La tragedia dei Guadi dell’Isen – parte 6

La tragedia dei Guadi dell’Isen – parte 6

Si chinarono quindi per sollevare il corpo, e si avvidero che Théodred respirava ancora; ma visse appena il tempo di pronunciare le sue ultime parole: Lasciatemi qui, a tenere i Guadi finché arriva Éomer!

Scese la notte. Si udì un rauco suon di corno, poi tutto fu silenzio. L’attacco sulla riva occidentale ebbe termine, e il nemico scomparve nel buio. I Rohirrim tenevano i Guadi dell’Isen, ma le loro perdite erano pesanti, non da ultimo in fatto di cavalli; il figlio del Re era morto, ed essi si trovavano a essere senza un capo e all’oscuro di quello che poteva ancora accadere.

Quando, dopo una notte fredda e insonne, il cielo tornò a farsi grigio, non si scorgeva più segno di Isengardiani, salvo i molti rimasti morti sul terreno. Lupi ululavano lontano in attesa che i superstiti se ne andassero. Molti uomini, dispersi dall’improvviso assalto degli Isengardiani, cominciavano a tornare, alcuni ancora in sella, altri portando cavalli ricatturati. Durante il mattino, gran parte dei Cavalieri di Théodred che erano stati costretti a ritirarsi verso sud lungo il fiume da un battaglione di Uruk neri, riapparvero, sfiniti dalla battaglia ma in buon’ordine. Ecco quanto riferirono. Si erano asserragliati su un basso colle, apprestandosi a difesa; sebbene avessero respinto parte delle forze attaccanti di Isengard, continuare la ritirata verso sud senza provviste in fin dei conti era vano. Gli Uruk avevano fatto fallire ogni loro tentativo di sfondare in direzione est e li respingevano verso la contrada, in quel momento ostile, della «marca occidentale» Dunlandiana. Ma, mentre i Cavalieri si preparavano all’assalto degli Uruk, atteso sebbene ormai fosse notte fonda, udirono un suon di corno, e poco dopo costatarono che i nemici se ne erano andati. Disponevano di troppi pochi cavalli per tentare l’inseguimento o anche solo per una puntata esplorativa, posto che questa servisse nelle tenebre notturne. Dopo qualche tempo, avevano cominciato a risalire cautamente verso nord, senza incontrare resistenza di sorta. Pensavano che gli Uruk fossero tornati sui propri passi per

rinforzare le teste di ponte ai Guadi, e s’aspettavano, giunti a questi, una nuova battaglia; grande fu quindi la loro sorpresa di ritrovarli in mano ai Rohirrim. Solo in seguito si resero conto di dove gli Uruk fossero andati.

 

Brano tratto da: Racconti Incompiuti, “Le battaglie dei campi dell’Isen”

Illustrazione: concept art by Ralph Damiani

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top