avevano raggiunto le prime propaggini di Bosco Atro

Il giorno seguente partirono prima dell’alba, anche se la loro notte era stata breve. Appena fece luce poterono vedere la foresta farsi più vicina, quasi stesse per venire loro incontro o li aspettasse come un muro nero e minaccioso dinanzi a loro. Il terreno cominciò a salire e allo Hobbit parve che su di loro cominciasse a calare il silenzio. Gli uccelli cantavano di meno, e non si vedeva più nessun cervo; erano spariti perfino i conigli selvatici. Verso il pomeriggio avevano raggiunto le prime propaggini di Bosco Atro*, e si riposarono quasi sotto i grossi rami sporgenti degli alberi più esterni. Avevano tronchi grossi e nodosi, rami contorti, foglie scure e lunghe. L’edera cresceva su di essi e strisciava al suolo.
*Nel 1966 Tolkien scriveva al nipote:
«Mirkwood [«Bosco Atro», nella trad.] non è una mia invenzione, ma un nome molto antico, ricco di riferimenti a vecchie leggende. Era probabilmente il nome tedesco primitivo per la grande regione montagnosa di foreste che anticamente formava una barriera a sud delle terre conquistate dall’espansione germanica. Secondo alcune tradizioni, venne usato in particolare per definire il confine fra Goti e Unni. Cito a memoria: la sua antica età sembra indicata dalla sua comparsa nel tedesco molto antico (undicesimo secolo?) come mirkiwidu, nonostante il tema *merkw, “scuro”, non si trovi affatto nella lingua tedesca (solo inglese antico, norvegese antico e OS), e il tema *widu– > witu fosse limitato in tedesco al significato di “alberi”, non molto comune, e non rimasto nel tedesco moderno. In inglese antico mirce compare solo in poesia, e ha un significato di “scuro” o, piuttosto, cupo”, solo in Beowulf, 1405, ofer myrcan mor: in altre parti solo con significato di “tenebroso” > come corrotto, infernale. Non ha mai avuto, penso, esclusivamente un significato che indichi il colore nero, e fin dall’inizio ha sempre avuto il significato di tetraggine, tenebra…
«Mi è sembrata una fortuna che Mirkwood rimanesse comprensibile (con la stessa sfumatura) anche in inglese moderno: sia che mirk sia stato preso in prestito dal norvegese sia che si tratti di un’obsoleta parola dell’inglese antico rifrescata» (La realtà … cit. lettera 289).
Il nome Mirkwood, inteso nel senso di grande foresta con associazioni simili, era stato usato in precedenza in un romanzo che Tolkien conosceva bene: The House of the Wolfings (La casa dei lupacchiotti, 1888), di William Morris.


-Ancalagon

Brano tratto da: Lo Hobbit, “Strani Alloggi”

Illustrazione: The forest of Mirkwood by darkBabette on DeviantArt

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