il suo riso era come l’acqua

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In quello stesso anno, i grandi disegni di Maedhros giunsero quasi a compimento, e con il rinascere delle forze degli Eldar e degli Edain l’avanzata di Morgoth venne bloccata e gli Orchi furono scacciati dal Beleriand. Allora alcuni presero a parlare di future vittorie e di vendicare la battaglia della Bragollach, laddove Maedhros avrebbe dovuto mettersi alla testa degli eserciti uniti, costringere Morgoth sotto terra e sigillare le Porte di Angband.
Ma i più prudenti erano ancora incerti, poiché temevano che Maedhros svelasse troppo presto la sua crescente forza, dando così a Morgoth il tempo di elaborare disegni contrari. «Sempre, in Angband, verranno macchinate nuove perfidie che né Uomini né Elfi potranno indovinare» dicevano costoro. E nell’autunno di quell’anno, a confermarne le parole, ecco giungere un vento cattivo dal Nord sotto plumbei cieli.
Il Perfido Fiato, così fu chiamato, poiché era pestilenziale; e molti s’ammalarono e morirono alla fine dell’anno nelle contrade settentrionali bordanti l’Anfauglith, e per lo più si trattava di bambini o di giovinetti nelle case degli Uomini.
Quell’anno, Túrin figlio di Húrin ne contava solo cinque, e sua sorella Urwen ne compì tre all’inizio della primavera. I suoi capelli erano come i gigli gialli tra l’erba quando correva per i campi, e il suo riso era come l’acqua dei lieti rivi che venivano cantando dai colli, frusciando accanto alle mura della casa di suo padre. Nen Lalaith era soprannominata, e così tutti i familiari chiamavano la bambina Lalaith, e i loro cuori erano gai quando essa era tra loro.

Racconti Incompiuti, Capitolo II, NARN I HÎN HÚRIN Il racconto dei figli di Húrin, L’infanzia di Túrin, Foto: Pinterest, Ирина
-Thorin

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