Morgoth però ritenne il suo trionfo completo, poco conto facendo dei figli di Fëanor e del loro giuramento che mai gli era stato di danno, e anzi si era sempre rivelato il suo più possente alleato; e nella sua fosca mente egli rise, non rimpiangendo l’unico Silmaril che aveva perduto, perché proprio a causa di esso, così egli riteneva, fin l’ultimo residuo degli Eldar sarebbe stato spazzato via dalla Terra-di-mezzo, non più fonte di disturbo per essa. E, se seppe di coloro che si erano rifugiati presso le acque del Sirion, non lo diede a vedere, fidando nel tempo e fidando nell’opera della congiura e della menzogna. Ma, sulle rive del Sirion e sui lidi marini, crebbe un popolo elfico, spigolatura del Doriath e di Gondolin; e a costoro s’unirono, provenienti dalle sponde del Baiar, i marinai di Cìrdan, i quali affrontavano le onde ed erano dediti alla costruzione di navi, dimorando sempre vicini alle coste dell’Arvernien, all’ombra della mano di Ulmo.
-Lúthien Tinúviel
Brano tratto da: Il Silmarillion, “Tuor e la Caduta di Gondolin”
Illustrazione: Melkor by Elena Kukanova
Navigazione
