Le sorgenti dell'Anduin, di Paul Raymond Gregory

 

Tra le Montagne Nebbiose a occidente e Bosco Atro a oriente si estendeva una vasta terra di pianure, steppe e foreste che nessun regno riuscì mai a possedere per intero: il Rhovanion, le Terre Selvagge.

 

Una terra senza un unico signore

Anduin il Grande Fiume, di Joe Gilronan
Anduin il Grande Fiumedi Joe Gilronan

Non ebbe mai una capitale, né una vera e propria dinastia capace di governarla nella sua interezza. Vi abitarono, in epoche diverse, gli Uomini del Nord alleati dei Nani di Erebor, i popoli che sarebbero poi diventati i Rohirrim prima ancora di attraversare le montagne verso sud, e i mercanti di Pontelagolungo e di Dale. Nei primi secoli del secondo millennio della Terza Era, Vidugavia fu il più potente tra i sovrani di quelle terre, tanto da fregiarsi del titolo di Re del Rhovanion.

 

Un confine mobile

La Caroccia all'alba, di Caoranach
La Caroccia all’albadi Caoranach

Fu proprio dal Rhovanion che partirono, secoli dopo, gli Éothéod guidati da Eorl: stanziati un tempo alle sorgenti dell’Anduin, ai margini settentrionali di Bosco Atro, si sarebbero infine trasferiti a sud per fondare Rohan.

 

Il Rhovanion rimase, dopo la loro partenza, terra ancora più aperta: attraversata dai Nani in viaggio tra Erebor e i Colli Ferrosi, insidiata dall’ombra crescente di Dol Guldur, percorsa dai pochi viandanti che osavano affrontarne le distanze.

E che presentava inaspettati luoghi accoglienti, come accadeva presso la Carroccia, sul Grande Fiume, dove più di un viaggiatore trovò rifugio o fortuna.

 

Perché nella Terra di Mezzo, spesso, “selvaggio” non significa arretrato o pericoloso, ma semplicemente qualcosa che non è controllato da Regni e ordinamenti stabiliti: ove nessuno amministra la giustizia, e nessuno ordina coscrizioni e marce forzate.

 

Il Rhovanion non ha un momento che lo definisca, né un evento che ne segni compiutamente la storia: è come uno sfondo geografico, fatto di foreste, vallate che scendono dalle pendici dei monti, e il confine scuro d’una grande foresta sul lato orientale. Quello che rimane di una terra quando si tolgono i regni, i nomi, i confini: un luogo che tutti attraversarono, e che nessuno riuscì mai davvero a possedere.

 

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