Aros, di Matěj Čadil

 

L’Aros nasceva a ovest del passo di Aglo, non lontano dalla sorgente dell’Esgalduin e, scendendo verso sud, divideva Dor Dínen da Himlad, e formava il guado di Arossiach. Era il fiume che scorreva lungo il margine meridionale del Doriath, segnandone il confine prima di perdersi nelle paludi dell’Aelin-uial, dove le sue acque si univano a quelle del Sirion.

 

Non era protetto dalla Cintura di Melian con la stessa forza dell’Esgalduin, più interno al regno. E dunque le sue rive meridionali restavano terra di passaggio, attraversate da chi entrava o usciva dal Doriath senza percorrerne le vie conosciute.

Poco a nord del fiume, nell’ansa racchiusa tra l’Aros e un suo affluente, si stendeva Nan Elmoth: la foresta più buia del Beleriand, dove Eöl il Fabbro Oscuro scelse di vivere in disparte da ogni altro popolo, lavorando i metalli in un silenzio interrotto solo dal mormorio del fiume vicino e, secoli dopo, dalle voci di Aredhel e di Maeglin.

 

 

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