
Nel 1968 fu pubblicato una raccolta di canzoni, con testi tratti dal Signore degli Anelli e musiche di Donald Swann. Questa raccolta era il celebre The Road Goes Ever On – A Song Cycle, alla cui realizzazione partecipò lo stesso J. R. R. Tolkien: il Professore non solo approvò le musiche di Swann, ma si occupò di abbellire le sheet notes presenti all’interno del volume con una “veste grafica” composta da sue iscrizioni calligrafiche in Tengwar, e aggiunse un brano ulteriore al ciclo già composto: il Namárië, il canto d’addio di Galadriel, per musicare il quale propose una melodia in stile Gregoriano.
Le musiche di Donald Swann servono ottimamente come accompagnamento per le poesie/canzoni presenti nel Signore degli Anelli (e non solo), e generano un’atmosfera deliziosamente vintage: lo stile potrebbe ricordare le ballate tradizionali inglesi o la musica folk, con appunto l’eccezione della melodia canticchiata da Tolkien (e riarrangiata per chitarra o pianoforte da Swann), che fa capo al genere della musica sacra medievale.
Nel corso di questa mini-rubrica, vorrei ripercorrere i brani facenti parte di questo “ciclo”, fornendo i link per ascoltare gli arrangiamenti e approfondendo con qualche curiosità le vicissitudini di questa strana collaborazione. Vorrei inoltre commentare le aggiunte che furono realizzate negli anni successivi, e integrate nell’ultima edizione, e presentare, a mo’ di approfondimento poetico/linguistico, alcune delle nozioni incluse nell’appendice di questo testo, ovvero le “Notes and Translations” che Tolkien fornì per i due brani in lingua elfica (appunto, il Namárië, in Quenya, e l’Aerlinn in Edhil o Imladris – “A Elbereth Gilthoniel”, in Sindarin), contenenti scansioni metriche, glosse etimologiche e linguistiche, etc.
Al termine di tutto ciò, vedremo le ultime due canzoni del ciclo, inserite, come dicevo, non dalla prima edizione ma dalle successive: Bilbo’s Last Song (inclusa a partire dalla 2a edizione del libro, 1978) e Lúthien Tinúviel (inclusa a partire dalla terza edizione, 2002, insieme al già citato Inno a Elbereth, in coda alla Canzone n° 6).
The Road Goes Ever On è un testo incredibilmente affascinante, all’incrocio tra il Legendarium di Tolkien, la sua creazione linguistica, la poesia, la musica.
Merita di essere riscoperto, proprio perché così peculiare e poliedrico.
-Rúmil
Navigazione




