Il mare di Rhûn, di Ted Nasmith

 

A oriente del Rhovanion, oltre le terre che Vidugavia un tempo rivendicò come proprie, si stendeva il Mare di Rhûn: un vasto specchio d’acqua interna, che le mappe dei popoli liberi raramente si spingevano a rappresentare con precisione. E ppure proprio da quelle acque, e dalle terre che le circondano, discendono tradizioni più antiche di qualunque regno dell’Ovest.

 

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Mare di Rhûn sulla tavola della Terra di Mezzo, nella Terza Era

 

Le acque del risveglio

Al Lago Cuiviénen, di Ted Nasmith
Al Lago Cuiviénendi Ted Nasmith

Una marcia di circa quattrocentocinquanta miglia separava il Mare di Rhûn da Cuiviénen, l’Acqua del Risveglio: la baia all’estremità orientale di un altro mare, oggi scomparso, ai piedi delle Orocarni, le Montagne Rosse.

Fu là che i primi Elfi aprirono gli occhi alle stelle, prima ancora che la Luna o il Sole fossero levati; e fu là che Oromë il Cacciatore (e, forse, anche il Nemico) lì trovò per primo, guidandone molti nel Grande Viaggio verso l’Ovest.

 

Non tutti seguirono quella chiamata: gli Avari rimasero presso le terre del risveglio, nei pressi del Mare di Rhûn e delle regioni più orientali. Ancora più a oriente di Cuiviénen si stendeva Hildórien, dove i primi Uomini si risvegliarono sotto il primo levarsi del Sole, e gli antenati degli Edain risiedettero per qualche tempo sulle rive del Mare di Rhûn prima di volgersi verso occidente.

 

Le genti che rimasero

Carrieri, di David Chen
Carrieridi David Chen

Ma non tutti gli Uomini lasciarono l’Est. Quelli che restarono furono tuttavia esposti, per secoli e millenni, all’egemonia che dal Nord, con Morgoth, e poi da Mordor, con Sauron, si estendeva a oriente.  E costoro furono chiamati Esterling, gli Orientali. Alcuni di loro già nella Prima Era giunsero nel Beleriand. E se vi erano genti come quelle di Bór che rifiutarono l’Ombra e si allearono con gli Eldar, pure ve ne erano molti, come la schiatta di Ulfang, che invece accettarono le offerte dell’Oscuro Signore accettando di tradire i propri giuramenti e di schierarsi al suo fianco.

 

Molti, tra i popoli dell’Est, si rivelarono nei secoli successivi nemici o avversari degli Popoli Liberi. Che ciò dipendesse da un’innata avversione per i grandi regni dell’Ovest, o piuttosto l’esito di minacce e menzogne propalate dai portavoce dei Signori Oscuri, non è dato saperlo, Ma certamente essi rimasero una spina nel fianco di Gondor e dei suoi alleati per tutta la Terza Era, quando assunsero al denominazione di Carrieri, che più volte mossero guerra intorno all’Anduin, e che tornarono a combattere al fianco di Sauron, alla fine di quell’Era, nella Battaglia dei Campi del Pelennor.

 

Nani, di Turner Mohan
Nanidi Turner Mohan

Anche quattro delle stirpi naniche, nate dai Sette Padri nei pressi delle terre orientali, posero le proprie case al di là del Mare di Rhûn, più lontano dalle Montagne Nebbiose di quanto queste non lo siano dai Monti Azzurri. Erano costoro le Casate divenute poi note come Pugniferro e Barbedure, entrambe originari degli Orocarni, e poi Piediroccia e Nerachiave, residenti ancora più a oriente.

Per la maggior parte restarono in disparte dalle vicende dell’Ovest; mandarono però i propri figli a unirsi alle altre case naniche nella guerra contro gli Orchi combattuta sotto le Montagne Nebbiose. Solo molto più tardi, quando la guerra e il terrore crebbero anche nelle loro antiche dimore, un gran numero di quei Nani lasciò le terre d’oriente in cerca di rifugio verso ovest. Alcuni, in quel tempo, incontrarono sulla propria strada Frodo Baggins.

 

Gli Istari smarriti

Gli Stregoni Blu, di Daniel Pilla
Gli Stregoni Bludi Daniel Pilla

In un’epoca imprecisata tra la Seconda e la Terza Era, due degli Istari inviati nella Terra di Mezzo si inoltrarono nelle regioni più remote di Rhûn e non fecero mai ritorno. Alcune tradizioni, meno diffuse delle altre, vogliono che anche Saruman li avesse un tempo accompagnati, prima di tornare sui propri passi e porre infine la propria dimora in Isengard. Altre dicono che i due Stregoni Blu, Alatar e Pallando giunsero da soli molto prima degli altri tre Istari, e a lungo combatterono contro le forze oscure rimaste in Oriente, e contro lo stesso Sauron che qui si nascose per quattro secoli dopo la sconfitta nella Guerra dell’Ultima Alleanza.

Vi è chi dice che infine abbiano fallito, soccombendo al suo potere o divenendone servitori, e chi invece sostiene che, senza il loro intervento, le forze che Sauron avrebbe potuto mettere in campo nella Guerra dell’Anello sarebbero state ancora più grandi.

 

Il confine che Gondor non tenne mai

Rhûn, di Šárka Škorpíková
Rhûndi Šárka Škorpíková

Le terre più occidentali di Rhûn furono conquistate da Gondor per due volte, sotto i re Rómendacil I e Rómendacil II. I Dúnedain, però, non ne ebbero mai il pieno dominio: a ogni ritirata della potenza di Gondor, quelle terre tornavano agli Esterling. Solo nella Quarta Era, sotto Re Elessar e suo figlio Eldarion, l’Ovest di Rhûn fu finalmente sottomesso.

 

La maggior parte delle mappe dell’Ovest si fermava dove il Mare di Rhûn si stendeva, e di ciò che restava oltre quel confine si sapeva poco. A nord-ovest delle sue acque giaceva Dorwinion, le cui vigne davano un vino tanto forte da far assopire persino le guardie d’un re elfico. A nord-est si stendeva una foresta di cui restano solo i racconti. Presso le colline a sud-ovest delle sue rive vagavano mandrie di candidi buoi selvatici.

 

Il Mare di Rhûn resta, nelle cronache che sono giunte fino a noi, un confine più che un luogo: l’ultimo punto certo prima che la mappa della Terra di Mezzo ceda il passo a terre che videro il risveglio degli Elfi e degli Uomini, e restano, ancora oggi, le più sconosciute di tutte.

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