Tom Bombadildi Steva Airola

Perchè non hanno chiesto a Tom Bombadil di occuparsi dell’Anello?

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Perchè non hanno chiesto a Tom Bombadil di occuparsi dell’Anello?

La figura di Tom affascina e incuriosisce migliaia di lettori, dato il mistero che lo circonda, e sono in molti a chiedersi perché nessuno abbia chiesto a lui di occuparsi dell’Anello.

La risposta è data dallo stesso Tolkien proprio nel capitolo del Consiglio di Elrond.

E’ Elrond a parlare: “Viaggiai un tempo attraverso quelle contrade, e conobbi cose strane e selvagge. Ma mi ero dimenticato di Bombadil, se egli è effettivamente lo stesso che tanti anni fa camminava per boschi e colli, ed era già allora più vecchio dei vecchi. Ma il suo nome era diverso: lo chiamavano Iarwain Ben-adar, il più anziano e senza padre. Molti e vari sono però i nomi che gli sono stati dati dopo dagli altri popoli: egli era Forn per i Nani, Orald per gli Uomini del Nord ed altro ancora. Una strana creatura, che avrei forse dovuto convocare al nostro Consiglio».

«Non sarebbe venuto», disse Gandalf.

«Potremmo inviargli però dei messaggi, ed ottenere il suo aiuto, non credi?», chiese Erestor. «Pare che il suo potere si eserciti anche sull’Anello”

“No, non è così», disse Gandalf. «Di’ piuttosto che l’Anello non ha su di lui alcun potere. Egli è il padrone di se stesso; non può tuttavia alterare l’Anello o annientarne il potere sugli altri. Bombadil adesso si è ritirato in un piccolo territorio compreso tra i confini stabiliti da lui stesso e che egli, in attesa forse che cambino i tempi, si rifiuta di oltrepassare».

«Ma sembrerebbe che nulla lo spaventi all’interno di quelle frontiere», disse Erestor. «Non Può egli prendere l’Anello e conservarlo lì, per sempre innocuo?».

«No», disse Gandalf, «non lo farebbe mai volentieri. Soltanto, forse, se tutti i popoli liberi della terra lo supplicassero; e ciò nonostante egli non ne vedrebbe il motivo. E se l’Anello gli fosse consegnato, egli lo dimenticherebbe presto, o ancor più probabilmente lo getterebbe via. Simili cose non hanno presa nella sua mente, ed egli sarebbe un custode dei più pericolosi; credo che questa sia una risposta sufficiente».

«In ogni caso», disse Glorfindel, «inviargli l’Anello ritarderebbe soltanto il giorno del male. Bombadil è lontano; non potremmo adesso riportarglielo, senza che le nostre mosse vengano previste ed individuate dalle spie. E se anche ci riuscissimo, il Signore degli Anelli verrebbe prima o poi a conoscenza del nascondiglio, rivolgendoglisi contro con tutta la sua potenza. Potrebbe Bombadil da solo sfidare un tale potere? Non credo. Credo che infine, se tutto il resto fosse soggiogato, Bombadil cadrebbe anch’egli, Ultimo così come fu il Primo; ed allora giungerà la Notte».

«Di Iarwain conosco ben poco oltre il nome», disse Galdor; «ma penso che Glorfindel abbia ragione. Non è in lui il potere capace di sfidare il Nemico, a meno che un tale potere non si trovi nella terra stessa. Noi tuttavia vediamo che Sauron può torturare ed annientare persino le colline. Il potere che sopravvive ancora si trova qui da noi a Imladris, o da Círdan ai Rifugi Oscuri; oppure a Lórien. Ma hanno essi la forza di lottare, abbiamo noi la forza di resistere al Nemico, a Sauron che giungerà infine, quando tutto sari distrutto?».

«Io non ne ho la forza», disse Elrond, «ed essi nemmeno».”

 

leggi anche: Tolkien parla di Tom Bombadil

 

Tom Bombadildi Steva Airola

Brano tratto da: Il Signore degli Anelli, “Il Consiglio di Elrond”

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