Lì giacque a pancia in giù

«Adesso, mi raccomando, state attenti!» sussurrò lo Hobbit «e sforzatevi più che potete di non far rumore! Può darsi che non ci sia nessuno Smog, ma può anche darsi che ci sia. Non corriamo rischi inutili!».
Scesero sempre più giù. I Nani, naturalmente, non potevano gareggiare con lo Hobbit nell’avanzare veramente di soppiatto, e fecero un sacco di sbuffi e stropiccii che l’eco ingrandiva in modo allarmante; ma anche se di tanto in tanto Bilbo si fermava pieno di paura ad ascoltare, non un suono si levò da sotto.…

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Siamo in trappola!

Thorin parlò: «Tentiamo con la porta!» egli disse. «Devo sentirmi al più presto il vento sulla faccia, se no muoio. Credo che preferirei essere fatto a pezzi da Smog all’aperto piuttosto che soffocare qui dentro!». Così parecchi Nani si alzarono e a tentoni tornarono dove c’era stata la porta.…

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il suo furore esplose

Smog aveva lasciato la sua tana di soppiatto e in silenzio; nel buio, si era quietamente levato in volo, e poi era volato via, pesante e lento come un corvo mostruoso, trasportato dal vento verso la parte occidentale della Montagna, nella speranza di cogliervi di sorpresa qualcuno o qualcosa, e di spiare l’uscita del passaggio di cui il ladro si era servito.…

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Erano chiusi nella Montagna!

Qualcosa nella sua voce provocò nei Nani una sensazione di disagio. Lentamente Thorin si riscosse dai suoi sogni e, alzatosi, fece ruzzolare via la pietra che faceva da fermaporta. Poi spinsero la porta tutti insieme, ed essa si chiuse con uno scatto secco e quasi metallico.…

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il Cuore della Montagna

Ma più bella di tutto era la grande gemma bianca, che i Nani avevano trovato sotto le radici della Montagna, il Cuore della Montagna, l’Archepietra di Thràin.
«L’Archepietra! L’Archepietra!» mormorò Thorin al buio, mezzo sognante col mento poggiato sulle ginocchia. «Era come un globo dalle mille facce; splendeva come argento alla luce del fuoco, come l’acqua al sole, come la neve sotto le stelle, e come la pioggia sopra la Luna!».…

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sterminato mucchio di ricchezze

Da ciò la conversazione passò allo sterminato mucchio di ricchezze, e alle cose che Thorin e Balin ricordavano. In particolare si chiedevano se si trovassero ancora lì sane e salve nella sala sottostante queste cose: le lance che erano state fatte per gli eserciti del gran Re Bladorthin* (morto da lungo tempo), avevano ciascuna una punta triplicemente forgiata e la loro asta era abilmente intarsiata d’oro, ma non furono mai consegnate o acquistate; gli scudi fatti per guerrieri morti da lungo tempo; la grande coppa aurea di Thrór, con due manici, cesellata e intagliata con uccelli e fiori i cui occhi e petali erano fatti di pietre preziose; cotte di maglia dorate, argentate e impenetrabili; la collana di Girion, Signore di Dale, fatta di cinquecento smeraldi verdi come l’erba, che egli dette ai Nani perché fosse incastonata nell’armatura del figlio maggiore, una cotta di anelli saldati dai Nani di cui in precedenza non era mai stato fatto l’eguale; infatti era stata fatta di argento puro lavorato fino a divenire tre volte più potente e robusto dell’acciaio.…

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Credimi o no, come ti pare!

La conversazione si rivolse alle malvagie parole del drago riguardo ai Nani. Bilbo desiderava di non averle mai udite, o almeno di potersi sentire completamente sicuro che i Nani fossero assolutamente sinceri adesso che dichiaravano di non avere pensato per niente a che cosa sarebbe successo dopo avere conquistato il tesoro.…

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rimandarono a più tardi la chiusura della porta

Era così serio che alla fine i Nani fecero come diceva, anche se rimandarono a più tardi la chiusura della porta – sembrava infatti un piano disperato, perché nessuno sapeva se o come avrebbero potuto riaprirla dal di dentro, e la prospettiva di rimanere rinchiusi in un posto la cui unica via d’uscita portava alla tana del drago non era di loro gradimento.…

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