sterminato mucchio di ricchezze

Da ciò la conversazione passò allo sterminato mucchio di ricchezze, e alle cose che Thorin e Balin ricordavano. In particolare si chiedevano se si trovassero ancora lì sane e salve nella sala sottostante queste cose: le lance che erano state fatte per gli eserciti del gran Re Bladorthin* (morto da lungo tempo), avevano ciascuna una punta triplicemente forgiata e la loro asta era abilmente intarsiata d’oro, ma non furono mai consegnate o acquistate; gli scudi fatti per guerrieri morti da lungo tempo; la grande coppa aurea di Thrór, con due manici, cesellata e intagliata con uccelli e fiori i cui occhi e petali erano fatti di pietre preziose; cotte di maglia dorate, argentate e impenetrabili; la collana di Girion, Signore di Dale, fatta di cinquecento smeraldi verdi come l’erba, che egli dette ai Nani perché fosse incastonata nell’armatura del figlio maggiore, una cotta di anelli saldati dai Nani di cui in precedenza non era mai stato fatto l’eguale; infatti era stata fatta di argento puro lavorato fino a divenire tre volte più potente e robusto dell’acciaio.

*Il nome ha una costruzione tratta dal linguaggio degli Elfi, ma solo l’elemento – thin, <<grigio>>, è facilmente decifrabile. Alla storia del re Bladorthin non si fa riferimento in nessun altro passo delle opere di J. R. R. Tolkien. (Bladorthin, tuttavia, era il nome dello stregone nel manoscritto dell’Hobbit; e venne in seguito sostituito con quello di Gandalf.)


-Ancalagon, Where once was Light now Darkness falls

Brano tratto da: Lo Hobbit, “Notizie dall’Interno”

Illustrazione: Dragon and his treasure by Lisa Lenz on Artstation

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