Il Narog nasceva a Eithel Ivrin, ai piedi delle Montagne Ombrose, e scendeva verso sud attraverso il Beleriand occidentale fino a confluire nel Sirion, poco a monte delle sue paludi.

Lungo le sue rive, in tempi ancestrali i nanerottoli scavarono le profonde aule di Nulukkizdîn. Ma con il tempo la sua popolazione diminuì fino a quasi scomparire, e i residui di questa popolazione furono cacciati dagli Elfi. Quando Finrod Felagund vi giunse dopo aver ricevuto l’invito di Ulmo, le trovò vuote, e nelle sue sale edificò Nargothrond: la più segreta e la più grande delle città dei Noldor nel Beleriand, che per quasi quattro secoli il Narog protesse da ogni sguardo nemico, nascondendone l’ingresso tra le proprie gole.

Fu ancora lungo il Narog che si consumò la rovina di Nargothrond, più di quattro secoli dopo. Túrin Turambar, divenuto signore della città, fece costruire un ponte sul fiume per muovere più rapidamente le proprie truppe: un gesto che tolse a Nargothrond l’ultima difesa della segretezza, e che permise a Glaurung di trovare e distruggere la città. Il drago si adagiò poi sulle rovine, e per anni fece del tesoro di Nargothrond il proprio giaciglio, prima di lasciarlo per inseguire Túrin fino al Teiglin.
Il Narog restò, da allora, il fiume di una grandezza perduta: la sua acqua aveva protetto Nargothrond più a lungo di quanto qualunque muro avrebbe potuto, e fu proprio la sua stessa vittoria sulla natura del fiume — un ponte, dove prima non ce n’era motivo — a spalancarne infine le porte.




