Fari di Gondor, di Lída Holubová

Fari di Gondordi Lída Holubová

 

L’Anórien era la regione di Gondor a nord dei Monti Bianchi, fra l’Anduin a est e il confine di Rohan a ovest, dove scorreva il Mering. Il nome significa «Terra del Sole», in rapporto con Anárion, figlio di Elendil, come l’Ithilien al di là del fiume era la «Terra della Luna» del fratello Isildur. A sud si appoggiava a Minas Tirith, che un tempo si chiamava Minas Anor, la Torre del Sole.

 

La strada dei fari

Attraverso la regione correva la grande Via dell’Ovest, da Minas Tirith verso Rohan. Lungo le colline a nord dei monti sorgevano i Fari di Gondor, da Amon Dîn fino all’Halifirien sul confine. Ai piedi di Amon Dîn si stendeva la Foresta di Drúadan, dove vivevano ancora gli Uomini Selvaggi; una vecchia strada dei carri, coperta dagli alberi da molte generazioni, la attraversava.

 

Le guerre

L'aiuto degli Uomini Selvaggi, di Ted Nasmith
L’aiuto degli Uomini Selvaggidi Ted Nasmith

La regione era esposta a chi passava l’Anduin da est. Per difenderla Gondor fortificò l’isola di Cair Andros. Nel marzo 3019 gli eserciti di Mordor presero l’isola e dilagarono nell’Anórien, tagliando la strada fra Minas Tirith e Rohan.

I Rohirrim di Théoden passarono lo stesso: gli Uomini Selvaggi li guidarono per una strada nascosta nella foresta che abitavano da tempi immemorabili, e i cavalieri arrivarono sul Pelennor all’alba. Dopo la battaglia gli eserciti nemici abbandonarono la regione e fuggirono verso Cair Andros, inseguiti dai Rohirrim.

 

Dopo la guerra

Quando la Compagnia tornò verso nord con il corteo di Théoden morto, attraversò l’Anórien senza fretta. Presso Amon Dîn, nel Bosco Grigio, udì rullare i tamburi degli Uomini Selvaggi: re Elessar fece suonare le trombe e proclamò che la foresta apparteneva per sempre al loro popolo.

 

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