.E. i Saggi, tra Istari e i maggiori signori degli Eldar, scoprirono che quel potere aveva costruito una fortezza a Dol Guldur, e sospettarono che si trattasse di uno dei Nazgûl. Il timore più grande, però, era un altro: che il Negromante fosse Sauron stesso, tornato in segreto dopo la sconfitta nella Guerra dell’Ultima Alleanza.

 

Nel 2063 T.E. Gandalf si recò a Dol Guldur per scoprirlo, e il Negromante, non ancora abbastanza forte, fuggì a oriente pur di non essere identificato. Sarebbe tornato solo quattro secoli più tardi, nel 2460 T.E.

 

L’ombra si allunga

Nel 2510 T.E., mentre Eorl conduceva i suoi cavalieri verso la Battaglia del Campo di Celebrant, un’ombra scura si levò proprio da Dol Guldur, mentre da occidente, da Lothlórien, si spinse a contrastarla una nebbia bianca. Eorl, per non attraversare quel confronto, deviò la propria marcia proprio nella nebbia chiara.

 

Dol Guldur, di Matěj Čadil
Dol Guldurdi Matěj Čadil

Nel 2845 T.E. il Negromante fece catturare Thráin II, re dei Nani in esilio, imprigionandolo e torturandolo nelle segrete di Dol Guldur, dove gli fu sottratto l’ultimo dei Sette Anelli.

 

Fu qui che Gandalf, tornato nel 2850 T.E., lo trovò morente e ne ricevette mappa e chiave che avrebbe poi consegnato a Thorin: fu allora che ebbe finalmente la certezza che il signore di Dol Guldur non era altri che Sauron.

 

Il Concilio Bianco

Nel 2851 T.E. Gandalf tornò al Concilio Bianco a chiedere un attacco immediato a Dol Guldur, ma fu sconfessato da Saruman, che in segreto aveva già cominciato a cercare l’Unico Anello proprio in quella regione. Solo nel 2941 T.E., mentre la compagnia di Thorin muoveva verso Erebor contro Smaug, Saruman acconsentì infine all’attacco: Sauron, colto di sorpresa, fuggì a oriente.

La tregua durò poco. Nel 2951 T.E., ormai apertamente a Mordor e pronto a scoprire le proprie carte, Sauron rimandò a Dol Guldur Khamûl, secondo tra i Nazgûl, insieme ad altri due spettri.

 

La Guerra dell’Anello

Nei decenni successivi Dol Guldur ricostruì gran parte della propria forza, tanto che nel marzo del 3019 T.E. le sue schiere mossero contro il Reame Boscoso di Thranduil e, tre volte, contro Lothlórien, causando gravi danni ai boschi periferici del regno di Galadriel: solo il potere di Nenya, che nessuno tranne Sauron avrebbe potuto sopraffare, permise ogni volta di respingerle.

Caduto Sauron, il 28 marzo 3019 T.E. Dol Guldur fu infine distrutta e purificata dagli Elfi di Lórien, guidati da Celeborn e Galadriel.

 

Dopo secoli in cui il suo nome era stato sinonimo di paura, la collina tornò a essere dominio degli Elfi, diventando quello che era stata all’inizio: nuda, silenziosa, e senza più nulla da nascondere.

 

 

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