Così, guidati da Tuor figlio di Huor, i superstiti di Gondolin varcarono i monti e scesero nella Valle di Sirion; e, andando verso sud a tappe forzate e perigliose, giunsero alla fine nella Nan-tathren, la Terra dei Salici, che il potere di Ulmo ancora scorreva nel grande fiume e stava attorno a loro. Lì si riposarono alquanto, riprendendosi dalle ferite e dalla stanchezza; impossibile, tuttavia, guarirne il dolore. E tennero una celebrazione in memoria di Gondolin e degli Elfi che vi erano periti, insieme con le fanciulle, le spose e i guerrieri del Re; e per Glorfindel l’amato molte furono le canzoni che si intonarono sotto i salici della Nan-tathren mentre l’anno smoriva. Tuor compose un canto per Eärendil suo figlio circa la venuta di Ulmo, il Signore delle Acque, alle rive del Nevrast in tempi precedenti; e nel suo cuore si risvegliò, come in quello del figlio, il desiderio del mare. Per tale ragione, Idril e Tuor, lasciata la Nan-tathren, si diressero verso meridione, seguendo il fiume fino al mare; e dimorarono alle bocche del Sirion, mescolando la propria gente con quella della figlia di Dior, Elwing, rifugiatavisi poco tempo prima. E quando nel Balar si ebbe notizia della caduta di Gondolin e della morte di Turgon, Ereinion Gilgalad, figlio di Fingol, venne nominato Re Supremo dei Noldor nella Terra di mezzo.
-Lúthien Tinúviel
Brano tratto da: Il Silmarillion, “Capitolo XXIII”
Illustrazione: Tuor e la Caduta di Gondolin, di Elwing by Elena Kukanova
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