Come sarebbe stata la storia della terra di mezzo senza il signore di Gran Burrone? o senza la stirpe di Elendil?
Ci sono eventi in Arda, le cui origini si perdono in tempi così remoti da essere ormai mito, scintille lontane di un passato solcato da correnti e tempeste, passioni e lotte sanguinose, la cui luce continua a riflettersi sul destino della terra di mezzo
Inauguriamo il nuovo format, Riflessi di Arda, perché “non terminano mai i grandi racconti, sono i personaggi che vengono e se ne vanno, quando è terminata la loro parte, e apparteniamo anche noi alla medesima storia che continua attraverso i secoli”.
Shakespeare scriveva che c’è una marea nelle umane vicende, che se seguita, conduce alla fortuna; se perduta, l’intero viaggio della vita si arena su fondali di miserie.
La più potente di queste correnti, in Tolkien è anche la più misteriosa e implacabile, che talvolta sembra spingere i cuori, alla rinuncia, al non coraggio e non porta necessariamente alla gloria o alla ricchezza, ma a qualcosa di più grande, anche se non sempre colui che sceglie di seguirla potrà goderne i benefici: è la Pietà.
Fu un atto di pietà di Bilbo a consentire a Gollum di vivere e di essere l’involontario tramite della salvezza, quando Frodo, che a sua volta ne aveva avuto misericordia, cede inevitabilmente al potere oscuro dell’anello. Ma prima di Gollum, prima di Bilbo e di Frodo, prima ancora dell’anello, ci fu un altro atto di pietà che contribuì alla salvezza: la pietà di Maglor e Maedhros verso Elrond ed Elros.
Molto è stato detto e moltissimo ci sarebbe ancora da dire sui più tormentati tra i figli di Fëanor , spinti nella tempesta da un’altra marea implacabile, l’insano giuramento pronunciato con il padre.
Dopo il terzo fratricidio, quando i figli di Fëanor ancora viventi piombarono all’improvviso sugli esuli di Gondolin e sui superstiti del Doriath, sterminandoli, Maglor e Maedhros, si impietosiscono dei piccoli Elrond ed Elros e decidono di prenderli con sé.
Forse a spingerli fu il rimorso per la sorte di altri due bambini innocenti, Eluréd ed Elurìn, fratelli di Elwing, vittime della cieca sete di potere e vendetta, abbandonati nei boschi dai servi di un altro figlio di Fëanor , e mai più ritrovati; sta di fatto che questa azione cambiò il corso della storia: senza quell’atto di pietà non ci sarebbero stati Elrond, araldo di Gil-galad, signore di Gran Burrone, potente tra uomini ed elfi, colui che combatté per tre Ere contro il male, Elros, primo re di Númenor da cui discese Elendil, che con i figli Isildur e Anarion contribuì, insieme a Gil-galad, alla provvisoria sconfitta di Sauron, separando il secondo Oscuro Nemico del mondo dalla sua micidiale creatura, l’Anello, Elendil da cui discese anche Aragorn, re Elessar.
Si dice che i vecchi peccati abbiano le ombre lunghe, ma fortunatamente anche gli atti di misericordia: la pietà di uno solo può cambiare il destino di molti.
