Tarn Aeluin, di Ted Nasmith

 

Sull’altopiano di Dorthonion, tra le foreste che i suoi stessi abitanti avrebbero poi ricordato con rimpianto e angoscia, si trovava Tarn Aeluin: un piccolo lago dalle acque limpide, circondato da eriche in fiore.

Dopo la Dagor Bragollach, quando il Dorthonion cadde sotto il dominio di Morgoth, Tarn Aeluin divenne il nascondiglio segreto di Barahir e del pugno di uomini rimasti fedeli, tra cui il figlio Beren: un’isola di resistenza in una terra ormai perduta.

Fu proprio la conoscenza di quel rifugio, strappata da Sauron a Gorlim, ingannato da una falsa promessa di ritrovare la propria moglie, a condannare il gruppo: gli Orchi sorpresero e uccisero Barahir e i suoi compagni presso le rive del lago, e solo Beren, assente quel giorno, sopravvisse per vendicare il padre, recuperando l’Anello che Finrod Felagund gli aveva lasciato in pegno un lontano giorno, sul campo della Dagor Bragollach. Quel gioiello, che divenne noto come l’Anello di Barahir, diventerà un cimelio delle casate dei Re degli Uomini, dai Porti del Sirion a Númenor oltre le Acque, e poi di nuovo nella Terra di Mezzo, nel Regno in esilio di Arnor.

 

Ma tornando a Tarn Aeluin, si racconta che da quel tradimento le sue acque non abbiano mai perso una certa inquietudine, memoria silenziosa del dolore del mondo.

 

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