Dalle LETTERE DI J. R. R. TOLKIEN (1914-1973) [1] - Dalla Lettera 195

Da una lettera ad Amy Ronald, 15 dicembre 1956

Un punto: l’attitudine di Frodo per le armi era personale. Non era, in termini moderni, un «pacifista». Naturalmente, provava orrore di fronte alla prospettiva di una guerra civile fra gli hobbit; ma aveva (credo) anche raggiunto la conclusione che il combattimento fisico ha in realtà meno conseguenze di quello che la maggior parte degli uomini (buoni) pensa!…

Leggi tutta la voce

Lontano ancora è il suo destino

«Ma narrano che quando tutto fu perduto il Re degli Stregoni apparve in persona, con un manto e una maschera neri, montato sopra un nero destriero. La paura colse tutti coloro che lo videro; ma egli scelse il Capitano di Gondor come bersaglio del suo terribile odio, e con un grido atroce cavalcò diritto contro di lui; Eärnur avrebbe sostenuto l’assalto, ma il suo cavallo non seppe attendere la carica, e voltatosi lo trascinò via prima che egli potesse domarlo.…

Leggi tutta la voce

il suo furore esplose

Smog aveva lasciato la sua tana di soppiatto e in silenzio; nel buio, si era quietamente levato in volo, e poi era volato via, pesante e lento come un corvo mostruoso, trasportato dal vento verso la parte occidentale della Montagna, nella speranza di cogliervi di sorpresa qualcuno o qualcosa, e di spiare l’uscita del passaggio di cui il ladro si era servito.…

Leggi tutta la voce

Erano chiusi nella Montagna!

Qualcosa nella sua voce provocò nei Nani una sensazione di disagio. Lentamente Thorin si riscosse dai suoi sogni e, alzatosi, fece ruzzolare via la pietra che faceva da fermaporta. Poi spinsero la porta tutti insieme, ed essa si chiuse con uno scatto secco e quasi metallico.…

Leggi tutta la voce

Chiudete la porta!

Ma il desiderio malioso del tesoro era caduto dal cuore di Bilbo. Durante tutta la loro conversazione egli ascoltava solo per metà. Sedeva vicinissimo alla porta con un orecchio teso verso qualsiasi suono che cominciasse a farsi sentire all’esterno, e con l’altro all’erta per cogliere, dietro al mormorio dei Nani, un’eco o un qualsiasi fruscio che annunciasse un movimento proveniente dal basso.…

Leggi tutta la voce

il Cuore della Montagna

Ma più bella di tutto era la grande gemma bianca, che i Nani avevano trovato sotto le radici della Montagna, il Cuore della Montagna, l’Archepietra di Thràin.
«L’Archepietra! L’Archepietra!» mormorò Thorin al buio, mezzo sognante col mento poggiato sulle ginocchia. «Era come un globo dalle mille facce; splendeva come argento alla luce del fuoco, come l’acqua al sole, come la neve sotto le stelle, e come la pioggia sopra la Luna!».…

Leggi tutta la voce

sterminato mucchio di ricchezze

Da ciò la conversazione passò allo sterminato mucchio di ricchezze, e alle cose che Thorin e Balin ricordavano. In particolare si chiedevano se si trovassero ancora lì sane e salve nella sala sottostante queste cose: le lance che erano state fatte per gli eserciti del gran Re Bladorthin* (morto da lungo tempo), avevano ciascuna una punta triplicemente forgiata e la loro asta era abilmente intarsiata d’oro, ma non furono mai consegnate o acquistate; gli scudi fatti per guerrieri morti da lungo tempo; la grande coppa aurea di Thrór, con due manici, cesellata e intagliata con uccelli e fiori i cui occhi e petali erano fatti di pietre preziose; cotte di maglia dorate, argentate e impenetrabili; la collana di Girion, Signore di Dale, fatta di cinquecento smeraldi verdi come l’erba, che egli dette ai Nani perché fosse incastonata nell’armatura del figlio maggiore, una cotta di anelli saldati dai Nani di cui in precedenza non era mai stato fatto l’eguale; infatti era stata fatta di argento puro lavorato fino a divenire tre volte più potente e robusto dell’acciaio.…

Leggi tutta la voce

Credimi o no, come ti pare!

La conversazione si rivolse alle malvagie parole del drago riguardo ai Nani. Bilbo desiderava di non averle mai udite, o almeno di potersi sentire completamente sicuro che i Nani fossero assolutamente sinceri adesso che dichiaravano di non avere pensato per niente a che cosa sarebbe successo dopo avere conquistato il tesoro.…

Leggi tutta la voce

Da LETTERE DA BABBO NATALE [1]

Natale 1926
Casa fra le Vette, Cima del Mondo, vicino al Polo Nord
Lunedì 20 dicembre 1926

Miei cari ragazzi,
Quest’anno tremo più del solito. Colpa dell’Orso Bianco del Nord! È stata la più grande esplosione del mondo e il fuoco d’artificio più incredibile che si sia mai visto.…

Leggi tutta la voce
Back To Top