La morte di Sarumandi Joan Wyatt

Come muore Saruman?

Nel film la sua morte viene mostrata solo nella versione estesa. Saruman è in cima alla torre di Orthanc, dopo la distruzione di Isengard ad opera degli Ent, tenta ancora una volta di utilizzare il grande potere della sua voce per manipolare Théoden e Gandalf, ma senza successo e il suo bastone viene spezzato da Gandalf. Grima Vermilinguo, dopo l’ennesimo insulto di Saruman, lo pugnala alle spalle e lo stregone precipita dall’alto della torre, finendo infilzato dalla ruota dentata di uno dei suoi macchinari.

Una fine brutale ma simbolica.

Nel libro invece la sua fine arriva tempo dopo. Scopriamo che Saruman aveva sottomesso e schiavizzato la Contea, sottile vendetta di uno Stregone ormai precipitato nel male e nella malizia:

“Mi facevate ridere, piccoli vanitosi Hobbit, mentre cavalcavate con tutta quella grande folla, così sicuri e soddisfatti delle vostre personcine. Credevate di essere stati bravissimi, certi che non vi restava se non tornare tranquillamente a casa e godervi la campagna. La casa di Saruman poteva venire distrutta e lui messo sul lastrico, ma nessuno poteva toccare la vostra. Oh no! Gandalf si sarebbe curato dei vostri affari!». Saruman rise nuovamente. «Non lui! Quando i suoi strumenti hanno fatto il loro dovere lui li molla. Ma voi sentivate il bisogno di ciondolare appesi a lui, chiacchierando e perdendo tempo, e compiendo un percorso lungo il doppio del necessario. “Bene”, mi sono detto io; “se sono talmente stupidi arriverò prima di loro e darò loro una lezione. Un brutto tiro merita una risposta”. 

La Contea però viene presto salvata e lui sconfitto a seguito della ribellione guidata da Frodo, Sam, Merry e Pipino. Ancora una volta Saruman è sconfitto.

«Verme! Verme!», chiamò Saruman, e da una capanna vicina uscì carponi Vermilinguo, come un cane. «Di nuovo sulla strada, Verme!», disse Saruman. «Questa bella gente signorile ci butta fuori di nuovo. Seguimi!».
Saruman si volse per partire, e Vermilinguo lo seguì strisciando. Ma mentre Saruman passava accanto a Frodo, una lama scintillò fra le sue mani ed egli colpì rapido come un baleno. Una dozzina di Hobbit, comandati da Sam, balzarono avanti con un urlo e scaraventarono a terra il farabutto. Sam trasse la spada.
«No, Sam!», disse Frodo. «Non ucciderlo neppure adesso. Non mi ha ferito. E comunque non desidero che venga ucciso mentre si trova in questo suo malvagio stato d’animo. Fu grande un tempo, di una razza nobile, contro la quale non dovremmo osare alcuna violenza. E’ caduto, e non possiamo curarlo; ma voglio risparmiarlo, nella speranza che un giorno guarisca».
Saruman si alzò e guardò Frodo fisso negli occhi. Era uno strano sguardo, misto di meraviglia, di rispetto e di odio. «Sei cresciuto, Mezzuomo», gli disse. «Sì, sei cresciuto molto. Sei saggio, e crudele. Hai rubato la dolcezza della mia vendetta, ed ora devo partire con amarezza, debitore della tua misericordia. La odio come odio te! Ebbene, me ne vado e non t’importunerò più. Ma non aspettarti che ti auguri salute e lunga vita. Non avrai né l’una né l’altra. Ma non è merito mio. Lo prevedo soltanto».

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Si allontanò, e gli Hobbit fecero largo per lasciarlo passare, ma le nocche delle loro mani divennero bianche mentre stringevano le armi. Vermilinguo esitò, e poi seguì il suo padrone.
«Vermilinguo!», gridò Frodo. «Non sei obbligato a seguirlo. Non so di alcun male che tu mi abbia fatto. Troverai qui riparo e cibo, finché sarai più forte e potrai andartene per i fatti tuoi».
Vermilinguo si fermò e si volse a guardarlo, già tentato a restare. Saruman si voltò. «Nessun male?», ghignò. «Oh no! Anche quando striscia fuori di notte è soltanto per guardare le stalle. Ma non ho forse udito qualcuno chiedere dove si nasconde il povero Lotho? Tu lo sai, vero, Verme? Perché non glielo dici?».
Vermilinguo si accasciò e gemette: «No, no!». «Allora lo dirò io», disse Saruman. «Verme ha ucciso il vostro Capo, povero piccolo, il vostro caro Capo. Non è vero, Vermilinguo? Credo che l’abbia pugnalato nel sonno. Spero che l’abbia seppellito, benché Verme sia stato molto affamato di recente. No, Verme non è proprio carino. E’ meglio che lo lasciate a me».
Uno sguardo di odio selvaggio apparve negli occhi rossi di Vermilinguo. «Tu mi hai detto di farlo; tu mi hai costretto a farlo», sibilò.
Saruman rise. «Tu fai quello che dice Sharkey, vero, Verme? Ebbene ora ti dice: seguimi!». Gli sferrò un calcio in pieno viso e Vermilinguo si voltò e lo seguì. Ma improvvisamente qualcosa scattò in lui; si rizzò a un tratto, estraendo un pugnale nascosto e ringhiando come un cane saltò sulla schiena di Saruman, gli tirò indietro la testa, gli tagliò la gola e corse giù per il viale con un grido.
Prima che Frodo potesse riprendersi e pronunciare una parola, tre frecce hobbit sibilarono e Vermilinguo cadde morto.
Con costernazione dei presenti, intorno al cadavere di Saruman si formò una specie di nebbia grigia che salì lentamente sempre più in alto, come fumo sprigionato da un fuoco, e giganteggiò sul Colle simile a una pallida figura velata. Esitò un momento, rivolta a occidente; ma proprio da lì venne un vento freddo che la sospinse, ed essa finì col dissolversi sospirando.
Frodo guardò il corpo con pietà e orrore, perché gli sembrò che vi si rivelassero all’improvviso lunghi anni di morte; esso si rimpicciolì e il viso avvizzito non era altro che lembi di pelle su di un orrido teschio. Sollevando lo sporco manto caduto in terra, Frodo coprì il cadavere e si allontanò.

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«E questa è la sua fine», disse Sam. «Una brutta fine, e vorrei non averla vista; ma è una liberazione».
«Ed anche la fine definitiva della Guerra, spero», disse Merry.
«Lo spero», disse Frodo e sospirò. «Il colpo definitivo. Ma pensare che doveva avvenire proprio qui, sulla soglia di Casa Baggins! Fra tutte le mie speranze e le mie paure non avevo certo previsto una cosa simile».
«Non dirò che è la fine finché non avremo fatto piazza pulita di tutte le porcherie», disse Sam con aria cupa. «E ci vorrà molto tempo e molto lavoro».

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